Legambiente: In Campania aumentano
impianti da fonti rinnovabili, +6,3%

Venerdì 26 Novembre 2021
Legambiente: In Campania aumentano impianti da fonti rinnovabili, +6,3%

Una Campania alimentata dal vento riscaldata da sole. Con 37.983 impianti da fonti rinnovabili, presenti in tutti i Comuni nel 2020, la Campania si conferma tra le prime 10 Regioni italiane con la maggior potenza installata che si attesta a 3.204,8 MW con un valore medio di 54,7 kW ogni 100 abitanti. L’eolico con 1.742,8 MW è sicuramente la tecnologia con maggiore potenza installata sul territorio che rappresenta il 54,4% del totale. Seguono il fotovoltaico elettrico con 877,5 MW pari al 27,4% del totale installato, l’idroelettrico con 347,8 MW, pari al 10,9%, e infine le bioenergie con 236,8 MW pari 7,4% del totale.

Rispetto al 2019, è stato registrato un incremento del numero totale di impianti installati sull’intero territorio regionale pari al 6,37%; gli incrementi delle singole tecnologie vedono il solare elettrico il comparto impiantistico che fa registrare gli aumenti più importanti con un +6,49%, seguito poi dall’idroelettrico con un +3,33%, dalle bioenergie con un incremento del 1,06%. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nel 2020, è stata di, 5.805,8 GWh, pari al 49,4%, del totale della produzione territoriale, con un incremento del 4,2 % rispetto allo scorso anno. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dal Rapporto Comuni Rinnovabili Campania 2021 di Legambiente presentato stamattina presso il Polo Tecnologico Università Federico II S. Giovanni a Teduccio - Napoli.

«L’emergenza climatica, e la pandemia strettamente legata al tema dei cambiamenti climatici, ci pone di fronte all’esigenza urgente di cambiare modello di sviluppo. Uscire dall’egemonia delle fonti fossili - ha commentato Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania - per combattere il climate change è la sfida epocale e prioritaria che ribalta il settore economico, ma può inaugurare anche un modello nuovo di giustizia sociale e ambientale se collettivo e partecipato. Cresce la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in aumento rispetto al 2020, ma con un incremento sicuramente lento e che vede la Campania ancora troppo legata alle fonti fossili e non rinnovabili per la propria produzione di energia elettrica, che sono responsabili, infatti, di oltre il 50% del totale prodotto. Un percorso di transizione energetica frenato più da politiche poco in linea con gli obiettivi strategici di decarbonizzazione e di contrasto ai cambiamenti climatici che dalla volontà di cittadini, amministrazioni e imprese che, invece, con fatica e voglia di fare investono sulle tecnologie rinnovabili. Eppure la maggior parte delle amministrazioni locali, delle comunità di cittadini, delle imprese sono pronti ormai ad andare nella direzione delle rinnovabili e ne sono un esempio i 106 Comuni Rinnovabili Elettrici, quelle realtà dove la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni delle famiglie residenti, serve però il supporto e la voglia di una classe dirigente pronta a spingere l’acceleratore su questo punto».

«E’ necessario - conclude Imparato - avere Linee Guida specifiche con regole precise e trasparenti volte a garantire la vera tutela del suolo e del territorio per andare sempre più nella direzione della crescita delle rinnovabili dando certezze a cittadini e alle stesse imprese. A partire dalla realizzazione di parchi eolici e agrivoltaici che servono per la transizione energetica che passa dai territori. L’Italia ha a disposizione ben 70 miliardi, allocati dal PNRR per la transizione ecologica, da investire per superare la crisi pandemica e fronteggiare l’emergenza climatica, attraverso una ripresa verde fondata su un’azione climatica ambiziosa, in grado di colmare i ritardi del PNIEC ed accelerare la decarbonizzazione dell’economia italiana in coerenza con l’obiettivo di 1.5°C dell’Accordo di Parigi».

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