Emma Palombi, pilota e mamma: «Addestro i futuri Top Gun» Comandante a Latina come il padre

Venerdì 18 Settembre 2020
Emma Palombi, pilota e mamma: «Addestro i futuri Top Gun» Comandante a Latina come il padre

Di padre in figlia. Di generazione in generazione. Trent’anni fa, quando lei, Emma Palombi, era ancora una bambina, guardava ammirata il papà Sante, all’epoca comandante del 207° gruppo volo, poi divenuto generale, che decollava dalla pista dell’aeroporto militare “Comani” di Latina per addestrare i futuri piloti dell’Aeronautica Militare. Ancora era troppo piccola per decidere il suo futuro ma quel mondo la affascinava già. 

 

Debora Corbi: "Io, donna zero dell'Aeronautica. Racconto gli amori nati in volo"

La verità è che il genere non fa la differenza. Nemmeno tra i militari, tanto che sono all'incirca 16 mila le donne impegnate in vari comparti militari. A ricordarlo c'è il ventennale dell'ingresso delle donne nelle forze armate, avvenuto con la legge n. 380 del 20 ottobre 1999.


Mercoledì è stata lei a ricevere in consegna lo stendardo del 207° dalle mani del colonnello Michele Grassi, comandante del 70° stormo. Il maggiore Emma Palombi - 39 anni, originaria di Latina, figlia dell'ex primario di Medicina del "Goretti", Rita Salvatori - ha preso il posto del comandante uscente, il tenente colonnello Giovanni Maria Pasqualucci.

«Quando avevo 9 anni e mio padre comandava il gruppo capitò che, a Latina, si svolgesse un corso di piloti della Polizia di Stato e che tra gli allievi ci fosse anche una ragazza di una ventina di anni – racconta Emma –. Era una novità e mi incuriosì. La conobbi e mi colpì quella donna in tuta da volo. Il mondo aeronautico mi appassionava da sempre e volare era il mio sogno nel cassetto. Un sogno che, però, rimase lì chiuso per molto tempo. Almeno fino a quando una legge consentì alle donne di indossare l’uniforme. Mentre frequentavo l’ultimo anno di liceo classico, a Latina, si aprirono le porte delle Forze Armate anche alle ragazze e mi misi a studiare per affrontare il concorso».

L’ADDESTRAMENTO NEGLI USA
E questo fu uno dei suoi primati. Fu tra le prime donne ad entrare in Aeronautica Militare, nel 2000, con il corso Aquila V superando con successo le diverse prove concorsuali e l’impegnativa selezione al volo per l’acquisizione del brevetto di pilota d’aeroplano svolta presso il 70° stormo. «Dopo il brevetto ho frequentato la scuola di volo avanzata negli Usa, a Sheppard, per un anno e mezzo e sono stata abilitata al volo su T37 e T38. Di qui il rientro in Italia con destinazione 46ª brigata aerea di Pisa dove ho conseguito l’abilitazione sul C130J».


C 130J


T38

È stata lei la prima donna a volare su questo gigante del trasporto aereo e già all’epoca fece notizia. Ma Emma ha anche un altro primato all’attivo. È stata anche la prima a compiere un volo operativo all’estero, con scalo a Beirut. Ha volato anche in Afghanistan, Iraq e Libia.

«Dal 2011 al 2018 ho prestato servizio presso il 31° stormo di Ciampino su Falcon 900 come capo equipaggio e istruttore effettuando voli di Stato e voli sanitari – prosegue il maggiore Palombi -. Questo ha significato essere sempre pronta a decollare per trasportare pazienti, anche in pericolo di vita, in Italia ed all’estero, spesso anche di notte. L’emozione più più forte? Quando mi è capitato di trasportare pazienti molto piccoli, anche neonati, bisognosi di cure urgenti. Dal luglio del 2018 sono al 70° stormo di Latina e ho conseguito l’abilitazione sul SIAI 260 EA. Ora, come comandante del 207°, mi occuperò dell’organizzazione dei corsi rivolti agli allievi piloti. Abbiamo continuato a lavorare anche durante la pandemia ed ora è necessario rispettare rigorosamente le norme antiCovid. Quindi è obbligatorio indossare la mascherina e sanificarci sempre».


Siai 260

Lei è la prima donna nella storia dello stormo pontino a ricoprire questo ruolo. La sua giornata inizia molto presto perché deve dividersi tra lavoro e famiglia in quando è anche una mamma e deve occuparsi del suo bambino. Una volta allo stormo per lei ci sono briefing pre volo, decolli, addestramento, atterraggi e incombenze da comandante. Ma affronta tutto con grinta e passione perché ama profondamente il suo lavoro. 


Falcon 900

L’ORGOGLIO DELLA FAMIGLIA
Per lei è stato bellissimo e incoraggiante vedere i volti emozionati e lo sguardo pieno di orgoglio dei suoi famigliari quando ha ricevuto lo stendardo del gruppo. Lo stesso che aveva visto suo padre al comando. «Mi fa enormemente piacere svolgere questo incarico nella mia città – ammette – Volare sull’Agro Pontino, che è già un territorio bellissimo di per sé, è emozionante perché è casa mia e c’è un attaccamento viscerale a questa terra. Ho volato in molti altri posti ma sorvolare la propria città genera sentimenti diversi e più forti».

E. P.

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA