Napoli, due poliziotti nella gang dei permessi di soggiorno fuorilegge: «Ne abbiamo fatti entrare a migliaia»

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di Viviana Lanza

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Una semplice informazione sullo stato della procedura valeva 50 euro, per la facilitazione per il rilascio di un permesso di soggiorno si arrivava anche a 3.000 euro. Associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina e in alcuni casi anche corruzione: con queste accuse sono stati arrestati a Napoli sette indagati, tra cui alcuni ex poliziotti in servizio presso l'ufficio immigrazione della questura di Napoli. Tra i capi e promotori della presunta associazione, gli inquirenti indicano Vincenzo Spinosa, ex ispettore di polizia che, secondo le accuse, «sovrintendeva e coordinava l'intera filiera dei servizi offerti alla clientela». Tra gli indagati anche un avvocato e un commercialista.

Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dai pm Mariella Di Mauro e Catello Maresca con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, sono state anche eseguite numerose perquisizioni domiciliari che, oltre ai soggetti arrestati, hanno riguardato ulteriori nove persone coinvolte a vario titolo nelle attività illecite. Le indagini sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli.

Secondo la ricostruzione investigativa, i presunti componenti dell'organizzazione gestivano e controllavano l’intera filiera burocratica per la concessione dei provvedimenti amministrativi, dal reperimento dei clienti/richiedenti alla predisposizione delle istanze, ai contatti con l’Ufficio Immigrazione della Questura, fino alla consegna dei documenti ai soggetti richiedenti, cui seguiva la riscossione dei compensi dovuti e la successiva ripartizione dei guadagni illeciti da parte dei diversi membri del sodalizio.  

L'inchiesta è nata dalle investigazioni svolte dalla Sezione Investigativa Finanziamento al Terrorismo del Gico di Napoli, e iniziate nel giugno del 2016 a seguito di una segnalazione di operazione sospetta riguardante un soggetto di nazionalità algerina residente a Napoli, il quale risultava aver effettuato, per il tramite di alcune agenzie di money transfer del capoluogo campano, diverse movimentazioni di denaro “da” e “verso” Paesi dell’Unione Europea (tra cui Francia e Belgio), per importi al di sotto dei mille euro, ritenute potenzialmente riconducibili a contesti di terrorismo di matrice islamica.

Tra i soggetti interessati a tali rimesse di denaro figurava un suo connazionale residente in Belgio il quale, sulla base dei primi riscontri info-investigativi, avrebbe avuto stretti legami con il militante jihadista Abdelhanid Abaaoud, sospettato di essere uno degli organizzatori delle azioni terroristiche perpetrate a Parigi il 13 novembre 2015 e ucciso in un’operazione della polizia francese cinque giorni dopo.
Giovedì 23 Maggio 2019, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 06:38
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5 di 12 commenti presenti
2019-05-23 14:31:35
a parte che delinquenti si nasce anche se indossi una divisa, ma ci sono tante persone che vengono impiegati per anni sempre allo stesso posto con le stesse mansioni, ed ecco che se non sei una persona onestà , succede che ti credi di gestire a tuo comodo e ovviamente a tuo favore economico , quello che dovresti fare per il tuo dovere verso i cittadini , in poche parole si credono che la " bottega! e di loro proprietà e la gestiscono a loro favore, forti che sono lì da anni.
2019-05-23 13:24:37
lo dico sempre : chi ricopre un posto a tutela del cittadino ( politico o di protezione come in questo caso ) dovrebbero essere condannati esattamente al doppio della pena prevista normalmente 1 per il reato 2 per aver tradito chi rappresentava o chi difendeva !! Vergogna, spero che abbiano pene esemplari
2019-05-23 12:48:34
il popolo buono,accogliente,antirazzista,osservante delle prediche papali e della sinistra antagonista apre la braccia ai migranti che cercano pace, giustizia ,casa e lavoro.... poi pian piano si scopre il marcio che sta alla base di questa disgustosa ipocrisia : il soldo, il fare business sulla pelle di poveri disgraziati e sulle spalle dei contribuenti. Tutto ciò che ruota intorno all'accoglienza ,e ne è tanto, ha un terribile puzzo di malversazione ....dei migranti chi se ne frega? non hanno alcuna possibilità d'inserimento?chi se ne frega? vengono buttati nelle strade a spacciare,prostituirsi, delinquere? chi se ne frega? creano degrado, sporcano, praticano un accattonaggio a volte violento? chi se ne frega? l'importante è fare soldi per quelli che si introducono in qualche modo nel business immigrazione ed apparire umanitari, accoglienti , disponibili e dare una mano alle solite clientele arraffasoldi da parte di certa politica.
2019-05-23 16:42:57
Tutto normale, e solo per affare, le persone di buon senso non redono mai al buonismo, e tutto un business, vedi tutte le coperative sotto esame della magistratura , vedi lo ONG. come vedi il marcio ogni tanto salta fuori, e siamo solo all'inizio.
2019-05-23 12:34:27
L'unca condanna che si dovrebbe affibbiare, e' la GALERA A VITA. Niente condoni, niente riti abbreviati ecc,ecc, solo galera a vita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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