Daniele De Santis,il killer incastrato da 5 biglietti: aveva scritto il percorso per evitare le telecamere

Martedì 29 Settembre 2020

Cinque biglietti con una scrittura fitta. I frammenti di guanti in lattice macchiati di sangue. E le immagini delle telecamere che hanno ripreso la fuga. Viaggia lungo queste direttrici l'indagine difficile e meticolosa dei carabinieri di Lecce. Errori commessi dal killer, certo, ma elementi che, messi insieme ad altri, hanno permesso di identificare in Antonio De Marco il presunto assassino.

Lecce, preso l'assassino di Eleonora e Daniele. L'ex coinquilino di 21 anni «voleva torturarli prima di ucciderli»

L'analisi della scena del crimine, tanto per cominciare, ha raccontato molto agli investigatori. Ha raccontato la ferocia di chi ha agito. Ma ne ha messo in evidenza l'inesperienza e la superficialità. Tutto questo ha forse indirizzato le indagini verso un binario ben preciso. Di certo, il ritrovamento dei cinque fogli manoscritti su cui l'assassino aveva appuntato non solo il tragitto da seguire per evitare le telecamere (invano, come si vedrà in seguito), ma anche le modalità con cui portare a termine l'omicidio è risultato fondamentale. Su quei fogli è stata disposta una perizia calligrafica che, evidentemente, ha fatto capire agli inquirenti di essere sulla strada giusta. Quelle frasi, infatti, sono state comparate con i documenti presenti in Prefettura e nel Comune di Casarano, in provincia di Lecce, dove risiede De Marco.
Nei pressi di via Montello, teatro dell'omicidio, sono stati trovati anche dei frammenti di guanti in lattice macchiati di sangue, che gli investigatori pensano possano essere quelli del killer, persi nella fuga, acquisiti come elementi di indagine. Le telecamere di sorveglianza sparse per la città, infine, hanno ripreso il giovane mentre si allontanava dalla scena del crimine. Non ha saputo evitarle del tutto, Antonio De Marco.
 

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Così come non ha potuto evitare gli sguardi dei passanti. Di uno in particolare, che dopo aver sentito la notizia si è ricordato di quel ragazzo con la felpa scura e lo zaino giallo. Quell'uomo è stato ascoltato per cinque ore in caserma, e le sue dichiarazioni, evidentemente, hanno aggiunto ulteriori certezze all'indagine.
Ma è scavando nelle abitudini, nelle amicizie e nelle frequentazioni di Daniele ed Eleonora che i carabinieri hanno capito di essere sulla pista giusta, e soprattutto hanno potuto confrontare gli elementi che avevano fino a quel momento con il profilo di un sospettato: il 21enne fino allo scorso agosto era stato un coinquilino delle due vittime. A stretto contatto con loro. E così il suo nome è stato aggiunto a quello dei possibili sospetti. Forse in quel periodo di convivenza il giovane ha iniziato a covare risentimenti nei confronti della giovane coppia. Gli investigatori sono convinti che l'omicidio fosse solo la parte finale di un folle piano fatto di torture e umiliazioni. È questa la parte ancora oscura della vicenda, ed è in quel risentimento, in quell'abisso che i carabinieri di Lecce dovranno, ancora una volta, immergersi.
A. C.

Ultimo aggiornamento: 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA