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Pugile morto a Ponza, si indaga sul giro di amici: ancora buchi nella ricostruzione

Martedì 11 Agosto 2020 di Marco Cusumano
Pugile morto a Ponza, si indaga sul giro di amici: ancora buchi nella ricostruzione

LATINA Contatti, amicizie, incontri. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di Gianmarco Pozzi per dare una risposta alle tante domande che si accavallano. Il 28enne romano, campione di kickboxing, è stato trovato senza vita nel giardino di un’abitazione dopo un volo di circa quattro metri da una balaustra. Sul cadavere una vistosa ferita alla testa che sarà analizzata durante l’autopsia fissata per oggi. 

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I carabinieri vogliono capire cosa è accaduto prima del drammatico volo avvenuto domenica mattina, poco dopo le 11, nella zona di Santa Maria, nella parte alta dell’isola di Ponza. Per questo motivo, sin dal pomeriggio di domenica, stanno ascoltando amici e conoscenti della vittima, gli unici che probabilmente possono avere informazioni determinanti per chiarire quanto avvenuto. 

L’ipotesi principale resta quella dell’incidente, ma le indagini al momento non escludono nessuna possibilità e, in ogni caso, dovranno chiarire il motivo che ha spinto Gianmarco a salire su quella balaustra. E’ possibile che si sia trattato di una bravata? Su questo possono essere d’aiuto soltanto gli amici o eventualmente i colleghi e le persone che frequentavano i locali dove Gianmarco ha lavorato come addetto alla sicurezza.
 
Anche la sera precedente alla tragedia il giovane romano aveva regolarmente lavorato nel locale “Blue Moon” dove prestava servizio come addetto alla sicurezza. Per questo motivo si era trasferito sull’isola, per lavorare durante tutta la stagione come “buttafuori” nei locali notturni. Aveva preso in affitto un monolocale dove viveva da solo, proprio vicino al luogo dove è avvenuta la tragedia.
 

 

L’autopsia di oggi, affidata al medico legale Daniela Lucidi, sarà fondamentale. Non soltanto per analizzare la ferita alla testa ed eventuali altre tracce presenti sul corpo del ragazzo, ma anche per effettuare gli esami tossicologici e stabilire in quali condizioni psicofisiche si trovava al momento del decesso. Di certo bisognerà attendere per i risultati, ma intanto i carabinieri procedono nella ricostruzione dei fatti aggiungendo nuovi tasselli a un puzzle ancora tutto da ricostruire. 

I punti fermi sono ancora pochi. I carabinieri hanno confermato che domenica mattina, al momento della tragedia, il ragazzo si trovava da solo quando ha deciso di scavalcare il muretto per motivi ancora ignoti. Esclusa sin dall’inizio l’ipotesi del suicidio: non è stato trovato nessun biglietto, ma soprattutto il luogo e la dinamica dell’accaduto rendono improbabile questa possibilità. La caduta da quella altezza, infatti, avrebbe potuto provocare solo delle ferite se non ci fosse stato l’impatto violento con la testa.

L’ipotesi di un’aggressione potrà essere esclusa definitivamente solo quando saranno chiariti alcuni aspetti. Al momento, tuttavia, sembra improbabile soprattutto perché il cadavere non presenta segni di violenza, fatta eccezione per la profonda ferita alla testa apparentemente compatibile con la caduta. Ma è proprio la dinamica dell’incidente a rendere oscura la vicenda, portando gli investigatori a ulteriori e opportuni approfondimenti.
L’unica certezza relativa alle ultime ore di Gianmarco è che la sera precedente era andato al lavoro al Blue Moon, rimanendo probabilmente nel locale fino a notte fonda. Poi c’è un vuoto temporale rispetto a quanto avvenuto la domenica mattina.

Il ragazzo era solo e probabilmente stava andando al mare, era vestito con pantaloncini e maglietta e non aveva i documenti con sé. I carabinieri ipotizzano uno scenario che attende conferme: forse Gianmarco stava correndo sui terrazzamenti adiacenti alla strada, una zona in pendenza. Potrebbe aver preso velocità per poi cadere rovinosamente, fino a precipitare nel giardino della casa privata dove è stato trovato senza vita. Si tratta di un’ipotesi che attende riscontri dalle indagini affidate alla Procura della Repubblica di Cassino. Oggi l’autopsia servirà a capire se la ferita alla testa sia effettivamente compatibile con la caduta e se siano presenti altre lesioni sfuggite al primo esame esterno del corpo. 

Intanto proseguono gli interrogatori di amici e conoscenti, con l’obiettivo di acquisire ogni dettaglio utile per comprendere una tragedia ancora avvolta nel mistero.

Ultimo aggiornamento: 13:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA