Reddito di cittadinanza scaduto per duecentomila a Napoli ma il lavoro non c’è

Sabato 12 Settembre 2020 di Valerio Iuliano

La recessione determinata dalla pandemia incalza dovunque, in maniera drammatica al Sud, e per moltissimi percettori del Reddito di cittadinanza è in arrivo una brutta sorpresa. La misura di contrasto alla povertà verrà sospesa per un mese ad ottobre, una data che è davvero dietro l’angolo. La stop riguarderà circa 200mila persone a Napoli e provincia mentre per altri circa centomila beneficiari il blocco dell’erogazione avverrà nei mesi successivi. Non si tratta di una novità assoluta per chi aveva letto il decreto istitutivo della misura, visto che si tratta di una misura a tempo. Ma è il lavoro a non essere mai arrivato in questi diciotto mesi in cui è stato erogato il sussidio. 

La macchina amministrativa che avrebbe dovuto creare nuova occupazione si è infatti inceppata molto presto e ancora oggi sembra impossibile immaginare che ci possano essere a breve periodo occasioni occupazionali per chi percepisce il reddito di cittadinanza. In questi mesi, infatti, le offerte di lavoro, dalle quali dovevano scaturire le “condizionalità” che avrebbero obbligato i beneficiari ad accettare almeno una delle tre offerte presentate dai Centri per l’Impiego, pena l’esclusione dal beneficio, non si sono viste. E anche la sottoscrizione del Patto per il lavoro, che doveva essere uno dei punti di forza della misura, è naufragato. I dati della Campania dimostrano che tutto questo non è avvenuto, così come nel resto d’Italia. Sui 335mila beneficiari, che avrebbero dovuto essere indirizzati verso un percorso lavorativo, i convocati dai Cpi sono stati 130mila. E, tra questi, solo 72mila si sono presentati ai colloqui. Mentre i Patti per il lavoro sottoscritti superano di poco le 50mila unità. «Intanto i navigator - commenta il segretario generale di Fp Cisl Lorenzo Medici - stanno iniziando a chiamare ora per un orientamento conoscitivo. È proprio il caso di dire che il lavoro è l’ultima cosa». La vicenda dei navigator è emblematica del fallimento della misura, come «politica attiva per il lavoro». Dopo la lunga querelle tra la Regione e l’Anpal, i navigator si trovano a lavorare da “remoto”, con modalità e risultati ancora sconosciuti. Ora chi beneficiava dell’assegna avrà la possibilità di chiedere il rinnovo ma è prevedibile che l’interruzione per un mese del beneficio avrà un impatto non indifferente su decine di migliaia di famiglie napoletane, già piegate dalla crisi economica. 

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«Il Reddito di Cittadinanza - disponeva il decreto istitutivo del Rdc - è riconosciuto per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi. Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese, prima di ciascun rinnovo». La sospensione dopo 18 mesi scatterà, dunque, ad ottobre 2020 per tutti coloro che avevano usufruito del beneficio già ad aprile 2019, primo mese di erogazione del Reddito di cittadinanza. Dall’Inps fanno sapere che la domanda per il rinnovo potrà essere presentata dal 1° ottobre e i pagamenti, per chi le effettuerà entro i tempi previsti, avverranno a fine novembre. Mentre per chi aveva usufruito del sussidio da maggio 2019, lo stop sarà disposto a novembre 2020, e così via. Le conseguenze della temporanea interruzione del Reddito di cittadinanza saranno indubbiamente più gravi a Napoli e provincia, un territorio che figura da sempre al primo posto della graduatoria dei percettori della misura. 
 


Il numero di nuclei familiari che hanno goduto del beneficio già tra aprile e giugno 2019 - ovvero i primi tre mesi di erogazione - è pari a 91mila676. Un dato nettamente superiore ai 46mila di Roma ed ai 42mila di Palermo, ovvero le province che si trovano sugli altri due gradini del podio. Ma il dato più rilevante è quello relativo al numero di persone che, fino alla fine del 2020 - in un periodo caratterizzato presumibilmente da una crisi con pochi eguali nel dopoguerra - si troverà senza un’entrata ormai abituale.  A Napoli e provincia saranno 295.815. Un numero che equivale a più del 10% della popolazione residente nel territorio metropolitano. Le famiglie napoletane che hanno usufruito del reddito di cittadinanza da aprile 2019 a luglio 2020 sono in tutto 146mila845 e le persone che ne beneficiano sono 449mila. Il bilancio dei primi 18 mesi di erogazione della misura è, fatalmente, in chiaroscuro. 

«È una misura di politica attiva per il lavoro – si legge ancora oggi sul portale del Ministero- e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale; un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari finalizzato al reinserimento lavorativo e sociale». La componente relativa al “contrasto alla povertà” è stata rispettata, pur tra numerose contraddizioni, legate ai criteri adottati per determinare gli importi. È altrettanto indiscutibile, però, che il requisito di “misura di politica attiva per il lavoro” è stato completamente dimenticato.   

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 20:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA