Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Piero Pelù scrive e canta un brano con i «ragazzacci» di Nisida

Venerdì 11 Maggio 2018
Piero Pelù scrive e canta un brano con i «ragazzacci» di Nisida
Un brano che parla della consapevolezza degli errori commessi in passato, del senso di solitudine, ma anche della voglia di riscatto, dell'orgoglio per il lavoro che si sta facendo su sé stessi e di come la musica può essere la via d'uscita, la strada per non commettere più sbagli e reati. È la storia, il messaggio del brano frutto del lavoro del progetto 'Santi di Periferia, l'impossibile non esistè promosso dal rocker Piero Pelù e realizzato in collaborazione con il Comune di  Napoli, in particolare dagli assessorati ai Giovani di Alessandra Clemente e al Welfare di Roberta Gaeta, e con il Centro di Giustizia Minorile. Il progetto, che prende il nome dal titolo di un brano che Pelù ha scritto con i Litfiba, ha coinvolto 11 ragazzi: 6 provenienti dall'area penale e 5 dall'Istituto 'Galiani' di  Napoli.

Ragazzi che, dopo quattro giorni di lavoro e di prove, oggi sono saliti orgogliosi e gioiosi sul palco di Piazza Forcella, nell'omonimo rione, e hanno mostrato al pubblico il loro talento, la loro voglia di riscatto e di crescita. «Sono ragazzacci fantastici - ha detto Pelù prima dell'esibizione - lunedì non avevamo nemmeno il coraggio di guardarci tra noi e poi invece grazie alla musica che è terapia e compagna di vita hanno tirato fuori le loro parole chiave, le password con cui aprire le porte. Questi ragazzi sono dei grandissimi poeti». Una canzone tra il rock e il rap, coinvolgente che ha trascinato il pubblico e il sindaco Luigi de Magistris a ballare e cantare con i ragazzi. Ben due i bis chiesti a gran voce dal pubblico. «Pelù - ha affermato de Magistris - è stato bravissimo a cacciare il talento che c'è dentro il cuore, l'anima e il corpo di ogni ragazzo. Un talento che va cercato soprattutto in quei giovani che hanno sbagliato. Oggi si è dimostrata la potenza della città, della cultura, della sofferenza, la grande voglia di riscatto e il grande cuore di 

Napoli». Giovani per sostenere i quali - ha aggiunto il sindaco - «bisogna rafforzare le alternative. Dobbiamo dire loro che altre strade esistono perché nessuno nasce delinquente e nessuno può permettersi di giudicare per sempre dei ragazzi anche quando sbagliano. Tutti dobbiamo interrogarci e la nostra città lo sta facendo, sta ripartendo dall'umanità e dalla centralità della persona con l'obiettivo di arrivare soprattutto alle persone più fragili». Al progetto, nato da una chiacchierata in Calabria tra Pelù e de Magistris nell'estate 2016, ha lavorato da circa un anno e mezzo un gruppo coordinato dal Comune di  Napoli e costituito da Maria Gemmabella, direttore del Centro di Giustizia minorile, Carlo Morelli, direttore del Coro della Città di  Napoli, Rosario D'Uonno, fondatore del Marano Ragazzi Spot Festival che con Pelù hanno ideato il percorso didattico e formativo. Maintutor dei laboratori sono stati gli artisti  napoletani Claudia Magrè, Daniele Sanzone degli A67 e Nando Misuraca. 
Ultimo aggiornamento: 20:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA