Santa Lucia è in trappola tra cantieri e caos traffico: «Noi dimenticati da tutti»

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Gennaro Di Biase
Santa Lucia è in trappola tra cantieri e caos traffico: «Noi dimenticati da tutti»

Santa Lucia è ferita e sola, centralissima e abbandonata, asfissiata dal traffico, dal vento, dal degrado dei palazzi devastati (compreso quello della Regione), dalle transenne dei cantieri antichissimi e recenti, dalla sporcizia e dagli alberi caduti a fine dicembre. Un tronco è ancora lì, in bella mostra sull'asfalto malmesso, in mezzo ai nastri della messa in sicurezza che ospitano una discarica dalla zella ben nutrita. «Santa Lucia era una perla della città - sospirano in coro i commercianti - adesso, con la chiusura prolungata della Galleria Vittoria, è diventata la strada del traffico e delle proteste. E niente più». Pesa tanto, qui, tantissimo, il cosiddetto piano traffico dei dissesti. 

Santa Lucia è all'incrocio dei venti che vengono dal mare: sono tante le transenne, le insegne e i lampioni traballanti, dal lato di via Partenope. E mentre il libeccio picchia forte, a tre passi dal cantiere ultra-decennale dell'ascensore di Monte Echia, troviamo Carlo Lange ed Elena Lauretti, il cui negozio di ottica è intrappolato da degrado e nastri arancioni ai palazzi e sui marciapiedi: «Con la Galleria Vittoria chiusa c'è così tanto traffico che è pericoloso anche attraversare - dice il primo - Inoltre gli affari sono in ginocchio: sapendo che la circolazione è così intensa la gente non viene più. Il cantiere dell'ascensore è aperto almeno da dieci anni. Qui, sul lato basso, i lavori non sembrano finiti ma non vedo operai». Dal lato superiore, al contrario, le operazioni procedono. «Dovevano consegnare l'ascensore entro questa primavera - aggiunge la Lauretti - speriamo che finiscano, ma chissà. Anche perché nei cantieri si creano spesso delle discariche. Oltre 10 anni per un ascensore mi sembrano abbastanza». «Esistono tanti problemi indipendenti dalla pandemia - racconta Daniela D'Arienzo, gioielliera - I parcheggi, per esempio: non si trovano più, complice anche il nuovo piano traffico. E i prezzi dei privati sono rimasti gli stessi del pre-Covid. L'ascensore è uno scempio: è lì da troppi anni. Tante guide turistiche si fermavano qui per spiegare la storia di Monte Echia, peccato non valorizzarlo. Anche lo spazzamento lascia molto a desiderare». 

 

Il degrado impera nella Napoli che bacia il mare. Spartitraffico divelti, edifici decrepiti, continui dissesti sui marciapiedi. Retine verdi ovunque a proteggere cornicioni a rischio. Il balcone centrale di Palazzo Santa Lucia è a pezzi, e lo stesso vale per il resto dell'edificio, presidiato anche ieri dai carabinieri per eventuali manifestazioni di cittadini (all'ordine del giorno in epoca Covid). «Siamo lasciati a noi stessi - racconta Fabio Martusciello, barista - Se ne sta cadendo il Palazzo della Regione, figuriamoci il resto. Poi sullo spazzamento: gli operatori ecologici sono anziani e non hanno le forze per coprire tutta la zona». A giudicare dal decoro urbano di Santa Lucia, sembra di stare in una strada dimenticata, anziché nel centro del centro della Napoli istituzionale e turistica. A dimostrarlo, c'è anche la triste opera d'arte contemporanea del tronco venuto giù da circa un mese, spalleggiato da un misterioso scaletto malandato: «Dalla tempesta di fine dicembre l'albero caduto sta ancora qua - sospira Luigi Diodato, custode di uno dei civici in zona - Hanno messo in sicurezza e basta».

Al virus si è aggiunto il tunnel. Esclusa la pandemia, che qui ha portato via i turisti e messo in smart working gran parte degli studi (fatto essenziale per i pubblici esercizi di zona), i cantieri incidono come macigni sulla crisi economica delle attività. Problemi logistici e costi degli affitti stanno accentuando l'esodo degli uffici da Santa Lucia, con relativo crollo dell'indotto. La crisi economica, qui, sebbene arrivata da mesi, sembra appena cominciata. «Tanti esercenti stanno per chiudere - racconta Pasquale Giovinetti, ristoratore - I cantieri e la viabilità fanno il resto: questa zona era quasi pedonale, era un salotto buono che è diventato solo traffico e proteste». «Servono urgentemente interventi di manutenzione - conclude Marco Varriale, ristoratore - La sporcizia avanza, l'illuminazione è insufficiente, l'immondizia in certi giorni non viene ritirata. Sarebbe bello programmare un restyling per il ritorno dei turisti».

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