Napoli, assemblea sulla spiaggia
di San Giovanni contro il deposito di gas

Domenica 18 Aprile 2021 di Alessandro Bottone
Napoli, assemblea sulla spiaggia di San Giovanni contro il deposito di gas

Comitati, associazioni e residenti si sono riuniti in un'assemblea pubblica sulla spiaggia di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli, per evidenziare la propria contrarietà alla realizzazione dell'impianto GNL nel porto di Napoli e della “cassa di colmata” davanti all'ex complesso industriale Corradini e per chiedere gli interventi di bonifica nell’area del sito di interesse nazionale “Napoli Orientale”.

L'iniziativa - svoltasi nello spazio pubblico accessibile da vico Primo Marina ai due Palazzi, a ridosso del depuratore dismesso - è stata promossa da alcune realtà associative di Napoli Est dopo che è stata presentata al Ministero dell'ambiente l'istanza per l’avvio del procedimento di “valutazione di impatto ambientale” del progetto per la costruzione del deposito GNL nel porto di Napoli e, in particolare, nell’area della darsena petroli del “molo Vigliena”, già ordinariamente utilizzata per scopi industriali.

Napoli è uno degli otto porti in Italia per i quali è prevista la realizzazione di un deposito di stoccaggio di GNL secondo il piano energetico nazionale. Nello studio di fattibilità delle società proponenti - Edison e Kuwait Petroleum Italia - è specificato che lo stoccaggio avverrebbe all’interno di un serbatoio di 20mila metri cubi. Realtà associative e cittadini si dicono contrari allo stoccaggio del gas naturale liquefatto considerandolo pericoloso. Difatti, nel corso dell'assemblea pubblica è stata sottolineata la necessità di presentare delle osservazioni relative agli aspetti della sicurezza: una circostanza prevista dalla procedura e la cui scadenza è fissata per il prossimo 14 giugno, come specificato sul sito del Ministero.

Attivisti, volontari e residenti evidenziano il proprio “no” anche alla “cassa di colmata”, ovvero la piattaforma che andrebbe a “riempire” lo specchio d'acqua davanti l'ex Corradini per fare spazio ai container commerciali. A inizio marzo l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, guidata da Andrea Annunziata, ha deciso che non ci sarà l'ulteriore ampliamento della banchina e ha revocato la delibera con la quale era stato approvato il bando di gara di servizi di ingegneria e architettura relativi all’ampliamento della «banchina di Levante mediante cassa di colmata» e la delibera del 2020 con la quale era stata approvava la documentazione tecnica da porre a base di gara. Entrambi gli atti erano stati firmati dal precedente presidente dell’autorità portuale.

Il destino della costa orientale è una questione molto complessa. Da anni si discute sul recupero e sulla riqualificazione del lungomare di San Giovanni a Teduccio così da ripristinare il legame tra il quartiere e il mare, da anni negato alla balneazione per problemi di inquinamento. La necessità delle bonifiche nell’area SIN ‘Napoli Orientale’, l’ex Corradini che cade a pezzi, il porto turistico mai realizzato, il depuratore dismesso, il Forte di Vigliena nel degrado, gli scarichi a mare da controllare sono soltanto alcune delle questioni sulle quali oggi i cittadini hanno chiesto di accedere un faro e alla politica di interessarsene.

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