Il verde negato di Napoli Est: parchi chiusi e manutenzione inadeguata

di Alessandro Bottone

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A Napoli Est ci sono dieci parchi pubblici. Sulla carta. Sì perché quattro strutture sono completamente chiuse (di cui una mai inaugurata), una aperta a metà e le altre, purtroppo, non versano in buone condizioni di salute. I polmoni verdi di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio risultano abbandonati e gli scarni interventi di manutenzione, dove si effettuano, non bastano a garantire decoro e sicurezza.

Il viaggio del verde negato della periferia orientale di Napoli parte dal parco del Forte di Vigliena, proprio accanto al sottopasso di via Vigliena, ancora inutilizzabile: l’area è chiusa per lavori, iniziati a settembre stando alla tabella affissa sulla recinzione. Qualcosa si muove: lo si intuisce dalla pittura fresca del cancello e del muretto di cinta. Si intravede un campo polivalente con tanto di tribuna e uno spazio che probabilmente sarà destinato alle giostre per bambini. Per ora del verde nessuna traccia. Alle spalle del parco insiste una enorme discarica di residui di lavori edili.

Dal campo di calcio inaccessibile, all’edificio vandalizzato, alle centinaia di siringhe usate dai tossicodipendenti, il parco Teodosia, nel cuore del nuovo rione Pazzigno, è chiuso da anni e pare che nessuno conosca il vero motivo. Tra le piante e l’erbacce c’è addirittura la carcassa di un’automobile data alle fiamme. A terra anche le scatole contenenti i carotaggi effettuati sui terreni. Più al centro insiste, sepolta tra le erbacce, una giostra enorme e ancora intatta: i ragazzini farebbero a gara per salirci per primi.

Sempre a San Giovanni c’è il parco Massimo Troisi. Il famigerato “laghetto” si riempie costantemente con l’acqua piovana e ne approfittato numerosi gabbiani. Il prato è perlopiù curato ma ci sono diverse aree interdette a causa di alberi spezzati e caduti al suolo. Un grosso pino è stato completamente sradicato dal forte vento delle settimane scorse. Bagni e colonnine sos vandalizzati, trafugati videocamere di sicurezza e diverse caditoie.
 
 

In via Repubbliche Marinare, a Barra, insiste un piccolo parchetto il cui campo da calcio è inutilizzato perché chiuso al pubblico. Il prato è malcurato, l’area giochi abbandonata a se stessa, e le gradonate risultano tutte imbrattate con bombolette spray. Non migliori le condizioni del parco di villa Salvetti, nello stesso quartiere, che prende il nome da una delle centoventidue ville vesuviane del Miglio d’Oro: riqualificata dall’ente comunale qualche anno fa e oggi completamente vandalizzata, sono stati rubati infissi e servizi igienici. Nel parco c’è una zona interamente abbandonata dove sono stati accumulati i rami caduti dagli alberi. Ad attirare i numerosi bambini sono le giostre donate da una associazione del quartiere.

Mai inaugurato risulta, invece, il parco di via Mastellone, a ridosso delle case popolari. Una parte dell’area verde viene utilizzata illecitamente da un privato, trasformata nel ricovero di un cane di grossa taglia che abbaia a chiunque si avvicini. Difficile comunque entrare nel parco viste le condizioni di degrado per l’erba fitta e i rami caduti. Disagio e preoccupazione tra i residenti che denunciano il pericolo di crollo dei rami verso le abitazioni e l’invasione di insetti e roditori.

Le condizioni peggiori si registrano nel parco di villa Letizia. Dopo i falliti interventi di manutenzione dei mesi scorsi, si aspettando i lavori per la realizzazione del muro che divide l’originario parco da una successiva espansione: quest’ultima è completamente ripiena di rifiuti di ogni genere, una discarica a cielo aperto mai bonificata. I lavori in programma mirano a riqualificare soltanto l’area verde davanti l’edificio storico in cui il maltempo ha ulteriormente danneggiato le essenze arboree. Di dimensioni più modeste, e quindi facilmente gestibile, è l’area attrezzata di via Volpicella. Ci sono un campo da bocce, uno da calcio e una struttura destinata al tempo libero per gli anziani che si prendono cura del parchetto.
 

Nel parco De Simone di Ponticelli, dopo la riqualifica dello scorso anno, la mancata ordinaria manutenzione ha ridotto il verde in difficili condizioni. Vandalizzata la recinzione in più punti, la struttura resta aperta anche di notte, frequentata da giovanissimi nonostante la scarna pulizia.

Parco De Filippo. Una parte, vicina all’unico ingresso attualmente attivo, è tenuta bene e vissuta perlopiù dalle famiglie. La zona centrale è interessata dal fortunato progetto dell’orto urbano, con centinaia tra studenti, anziani e attivisti che curano le terrazze destinate alla coltivazione di ortaggi. L’area che confina con viale Aldo Merola è stata destinata alla sgambatura dei cani: i lavori sono finiti da mesi interi ma lo spazio non è stato ancora inaugurato. Del tutto inagibile, invece, l’area restante dell’enorme parco. L’erba ormai ricompre anche le panchine e sono ancora evidenti sugli arbusti i danni degli incendi dolosi dell’anno scorso.

Risorse umane e mezzi ridotti all’osso. Carenze che si traducono in scarsa qualità nella cura del verde dei tre quartieri. L’inciviltà e la mano criminale di chi distrugge il patrimonio pubblico fanno il resto. Così i polmoni verdi di Napoli Est - la cui gestione è affidata al Comune di Napoli e alla VI Municipalità – restano chiusi o in pessime condizioni. Evidente anche la mancata organizzazione di fronte al lavoro necessario a riqualificare aree verdi importanti per tutti, a partire dai più piccoli fino agli anziani.
Sabato 8 Dicembre 2018, 17:50 - Ultimo aggiornamento: 08-12-2018 19:23
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