Napoli, il comitato per la quiete pubblica: «La città non è un bene di consumo»

Napoli - La protesta del Comitato per la quiete pubblica: «La città non è un bene di consumo»
di Eduardo Improta

Un'altra notte in bianco per i residenti dei decumani. Anche questa notte, nella principale piazza del centro storico San Domenico Maggiore, il concerto dei tamburi è andato avanti fino alle 3,30 del mattino. «Perché si racconta il fenomeno a metà? Perché quelli che parlano di turistizzazione poi non parlano anche di barettizzazione?

«Non capiamo perché quelli che parlano di "Turistizzazione" del centro storico non spiegano anche il fenomeno della "Barettizzazione" - scrivono sulla pagina social  i promotori del “Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina” - noi abbiamo il polso della situazione nel centro storico ed in altri quartieri e possiamo dire di conoscere bene la tematica. Il fenomeno è più complesso e si articola sovente in modo ancora più traumatico e violento per i cittadini, ma sembra che di questo aspetto non si possa o debba parlare perché secondo qualcuno la "città è viva" e chi non la pensa così, se ne deve andare, salvo poi a parlare, a questo punto, non si sa a quale titolo e con quale autorevolezza, di turistizzazione che espelle i residenti dal centro storico. Ebbene, il centro storico sta diventando un'intera area dedita al "fast ed furious food ed beverage" ad ogni ora del giorno e della notte, accompagnato da decibel, balli, feste di compleanno, fiaccolate, fuochi d'artificio e centri sociali che si trasformano in aree concerti e discoteche, che rendono la vita impossibile ai residenti, i quali, volendosene andare, perché spesso non riescono neppure a rientrare nelle loro abitazioni, una volta tornati non riescono neppure a chiudere occhio, hanno venduto, stanno vendendo o venderanno le loro case inabitabili a pochi euro a gente che, gioco forza, li adibirà a B&B». «Noi abbiamo – conclude la nota del comitato civico -  racchiuso il tema in un incipit: "La città non è un bene di consumo”.
Sabato 14 Luglio 2018, 11:23
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4 di 4 commenti presenti
2018-07-15 08:18:50
Quasi ogni notte dalle 22,30 alle 00,30 tra il corso Vittorio Emanuele e via Salvator Rosa vengono esplosi petardi e fuochi d’artificio a raffica. Persino d’inverno e quando piove. Che siano i festeggiamenti per il detenuto liberato o per l’arrivo di droga al solito posto poco importa. In questa città ognuno è autorizzato a fare quello che vuole visto il lassismo e disinteresse delle autorità preposte.
2018-07-14 22:07:27
prima o poi qualcuno perderà la pazienza e contemporaneamente la calma e la testa, magari imbraccerà un'arma e le coseguenze saranno rosse. Cassandra docet:
2018-07-14 14:45:30
Ormai lo schifo si è allargato come una metastasi a tutta la città, ambulanti che vendono alcool, fuochi d’artificio, lanterne cinesi, echissacosaltro, fino alle prime luci dell’alba, la notte scorsa sono stato svegliato dallo scoppiettio dei petardi alle 3 di notte, io fortunatamente sono in buona salute, ma gli anziani, i deboli di cuore, i malati, come fanno?
2018-07-14 12:32:53
Ma non sarebbe compito delle autorità di polizia tutelare i cittadini? Questi signori stanno chiedendo solamente che vengano rispettate le regole minime di decenza. La loro sfortuna è che non abita qualche pezzo grosso nelle vicinanze? Non passa mai una volante?

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