Crollo al cimitero di Poggioreale, Don Battaglia celebra una messa per i defunti senza pace: «Fatto increscioso»

Domenica 23 Gennaio 2022 di Emma Onorato
Messa per i defunti disastrati dal crollo avvenuto nel cimitero di Poggioreale

«Sento forte il dolore di ciascuno di voi e per questo vi esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà» sono le parole espresse dall'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, in occasione della messa celebrata per dare conforto alle famiglie dei defunti inghiottiti dal crollo avvenuto lo scorso 5 gennaio nel cimitero monumentale di Poggioreale. Così il Duomo di Napoli si riunisce in preghiera, una preghiera rivolta ai quei defunti, ormai privi di identità, che ancora si trovano sotto le macerie. Battaglia richiama al rispetto di quelle anime, poi aggiunge: «Quello che è successo è un fatto increscioso. Quelle spoglie senza nome possono essere mia  madre, mia sorella, mio padre, non sono ossa senza nome, sono persone che ci appartengono e siamo chiamati alla responsabilità». 

 

Una celebrazione avvenuta anche in presenza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che tiene a precisare che la questione è seguita con grande attenzione e che «la Procura ha sequestrato tutto il cimitero monumentale per dare modo ai periti di fare una valutazione attenta e serena delle condizioni di sicurezza». Il sindaco rassicura dichiarando che «c'è consapevolezza da parte dell'autorità giudiziaria della necessità di operare in tempi brevi e per questo motivo si sta lavorando in modo intenso». 

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Un'attesa che però non dà pace ai familiari, ma nutre e accresce un forte senso di sofferenza e preoccupazione: «Li ho mio padre, i miei nonni, i miei zii e cugini, e il dolore più grande è quello di vedere queste anime accatastate, come se fossero spazzatura, senza una degna copertura», così commenta Raffaella Lombardi che preme - insieme agli altri fedeli - affinché venga restituita dignità ai suoi cari. Ma purtroppo a seguito del crollo che ha disastrato i loculi dei defunti, non è stato nemmeno possibile coprire i resti con dei teloni: «Abbiamo chiesto più volte di mettere in protezione i resti dei defunti - spiega Vincenzo Santagada, assessore alla Salute del Comune di Napoli con delega ai cimiteri - ma al momento non è stato possibile. La magistratura deve fare il suo corso, e noi ci auguriamo che quanto prima l'area possa essere ripristinata per cominciare le attività di identificazione e di polizia mortuaria».

I familiari sono consapevoli dei tempi che richiede la magistratura ma, a distanza di 18 giorni dal crollo, avvertono che la loro pazienza è al limite: «La burocrazia non ci permette di dare una degna sepoltura ai nostri defunti - purtroppo esposti anche alle intemperie - Ci vorrebbero persone di cuore che sappiano andare oltre la legge», conclude Lombardi. 

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 12:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA