Napoli, il comitato per la quiete pubblica: «La città non è un bene di consumo»

Sabato 14 Luglio 2018 di Eduardo Improta
Napoli - La protesta del Comitato per la quiete pubblica: «La città non è un bene di consumo»
Un'altra notte in bianco per i residenti dei decumani. Anche questa notte, nella principale piazza del centro storico San Domenico Maggiore, il concerto dei tamburi è andato avanti fino alle 3,30 del mattino. «Perché si racconta il fenomeno a metà? Perché quelli che parlano di turistizzazione poi non parlano anche di barettizzazione?

«Non capiamo perché quelli che parlano di "Turistizzazione" del centro storico non spiegano anche il fenomeno della "Barettizzazione" - scrivono sulla pagina social  i promotori del “Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina” - noi abbiamo il polso della situazione nel centro storico ed in altri quartieri e possiamo dire di conoscere bene la tematica. Il fenomeno è più complesso e si articola sovente in modo ancora più traumatico e violento per i cittadini, ma sembra che di questo aspetto non si possa o debba parlare perché secondo qualcuno la "città è viva" e chi non la pensa così, se ne deve andare, salvo poi a parlare, a questo punto, non si sa a quale titolo e con quale autorevolezza, di turistizzazione che espelle i residenti dal centro storico. Ebbene, il centro storico sta diventando un'intera area dedita al "fast ed furious food ed beverage" ad ogni ora del giorno e della notte, accompagnato da decibel, balli, feste di compleanno, fiaccolate, fuochi d'artificio e centri sociali che si trasformano in aree concerti e discoteche, che rendono la vita impossibile ai residenti, i quali, volendosene andare, perché spesso non riescono neppure a rientrare nelle loro abitazioni, una volta tornati non riescono neppure a chiudere occhio, hanno venduto, stanno vendendo o venderanno le loro case inabitabili a pochi euro a gente che, gioco forza, li adibirà a B&B». «Noi abbiamo – conclude la nota del comitato civico -  racchiuso il tema in un incipit: "La città non è un bene di consumo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA