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Le scuse di Papa Bergoglio ai nativi canadesi per la strage dei bambini, nelle scuole cattoliche abusi e violenze

Mercoledì 23 Marzo 2022 di Franca Giansoldat
Le scuse di Papa Bergoglio ai nativi canadesi per la strage dei bambini, nelle scuole cattoliche abusi e violenze

Città del Vaticano – Quattro anni fa Papa Francesco aveva respinto l'invito del Canada e del premier Trudeau a farsi promotore di un mea culpa generale per le violenze inaudite che furono inflitte dalla Chiesa agli indigeni canadesi nei secoli scorsi. Di fronte alle proteste canadesi aveva però successivamente pronunciato parole di scusa durante un Angelus domenicale nel 2021. Ora, il Vaticano ha annunciato che nei giorni 28 e 31 marzo Papa Francesco incontrerà singolarmente le delegazioni dei popoli indigeni canadesi, accompagnati dai propri vescovi, per ascoltare direttamente da loro le testimonianze.

Sarà un lungo e penoso racconto relativo a un capitolo buio e vergognoso, con al centro gli abusi avvenuti dal 1863 al 1998, su oltre 200 mila bambini indigeni separati dalle famiglie e trasferiti in scuole gestite dalla Chiesa cattolica per assimilare culturalmente i nativi. Ai bambini veniva vietato di parlare la loro lingua e non di rado erano maltrattati e abusati. A fare luce è stata una commissione nata nel 2008 che ha accertato che molti di questi bambini non tornarono mai a casa. Lo stesso anno il governo canadese ha chiesto scusa per il passato, e il rapporto Truth and Reconciliation (verità e riconciliazione) nel 2015 ha parlato di "genocidio culturale". 

In pratica si trattava di un piano di 'normalizzazione' coperto dal governo canadese al quale presero parte sia le scuole cattoliche che le scuole di altre denominazioni cristiane, al fine di educare i bambini indigeni. I piccoli erano costretti a parlare solo inglese, venivano battezzati, cancellando così le loro radici. La questione in Canada è molto sentita anche perchè dalle ricerche storiche è affiorato che il progetto governativo volto alla conformazione della popolazione indigena faceva leva sul sistema scolastico.

Il progetto Missing Children, bambini spariti, ha documentato la morte di oltre 4100 bambini. Alcuni anni fa è stata scoperta una nuova fossa comune, presso la Kamloops Indian Residential School, aperta dal 1890, e dal 1892 gestita dalle suore Oblate di Maria Immacolata. Fu poi chiusa nel 1978. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha detto che è un «doloroso pro memoria» di «un capitolo vergognoso della storia del nostro paese». Trudeau aveva così anche rinnovato l'invito al Papa a recarsi in Canada per affrontare la questione. 

All'Angelus del sei giugno 2021, Francesco era intervenuto con queste parole: «Seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di duecentoquindici bambini, alunni della Kamloops Indian Residential School, nella Provincia della Columbia Britannica. Mi unisco ai Vescovi canadesi e a tutta la Chiesa Cattolica in Canada nell'esprimere la mia vicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notizia. La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le Autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce sulla triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e di guarigione. Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti per allontanarci dal modello colonizzatore e camminare fianco a fianco, nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada. Affidiamo al Signore le anime di tutti i bambini deceduti nelle scuole residenziali del Canada e preghiamo per le famiglie e comunità autoctone canadesi, affrante dal dolore. Preghiamo in silenzio».

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