San Gennaro ha fatto il miracolo: il sangue s'è sciolto alle 9.26, fedeli in festa

San Gennaro ha fatto il miracolo: il sangue s'è sciolto alle 9.26, fedeli in festa
Lunedì 19 Settembre 2022, 09:27 - Ultimo agg. 15:30
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S'è ripetuto il prodigio del miracolo di San Gennaro. «Il segno del sangue, ancora una volta», sono state le parole con cui l'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha annunciato ai fedeli riuniti nel Duomo l'avvenuta liquefazione del sangue del santo patrono accompagnato dal tradizionale sventolio di un fazzoletto bianco da parte di uno dei membri della Deputazione di San Gennaro.

L'annuncio è stato dato alle ore 9.26. Le parole dell'arcivescovo sono state accolte con un lungo applauso. Il ripetersi del miracolo è letto dai fedeli come segno di buon auspicio per Napoli e la Campania. Il miracolo avviene tre volte l'anno: il 19 settembre, giorno di San Gennaro, il sabato che precede la prima domenica di maggio, e il 16 dicembre.  

«San Gennaro ha rappresentato sempre un punto di riferimento per la città soprattutto nei momenti di difficoltà. La città chiede a San Gennaro di essere un elemento di speranza e di attenzione per i più deboli e i più fragili e anche riferimento per tutti i napoletani che hanno sempre trovato speranza e forza per guardare al futuro», ha detto il sindaco Gaetano Manfredi entrando nel Duomo per le celebrazioni di San Gennaro. «Sono cattolico e ho grande fede - ha aggiunto - e credo che San Gennaro rappresenti oltre che un grande esempio di religiosità anche un punto di riferimento laico per la città: in lui si sono riconosciuti tutti i napoletani indipendentemente dal credo ed è molto importante. Basta venire qua e si capisce perchè c'è tanta fede in San Gennaro». 

A una settimana dalle elezioni, nel Duomo di Napoli sono presenti anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, e la parlamentare Mariarosaria Rossi, candidata alla Camera per il centrodestra nel collegio uninominale Napoli Fuorigrotta. Con loro il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, il prefetto di Napoli Claudio Palomba, il presidente della Corte d'Appello di Napoli Giuseppe De Carolis Di Prossedi, il procuratore generale di Napoli Luigi Riello e i vertici locali delle forze dell'ordine.

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Profonda l'omelia pronunciata dall'arcivescovo Battaglia: «Non nascondiamoci la verità - dice - Sono tanti in questo periodo storico i motivi per essere preoccupati, le ragioni per cui scoraggiarsi. Dalla guerra alla crisi energetica, da una pandemia globale al male endemico della criminalità locale ma non dimentichiamo neanche che dinanzi alle difficoltà della storia spesso a pagare sono quasi sempre gli ultimi, i poveri, i più piccoli, anche di età. Questa nostra città metropolitana ha bisogno di un sangue vivo, di una nuova linfa d'amore, di una nuova speranza, è questo che oggi il Signore ci chiede e Gennaro ci domanda». 

 

Don Mimmo ha anche ricordato il clochard ucciso a Napoli intonando Magnifica gente, il brano di Nino Forte e Sara Basile colonna sonora del musical Scugnizzi: «Gente di Napoli, ogni figlio di questa città ti appartiene ed è per questo che occorre impegnarsi ancor di più nel processo del patto educativo, ridestando il “noi” in chi si occupa di educazione». L'arcivescovo ha annunciato che «nel mese di ottobre in alcune zone della città muoveranno i primi passi dei tavoli volti a creare delle reti educative territoriali. Delle reti - ha spiegato - capaci di arrivare prima del sistema camorristico: un sistema che uccide un povero clochard prescelto per essere cavia dell'apprendistato di un ragazzo apprendista killer, un sistema che arruola sempre più minori non imputabili di reato, un sistema che guarda ai giovani non veduti dagli altri come fonte di nuove reclute». 

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