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Sgravi alle imprese del Sud: a giugno scade la deroga Ue

Venerdì 20 Maggio 2022 di Nando Santonastaso
Sgravi alle imprese del Sud: a giugno scade la deroga Ue

Il conto alla rovescia è già iniziato, ma stavolta non si può parlare di decollo. Anzi, dell'esatto contrario. Perché è reale il rischio che si blocchi del tutto la Decontribuzione Sud, in base alla quale gli imprenditori meridionali possono risparmiare il 30% dei contributi da versare all'Inps e di tutelare o accrescere così l'occupazione. La scadenza del 30 giugno prossimo, concessa dall'Ue all'Italia in deroga ai divieti previsti per gli aiuti di Stato, al momento è confermata. Se non ci fossero proroghe da parte di Bruxelles o non si decidesse una volta per sempre di rendere strutturale questa misura, come chiedono a gran voce le imprese e i settori politici più sensibili del Mezzogiorno, sarebbero guai. Perché, come dimostrano i numeri, questa fiscalità di vantaggio sta funzionando piuttosto bene. Nel solo 2021, l'annus horribilis per la pandemia, la decontribuzione Sud, valida per i lavoratori privati e anche per i contratti somministrati, è stata utilizzata nell'anno 2021 da 368.307 datori di lavoro per 2.649.783 rapporti lavorativi. Tra gennaio e novembre, in particolare, l'agevolazione è servita a promuovere 1.121.414 assunzioni e 86.108 trasformazioni di contratto, per un totale di oltre 1,2 milioni di nuovi contratti di lavoro. A beneficiarne di più è stato soprattutto il commercio con oltre 495mila nuovi rapporti di lavoro, seguito da attività professionali e amministrative (oltre 190mila nuovi contratti), costruzioni (più di 178mila) e attività manifatturiere (oltre 152mila). In totale, da quando è entrata in vigore nell'ottobre 2020, su iniziativa dell'allora ministro per il Sud Peppe Provenzano che il successore Mara Carfagna ha continuato e sostenuto, la misura a dicembre 2021 ha consentito alle imprese di risparmiare 3,8 miliardi di euro, in buona parte finanziati dal programma europeo React-EU. 

E ora? Ora è allarme tra le imprese, come spiega il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, da tempo impegnato sul tema: «Abbiamo chiesto al ministro Carfagna di avviare con urgenza un nuovo negoziato con la Commissione Ue, affinché conceda che la decontribuzione Sud non solo venga prorogata, ma possa diventare stabile. Sappiamo che la ministra si è attivata per rendere strutturale questa misura, e di questo la ringraziamo. Di sicuro le risorse non sono un problema: si possono attingere alla programmazione 2021-2027 e al Pnrr e anche i vincoli europei sugli aiuti di Stato possono essere superati, perché, in caso di grave pregiudizio per l'economia di un territorio, il Trattato UE consente alcune deroghe». Fontana si riferisce in particolare al fatto che «iI Mezzogiorno d'Italia può ottenere la deroga sugli aiuti di Stato perché sta correndo un grave pericolo, quello dello spopolamento, gravemente sottovalutato finora sia dalla politica nazionale sia da quella europea. La popolazione meridionale diminuisce, infatti, ad un ritmo doppio rispetto al resto d'Italia e triplo rispetto ai Paesi dell'Unione. Se non sarà fermata, questa emergenza priverà il Sud del capitale umano e delle competenze necessari per crescere». 

Il ministro ha riferito proprio in queste ore in Parlamento sull'argomento, confermando che «salvo un'ennesima estensione del Quadro Temporaneo, al momento poco prevedibile, dall'1 luglio la decontribuzione non godrà di una base giuridica europea». «Siamo riusciti a ottenere la riconferma per l'anno 2021 e poi per il primo semestre 2022. Stiamo ora lavorando, e ne ho parlato anche con la Commissaria europea agli Affari regionali, Ferreira, per agganciare la misura al nuovo e recente quadro sugli aiuti di stato introdotto per il secondo semestre 2022 e finalizzato a sostenere le imprese colpite dalle conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina». C'è bisogno però di un lavoro di squadra, dice la Carfagna: «Questa è una priorità nazionale che deve vedere coinvolti nel dialogo con la Commissione tutte le amministrazioni competenti, Ministero del Lavoro, Dipartimento per le Politiche Europee e ovviamente Dipartimento per la Coesione». 

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La strada per evitare la bocciatura di un'ulteriore proroga è proprio quella di cui parla Fontana: dare alla decontribuzione «una veste stabile e un aggancio strutturale ai trattati europei e non più ai quadri temporanei. Solo in questo modo essa potrà essere confermata negli anni a venire e soprattutto potrà avere effetti strutturali nelle scelte di investimento e di assunzione delle imprese al Sud». Non sarà una trattativa facile ma le condizioni di emergenza del Paese e dell'Europa per via della guerra e del rischio recessione impongono una riflessione seria. La fine della fiscalità di vantaggio, checché se ne dica, sarebbe un colpo durissimo per il Sud che proprio l'Ue attraverso il Next generation Eu ha deciso di sostenere per ridurre l divario. 

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA