Crolla palazzo ad Afragola, la mappa fai da te dei vicoli a rischio

Martedì 4 Gennaio 2022 di Marco Di Caterino
Crolla palazzo ad Afragola, la mappa fai da te dei vicoli a rischio

Il centro storico malato di Afragola. E la paura e il terrore degli oltre diecimila residenti della città del tufo vecchio, che collassa sotto il peso degli anni e soprattutto dell'incuria a cui sono lasciati palazzi a corte di cento e più anni. Ed è anche un'emergenza non più differibile, quella della messa in sicurezza di una cinquantina di vecchi ruderi, come quello che è crollato di botto l'altra sera nel cuore del centro storico, senza nemmeno un minimo segnale di preavviso. Qui nel cuore popolare di Afragola, la gente grida al miracolo, indicando il vicinissimo santuario dei Sacri Cuori, perché nessuno è morto e nessuno si è fatto male. A rimetterci sono state solo due auto, ridotte a rottami, letteralmente schiacciate sotto il peso di decine e decine di tonnellate di mattoni di tufo. E se c'è stato più di un sospiro di sollievo perché i danni sono solo materiali, ora le persone che abitano in questa parte della città, chiedono maggiore sicurezza, perché temono di essere uccise da uno degli improvvisi crolli che stanno caratterizzando gli ultimi mesi. Tant'è che ora circola una sorta di mappa fai da te del rischio crolli, sulla quale sono segnate in rosso le strade da evitare a piedi o in auto, dove sono ubicati i palazzi abbandonati anche da mezzo secolo e che rischiano di venire giù, vuoi per le vibrazioni del traffico continuo, vuoi perché i proprietari da anni non spendono un centesimo per la messa in sicurezza, e anche perché il cambiamento climatico ha trasformato la pioggia in piccole tempeste di acqua e vento che hanno finito per accelerare il degrado strutturale di questi vecchi manieri. Come è accaduto al palazzo crollato poco dopo le ventuno di domenica scorsa, che non ha fatto vittime né feriti. L'edificio era «ingabbiato» da alcuni anni da un'impalcatura di tubi, dopo che si era verificato una importante caduta di calcinacci in seguito a infiltrazioni di acqua piovana. Lasciato li a deperire, il palazzone aveva subito anche il crollo parziale del tetto. 

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«Mi risulta che già all'inizio di dicembre la società di edilizia che aveva acquistato l'edificio, doveva iniziare i lavori di abbattimento per aprire un cantiere per la realizzazione di una ventina di appartamenti dice Gennaro Russo, ex proprietario dell'immobile crollato - I lavori non sono iniziati per la presenza di amianto, che doveva essere visionato dall'Asl, e per una decina di operai che sono stati contagiati dal Covid». Ha un diavolo per capello il sindaco Antonio Pannone, che è rimasto per tutta la notte sul luogo del disastro. Il primo cittadino ha dichiarato che «inizieremo un monitoraggio continuo di tutti gli immobili ritenuti fatiscenti chiedendo ai titolari di metterli in sicurezza. Al contrario lo faremo noi in danno ai titolari. Adesso è giunto il momento di dire basta a questi crolli e ridare sicurezza a chi abita nel centro storico». Per tutta la giornata di ieri, i vigili del fuoco del distaccamento di Afragola hanno lavorato a pieno ritmo per la rimozione delle macerie in tutta sicurezza. Sono intervenuti anche i tecnici dell'Enel, del gas e delle aziende di telefonia per ripristinare i servizi, la cui mancanza ha creato non pochi problemi ai residenti della zona adiacente il crollo. Sulle cause dei sinistri i pompieri hanno dichiarato che solo dopo la completa rimozione delle macerie e la messa in sicurezza della parte del palazzo che non è crollata, sarà effettuata una prima ricognizione per individuare le cause del crollo. La Procura di Napoli nord ha aperto un fascicolo per disastro colposo a carico di ignoti. Le indagini sono state affidate agli agenti del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Gianvito Zazo.

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