I cento anni di Pasquale Del Brocco, testimone della seconda guerra mondiale e prigioniero in Australia

Martedì 4 Agosto 2020
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Cento anni di vita vissuta tra mezzo mondo, testimone, suo malgrado, dei più importanti avvenimenti storici che l’umanità ha affrontato nell’ultimo secolo. Pasquale Del Brocco, 4 agosto 1920, ne ha di Storia da raccontare, come quella sconvolgente del secondo conflitto mondiale  e, soprattutto, come quella che da giovanissimo soldato, subito dopo la fine della guerra, lo accomunò ai tanti italiani fatti prigionieri e deportati in terre lontane, lontanissime, da casa. A Pasquale Del Brocco toccò la Libia prima e subito dopo l’infinito viaggio fino in Australia, dove rimase sette anni. La sua testimonianza fu raccolta insieme a quelle di altri ceccanesi (fatti prigionieri dagli inglesi) nel corso di un’iniziativa promossa dall’associazione Il Centro del Fiume, nel 2012, e presentata alle autorità al cinema teatro Antares.
Di quell’esperienza, terribile, sconvolgente, Pasquale Del Brocco ha detto tanto, ma tanto altro ha tenuto per sé, riuscendo comunque a regalare alla sua famiglia preziosi insegnamenti di vita. Sin dal suo ritorno a Ceccano, dopo l’Australia, quando conobbe Giovannina  Micheli - che per uno strano scherzo del destino era nata come lui il 4 agosto - ha accompagnato le vite dei suoi due figli, di 65  e 63 anni, e delle nuove famiglie arrivate con il tempo. Fino ai nipoti e ai pronipoti che insieme a tutti i familiari oggi a Vallecorsa, dove Pasquale Del Brocco si trova da un anno ospite di una casa di accoglienza, in suo onore hanno organizzato una grande festa di compleanno. Nella Comunità Alloggio San Francesco, gestita dalla cooperativa A.D.R.I.S. di Michele Subiaco, Pasquale Del Brocco ha spento cento candeline tra gli applausi dei familiari, degli altri ospiti e di tutto il personale della struttura, lasciandosi andare a poche parole. A  quanti gli hanno chiesto il segreto dell’importante traguardo il ceccanese ha risposto solo: “Avanti Popolo!” tornando subito a dispensare sorrisi per le attenzioni ricevute. (M.Laura Lauretti)

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