Trema Ponza, l'isola Covid Free: test sul personale dei ristoranti

Giovedì 20 Agosto 2020 di Giovanni Del Giaccio e Laura Pesino

Trema Ponza, l’isola “Covid free”. Trema e spera che i tamponi diano esito negativo. Perché manca solo il coronavirus a una stagione già caratterizzata da un’ordinanza che ha fatto discutere - con gli sbarchi dagli yacht solo in certi orari - movida violenta e la morte sospetta del buttafuori di un locale. Ma la preoccupazione è tanta, il monitoraggio della Asl è partito e forse già oggi si avranno i primi risultati. Il motivo? Turisti passati per Ponza e poi risultati positivi al rientro nelle loro città o che hanno avuto contatti con chi è stato contagiato. Una catena - gli esperti lo definiscono “contact tracing” - che arriva sull’isola per due vicende distinte.

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La prima riguarda un gruppo di quattro ragazzi umbri, residenti a Perugia, che hanno soggiornato dal 3 all’8 agosto alla “Torre dei Borboni”. La seconda tre ragazze di Roma che la sera del 14 agosto hanno preso un aperitivo alle “Terrazze”. Per i primi si sono registrati due casi positivi al ritorno in Umbria, mentre le seconde fanno parte dei “contatti” di un giovane romano legato al cluster della Sardegna.

Per entrambe le situazioni il personale del dipartimento di prevenzione della Asl di Latina ha avviato gli esami di routine. Tamponi al personale dell’hotel e a quello del locale che si affaccia su Chiaia di Luna. Una quindicina di persone in tutto. Nel caso dei ragazzi di Perugia è stato appurato che in albergo hanno solo soggiornato e che la struttura ha seguito alla lettera le disposizioni sulla sicurezza. «Non abbiamo nulla da dire - rispondo al telefono dall’hotel - rispettate la nostra privacy». Inoltre i quattro giovani umbri si sono mossi con un gommone praticamente ogni giorno e si ricostruirà anche qui la catena dei potenziali contagi. Per l’altro caso, invece, le ragazze hanno fatto rientro a Roma e sono in isolamento, in attesa dell’esito degli esami, mentre sull’isola i tamponi riguarderanno chi era in servizio al bar quella sera.

LE DIFFICOLTÀ<QA0>
Potenzialmente i due giovani di Perugia - che prima di Ponza erano stati in Sardegna - e le ragazze della Capitale - che finora non hanno l’esito del tampone - a Ponza possono avere infettato chiunque. Frequentando locali, ma anche semplicemente passeggiando per l’affollatissimo Corso Pisacane. Proprio in quella zona il sindaco, Franco Ferraiuolo, aveva disposto l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto prima ancora che lo decidesse il governo.

«Attendiamo gli esami della Asl e restiamo con i piedi per terra - dice - a Ponza non ci sono casi, parliamo di persone che sono state qui e per le quali si sta verificando la situazione di chi è stato a contatto con loro». Ma è chiaro che i timori ci sono. Già all’inizio della pandemia gli operatori avevano chiesto garanzie rispetto a chi arrivava sull’isola. Ci sono state? A Formia si misura la temperatura prima dell’imbarco, ad esempio, ma ad Anzio no. L’uso delle mascherine è spesso un optional al porto come nei vicoli del centro e adesso l’unico auspicio è che i positivi registrati altrove non abbiano causato conseguenze anche a Ponza. Più realisticamente c’è chi fa notare che per la legge dei grandi numeri, con un’isola piena all’inverosimile e ragazzi a stretto contatto (si sono registrate anche 20.000 presenze, rispetto ai circa 3000 residenti all’anagrafe) il rischio che ci scappi un caso positivo è reale. Alla Asl, intanto, fanno i conti con i casi di “importazione”: dei 4 positivi di ieri, due sono di altre regioni, gli altri legati a link familiari di chi è rientrato dall’estero.
VENTOTENE<QA0>
Anche sull’altra isola pontina sono ore di apprensione, ma il fatto che sia più piccola e meno “festaiola” lascia ben sperare. La Asl ha eseguito sei tamponi, relativi ai contatti di una coppia di Napoli che al rientro dalla vacanza è risultata positiva al Covid 19. Anche Ventotene è stata finora “Covid free” e il sindaco, Gerardo Santomauro, ha emanato l’ordinanza sulle mascherine nei luoghi pubblici ormai mesi fa. All’arrivo e in partenza viene misurata la temperatura, nei locali c’è il registro delle presenze, le mascherine - soprattutto negli esercizi pubblici - sono la norma. Sarà bastato? È più di una speranza. Aspettando i risultati dei laboratori di virologia.
 

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