Csm a Napoli, approvata la risoluzione
sulla giustizia minorile: «Segnale forte»

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La dispersione scolastica è il campanello d'allarme della devianza minorile che può essere combattuta con più iniziative didattiche e sportive, più assistenti sociali ma anche con sanzioni forti tese non solo a reprimere ma anche a favorire il reintegro nella società.

Prende spunto da un osservatorio privilegiato ma riguarda l'intero Paese la «Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli» approvata oggi dal Csm in un plenum straordinario convocato nel Palazzo di Giustizia partenopeo. Il documento è stato redatto dai membri della VI Commissione, i consiglieri Balducci (presidente), Ardituro e Cananzi. «La decisione di tenere un plenum a Napoli costituisce un segnale molto forte per la città, la regione e l'intero Paese», ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, prima dell'inizio dei lavori.

La VI Commissione punta il dito contro la responsabilità genitoriale, esercitata «in maniera pregiudizievole» e contro la mancanza di comunicazione, per esempio tra scuola e Tribunali per i Minori. Contrarietà all'abbassamento dell'età imputabile è stata espressa dalla relatrice Balducci: «servono regole forti» ma «si deve anche dare la possibilità di redimersi». Cananzi, invece, ha invocato l'attenzione del Governo: « Napoli ha bisogno dell' attenzione di Salvini perché la questione Napoli si riflette sul Paese». Sulla patria potestà è intervenuto il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli Luigi Riello: «Si ma solo in casi estremi. Quando, per esempio, »si trovano bimbi di 7, 8 e 9 anni non a fare compiti ma a confezionare droga
».

La risoluzione è poi stata approvata all'unanimità, per alzata di mano. »Se questa iniziativa - ha concluso Legnini - avrà fatto fare un solo passo in avanti nel contrasto della devianza minorile o a salvare un solo giovane saremo soddisfatti«. 
Martedì 11 Settembre 2018, 18:26 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2018 20:38
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5 di 15 commenti presenti
2018-09-13 09:39:34
Lo chiamano segnale forte... I delinquenti stanno saltando dalla gioia, perchè la montagna ha partorito il topolino. Invece di tante chiacchiere e propaganda (cambiare tutto per non cambiare niente) bastava togliere la patria potestà fino a 16 anni per i figli di appartenenti ai clan con l'obbligo di essere educati in case famiglia. Possibilità di colloqui con i genitori e ritorno a casa se i genitori decidono di lasciare la malavita e collaborare con la giustizia.
2018-09-12 13:35:47
Carcere dai 10 anni di età in poi
2018-09-12 11:36:24
Se non si abbassa la soglia si punibilità ai minori tutto il resto sono chiacchiere e propaganda. I minori di oggi non sono quelli di 50 anni fa.
2018-09-12 08:59:14
Arresto immediato per i genitori! Figli in istituti di rieducazione h24! Punto
2018-09-12 06:58:23
Chiacchiere-chiacchiere-chiacchiere! Qui servono scuole aperte 24su24 -allontanamento da genitori (bestie) e lavoro!

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