Rifiuti a Napoli, De Luca: «Serve la quarta linea del termovalorizzatore»

Venerdì 27 Maggio 2022 di Daniela De Crescenzo
Rifiuti a Napoli, De Luca: «Serve la quarta linea del termovalorizzatore»

«Servirà realizzare una quarta linea nel termovalorizzatore di Acerra»: l’annuncio arriva dal governatore Vincenzo De Luca che lo comunica a margine della presentazione degli Stati generali sull’ambiente in Campania - Green Med Symposium.

Il tema non è certo nuovo e il deficit impiantistico regionale è evidente: si continuano a esportare 140mila tonnellate di frazione secca all’anno, con una spesa rilevante (il costo per smaltire in impianti italiani e stranieri supera largamente i 140 euro a tonnellata) e ambientale (i rifiuti viaggiano con camion e navi che ovviamente sono inquinanti). Del resto il piano di chiusura dell’emergenza nel 2009 prevedeva due bruciatori oltre a quello di Acerra: uno a Napoli est e uno a Salerno, e per quest’ultimo impianto era previsto anche il Cip6, un contributo per le energie rinnovabili che ne rendeva conveniente la realizzazione anche da un punto di vista economico.

L’attuale piano regionale ha cancellato i due inceneritori puntando tutto sulla differenziata, ma anche se il termovalorizzatore di Acerra ha rispettato a pieno gli standard e talvolta li ha anche superati (brucia più delle previste 700mila tonnellate) resta sempre consistente la quantità di frazione secca proveniente dai rifiuti che siamo costretti a esportare. Ma il governatore è anche preoccupato per le fermate programmate per la manutenzione straordinaria dei forni e infatti ha spiegato: «È necessario intervenire per sopperire allo stop di due linee per manutenzione, previsto da qui a 4-5 anni. È una richiesta che ci ha fatto A2a, la società che gestisce l’impianto di Acerra. Ci hanno detto che da qui a qualche anno avremo un problema drammatico di manutenzione e di sostituzione di alcuni impianti, di alcuni forni. Quindi entro quattro o cinque anni dovranno chiudere due linee, perché diventa obbligatorio fare manutenzione: bisogna prepararsi».

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Prepararsi vuol dire soprattutto trovare i fondi da investire, visto che in mancanza di Cip6 i privati non sono invogliati a mettere mano al portafogli. E infatti dice il governatore: «Da quel che ho capito occorrono non meno di settanta-ottanta milioni di euro per fare una linea di riserva che ci consenta di avere una manutenzione programmata, cioè di poter chiudere ogni tre o quattro anni una linea e sostituire completamente l’impiantistica, anche perché oggi abbiamo impianti enormemente più efficienti di quelli che abbiamo realizzato quindici o venti anni fa. Vediamo se i gestori sono in grado di fare un investimento, ma se non ce la fanno come Regione Campania dovremo investire questa somma per avere una linea di riserva che ci consenta di fare manutenzione». L’obiettivo è quello di creare una situazione stabile che eviti di viaggiare sul filo e creare nuovi siti di stoccaggio dove “conservare” la spazzatura in attesa che gli impianti riprendano a funzionare. «Dobbiamo essere previdenti e non arrivare ogni volta con l’acqua alla gola - sostiene De Luca - Bisogna evitare di arrivare allo stop senza sapere dove diavolo portare le migliaia di tonnellate di rifiuti. Dobbiamo essere responsabili e una volta tanto mettere in piedi una programmazione certa». Nel settembre del 2019, quando l’impianto di Acerra si fermò per permettere la manutenzione della turbina, i rifiuti furono parcheggiati a Casalduni e a Caivano tra le proteste degli abitanti.

 

Ultimo aggiornamento: 18:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA