Pestaggio e danni al negozio, commerciante napoletano denuncia gli estorsori

Mercoledì 29 Settembre 2021 di Leandro Del Gaudio
Pestaggio e danni al negozio, commerciante napoletano denuncia gli estorsori

Ha avuto la forza di denunciare i propri aggressori e di riconoscerli indicandoli come responsabili delle minacce, delle richieste estorsive ma anche del danneggiamento del proprio negozio. Non si e arreso alla cultura del silenzio e all’obbligo dell’omertà, ha deciso di denunciare la doppia incursione subita nel corso di due giorni, la scorsa settimana. Una storia di testimonianza quella resa da un imprenditore e commerciante di Fuorigrotta, da tutti conosciuto come una persona onesta, qui nel mercatino rionale di via Cerlone. Fatto sta che la sua denuncia ha dato forza alle indagini, ha fornito la propria testimonianza e al momento l’uomo è sotto tutela della polizia. E non è un caso che il suo gesto ha un che di inedito, al punto tale che le indagini hanno preso subito una determinata piega: indagini contro le nuove leve del clan Frizziero, un tempo radicato in zona Mergellina (vicoli della Torretta), oggi fortemente presenti a ridosso di via Leopardi. Clan in espansione, che punta al commercio, che prova a gestire le attività imprenditoriali. Ma torniamo alla storia del mercatino più gettonato dell’area ovest. 

Non ha ancora cinquanta anni e ha sempre speso la propria esistenza all’insegna del rispetto delle regole, pagando le tasse e provando a crescere sotto il profilo imprenditoriale. Ora vive sotto tutela ma guarda decisamente avanti. Conosce quali sono i rischi di chi punta l’indice contro la camorra, ma non si sottrae al proprio diritto-dovere di testimonianza. 

Tutto ha avuto inizio tra giovedì e venerdì, quando si è trovato fisicamente addosso due presunti estorsori. Spintoni, offese, minacce. Lesioni personali. E un messaggio chiaro: «Paga e adeguati, perché qui pagano tutti. Non puoi tenere aperto, se non paghi». Ma non è finita. Poi una seconda visita, sempre all’interno del mercatino di Fuorigrotta, in zona dove quotidianamente si ritrovano migliaia di persone. Ovviamente, nessun testimone, sia nel corso della prima che della seconda visita. In questa occasione se la sono presa con il negozio. Un danneggiamento dell’arredo interno e di alcune merci, come puntualmente ripreso dalle telecamere della zona, un materiale che ora è finito al vaglio degli inquirenti del commissariato di zona e probabilmente della stessa Mobile. Un doppio episodio di violenza, racket, puzza di camorra. La stessa che sta battendo al setaccio un intero rione, puntando al rinnovato ritorno delle attività commerciali nella fase post pandemia. Un’inchiesta destinata ad interessare il pool anticamorra della Procura di Napoli, anche alla luce di quanto sta accadendo nel corso dgli ultimi mesi. Ricordate gli agguati e le stese consumati in pieno lockdown? Un omicidio di camorra in via Leopardi, mentre la zona dei negozi dello shopping nel quartiere occidentale è diventata teatro di stese e messaggi di intimidazione.

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Ma torniamo al racconto reso dall’imprenditore. Specializzato in articoli elettrodomestici, l’uomo si sarebbe rifiutato di consegnare un computer al proprio interlocutore, immaginando che non ci sarebbe poi stato alcun corrispettivo economico. Poi sono iniziate le pressioni, che - secondo quanto emerso dal nostro reportage nel quartiere - sarebbero state consumate alla luce del sole. Sotto gli occhi di decine di persone, di commercianti che ora temono di fare la stessa fine. E di essere costretti a subire azioni intimidatorie. Una brutta storia che ora vede gli inquirenti a caccia degli estorsori, i uno scenario criminale che ha fatto registrare momenti di tensione, a partire dai primi giorni di settembre, con la ripresa delle attività economiche. Chiaro il messaggio: finita la tregua del Covid, c’è chi vuole riprendere possesso dell’economia pulita della zona, usando metodi vecchi, tra minacce, aggressioni e spedizioni punitive. 

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA