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Cardarelli, sindacati a De Luca:
ecco il nostro piano anti-barelle

Mercoledì 18 Maggio 2022
Cardarelli, sindacati a De Luca: ecco il nostro piano anti-barelle

Lettere dal fronte della sanità regionale. «Gli avvenimenti degli ultimi giorni, culminati con le lettere di possibili dimissioni in massa dei medici del pronto soccorso, hanno dimostrato che le gravissime preoccupazioni, più volte espresse dai sindacati negli ultimi anni erano tristemente fondate». Comincia così la lettera indirizzata al presidente della Campania Vincenzo De Luca e ai dirigenti del Cardarelli firmata dai rappresentanti di sette sindacati di medici dell'ospedale di Napoli, punto di riferimento storico per i cittadini di tutta la regione. A intervenire i rappresentanti di Anpo (il sindacato dei primari), Aaroi (anestesisti rianimatori), Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Fassid, Fials Medici che aderisce a Fvm Fesmed e UIL Medici. Insieme, i rappresentanti dei lavoratori lanciano un allarme prolungato, «consapevoli del fatto - scrivono - che il Cardarelli è senza ombra di dubbio l'ospedale di riferimento a cui tutti affluiscono e ci rende fieri e orgogliosi perché rappresenta un riconoscimento alla professionalità, alla abnegazione degli operatori».

I sindacalisti chiedono «provvedimenti strutturali - si legge - nell'interesse dei pazienti in un momento in cui c'è la grave riduzione del personale medico dovuto all'esodo inarrestabile dei medici dal Pronto soccorso», e criticano «un rimedio peggiore del male, poiché sottraggono unità alle attività degli altri reparti, peggiorandoli». Tra i problemi, i tempi di attesa nel pronto soccrso con «i codici verdi arrivati, dal triage alla visita, fino a 12 ore di attesa e i gialli fino a 5 ore». Soluzioni proposte? «Tentare di rendere il turno di PS autonomo con le attuali unità in organico. In pratica, dovendo la direzione mandare medici al pronto soccorso si potrebbe pensare di assegnare l'obi». l'osservazione breve intensiva,«alla diretta gestione della direzione sanitaria e ai reparti di medicina. Diventerebbe a tutti gli effetti attesa ricovero. La gestione dell'Obi e dell'attesa ricovero dovrebbe essere a carico dei vari specialisti e diventare una struttura autonoma con una cartella clinica sotto la responsabilità di un dirigente diverso rispetto al pronto soccorso e con un pool di medici dedicato con l'obiettivo di portare in un tempo rapido questi pazienti nei reparti. L'idea è che non devono essere i medici ad andare in pronto soccorso, ma i pazienti ad andare finalmente nei reparti».

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