Cina, missili attorno Taiwan. Giappone denuncia: alcuni finiti nella nostra zona. Taipei: «Ci prepariamo alla guerra». Pechino convoca gli ambasciatori G7 e Ue

Manovre senza precedenti. Pechino: «Gli Usa ci hanno provocato»

Cina, a Taiwan mega manovre militari dopo la visita di Pelosi. Borrell: «Nessuna giustificazione»
Cina, a Taiwan mega manovre militari dopo la visita di Pelosi. Borrell: «Nessuna giustificazione»
Giovedì 4 Agosto 2022, 08:21 - Ultimo agg. 5 Agosto, 06:13
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Lanci dal vivo di colpi di artiglieria e di missilli in sei aree marittime off-limits a navigazione e sorvolo, soldati schierati, carri armati, esplosioni in mare. La Cina mostra i muscoli e, alle 12 locali (6 in Italia), lancia una delle più grandi esercitazioni militari mai fatte intorno a Taiwan in un crescendo di tensioni in risposta alla visita sull'isola della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi. Una vera e propria prova di forza dell'Esercito popolare di liberazione (Pla), eccitata da giorni di martellante propaganda nazionalista in chiave anti-americana.

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Jet cinesi superano la linea mediana dello stretto di Taiwan

Un totale di 22 caccia cinesi ha brevemente superato oggi la linea mediana informale che divide lo Stretto di Taiwan: lo ha riferito in tarda serata il ministero della Difesa di Taipei, nel primo giorno di manovre su vasta scala effettuate dall'Esercito popolare di liberazione intorno all'isola in risposta alla visita della presidente della Camera americana Nancy Pelosi. Il ministero di Taipei, rilevando otto J-11, dodici Su-30 e due J-16, ha precisato di aver, secondo il protocollo, «attivato i sistemi di difesa aerea, fatto decollare i jet e lanciato messaggi di avvertimento.

Taiwan attiva sistemi di difesa: usate app per rifugi

Il ministero della Difesa di Taiwan ha confermato il lancio di «diversi missili balistici» da parte di Pechino a partire dalle 13.46 locali (7.46 in Italia) nelle acque nordoccidentali e sudoccidentali dell'isola. Lo ha detto il portavoce del ministero in conferenza stampa In risposta, le forze armate di Taipei hanno attivato i sistemi di difesa. Il ministero, inoltre, ha «condannato le azioni irrazionali» della Cina che « minacciano la space e la stabilità regionali». 

In caso di esercitazione aerea o scoppio di guerra, i rifugi sarebbero aperti al pubblico, su direttiva del ministero della Difesa nazionale, ha aggiunto Cheng, nel resoconto della l'agenzia ufficiale Cna. Nel frattempo, un elenco completo dei rifugi antiaerei a livello nazionale, catalogati per comune, è reperibile sul sito web dell'Ufficio della Protezione civile dell'Agenzia nazionale di polizia. L'annuncio della città di Taipei è stato fatto poco prima che la Cina lanciasse la serie di esercitazioni militari in risposta alla visita nell'isola della presidente della Camera americana Nancy Pelosi.

I LANCI - La Cina ha lanciato oggi 11 missili balistici Dongfeng (DF) nelle acque intorno a Taiwan, nell'ambito delle esercitazioni militari iniziate oggi in risposta alla visita sull'isola della speaker della Camera americana Nancy Pelosi. Lo riferisce il ministero della Difesa di Taiwan, citato dall'agenzia ufficiale Central News Agency, precisando che i lanci sono avvenuti in diversi momenti. L'esercito di Taipei «ha colto immediatamente le dinamiche di lancio, attivato i relativi sistemi di Difesa e rafforzato la prontezza al combattimento». Ventidue aerei militari cinesi sono entrati questo pomeriggio nello spazio di difesa aerea di Taiwan. Lo denuncia il ministero della Difesa di Taipei precisando che tutti e 22 questi aerei hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan. A violare lo spazio aereo di Taipei sono stati otto J-11, 12 Su-30 e e due J-16, spiega il ministero.

GLI AMBASCIATORI - Il ministero degli Esteri cinese ha convocato oggi gli ambasciatori dei Paesi del G7, inclusa l'Italia, e dell'Ue per «esprimere il più completo disappunto» sul comunicato firmato ieri dai ministri degli Esteri di forte critica sulle esercitazioni militari lanciate oggi da Pechino intorno all'isola di Taiwan, in risposta alla visita della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi. È quanto apprende l'Ansa da fonti qualificate.

I SEGNALI - Quattro dei cinque missili balistici cinesi caduti nella zona economica esclusiva nipponica «si ritiene che abbiano sorvolato l'isola principale di Taiwan»: lo riferisce il ministero della Difesa giapponese, fornendo anche mappe e coordinate di traiettoria. La mossa, confermata in tarda serata dal ministero della Difesa di Taipei, è un segnale preoccupante che, in caso di imprevisti, potrebbe portare a scenari di escalation visti i rischi concreti di incidenti.

LO STOP - Il ministro degli Esteri giapponese Yoshimasa Hayashi ha chiesto alla Cina di «fermare immediatamente» le esercitazioni militari intorno a Taiwan, decise in risposta alla visita nell'isola della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi, dopo gli sviluppi che hanno visto cinque missili balistici cinesi cadere nella zona economica esclusiva nipponica. Hayashi, a Phnom Penh per il vertice ministeriale dell'Asean, ha incontrato il segretario di Stato Usa Antony Blinken: entrambi, ha riferito l'agenzia Kyodo, hanno condannato con forza l'operato di Pechino. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha annullato il colloquio con Hayashi.

Le mega-esercitazioni

Le esercitazioni, che si concluderanno domenica a mezzogiorno, sono focalizzate sull'addestramento congiunto ccon sessioni di blocco, assalto di target marittimi, attacchi sulla terraferma e attività di controllo dello spazio aereo, nell'ambito di un test generale sulle capacità di combattimento e di coordinamento delle truppe, secondo un dispaccio della Xinhua. Pelosi, nel suo viaggio di meno di 20 ore, ha assicurato che la sua presenza nell'isola ha reso «inequivocabilmente chiaro» che gli Usa «non avrebbero abbandonato» un alleato democratico come Taiwan.

Il suo viaggio ha suscitato la furiosa reazione di Pechino, che ha promesso «punizioni» ed esercitazioni militari nei mari intorno a Taiwan, strozzando le rotte tra le più trafficate al mondo. Il Global Times, controllato dal Quotidiano del Popolo, ha affermato, citando vari analisti militari, che le manovre erano «senza precedenti» e che i missili avrebbero sorvolato Taiwan per la prima volta, ha aggiunto il tabloid nazionalista. Ieri l'Ufficio marittimo e portuale di Taiwan ha emesso avvisi alle navi per evitare il transito nelle aree interdette.

 

«Usa sono provocatori»

E il governo di Taipei ha riferito che le attività cinesi avrebbero colpito 18 rotte internazionali che della sua regione di informazioni di volo (FIR). Il ministero della Difesa, inoltre, ha riferito che le forze armate hanno sparato mercoledì notte un razzo per mettere in guardia un drone che sorvolava l'isola di Kinmen, che si trova a soli 10 km dalla città cinese di Xiamen. Pechino ha definito le operazioni militari «necessarie e giuste», addossando la colpa dell'escalation a Usa e alleati.

«Nell'attuale circostanza sulla visita di Pelosi a Taiwan, gli Usa sono i provocatori, la Cina è la vittima», ha commentato su Twitter la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying. Intanto, sale l'allerta a Tokyo. Le esercitazioni militari cinesi vicino al Giappone «potrebbero accelerare le discussioni già in corso sul suo ruolo in caso di contingenza taiwanese, costringendo i politici nipponici a pensare in modo più concreto a tale eventualità», hanno riferito i media locali.

Borrell: nessuna giustificazione

Il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha condannato le «esercitazioni militari mirate» della Cina intorno a Taiwan, osservando che la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi sull'isola non è una motivazione valida. «Non c'è alcuna giustificazione per usare una visita come pretesto per un'attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan», ha scritto Borrell su Twitter. «È normale e di routine per i legislatori dei nostri Paesi viaggiare a livello internazionale. Incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione e agire con trasparenza», ha aggiunto Borrell, a Phnom Penh per l'Asean.

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