«Ponticelli Terra Buona», giovani registi raccontano la periferia orientale di Napoli

Giovedì 17 Settembre 2020 di Alessandro Bottone

Uno sguardo su Ponticelli attraverso gli occhi di giovani registi. Così nasce «Ponticelli Terra Buona», un documentario che restituisce uno spaccato di realtà del quartiere nella periferia orientale di Napoli.

Si riflette, in particolare, sulla importante trasformazione subita dal quartiere di Napoli Est negli ultimi quarant'anni: dalla vocazione agricola di Ponticelli, progressivamente abbandonata, alla costruzione dei “casermoni” di alloggi popolari negli anni post-terremoto. Un quartiere lacerato che, però, «cerca riscatto ogni giorno all’interno di sé stesso». Lo fa attraverso l'umanità delle persone e attraverso le tracce della propria identità, per fortuna non ancora del tutto smarrita. «Un territorio apparentemente immutabile, eppure ricco di storie e di storia, di relazioni e di comunità, di idee e di energie».
 

 

«Abbiamo pensato che un film andasse fatto dopo aver scoperto Ponticelli in questi ultimi anni, dopo i roghi della scorsa estate. Era il giorno di Sant’Antonio, 13 giugno. Roghi al Parco De Filippo. Come a via Esopo e a Bartolo Longo. Ancora una volta, roghi e fumi entrano nelle case, nelle vite, nelle teste, nella periferia est» scrivono i giovani registi che a Ponticelli hanno individuato «storie e persone che rappresentano quella sensazionale realtà che riguarda i cittadini comuni, qualcosa che è distante da quella città in vetrina ma che è la verità».

Il film - prodotto da Apulia Film Commission e Fondazione con il Sud nell’ambito del Social Film Fund - ha come registi gli allievi dell’edizione 2018 dell’atelier di cinema del reale di Ponticelli: Marie Audiffren, Gabriella Denisi, Giovanni Linguiti, Luca Ciriello, Isabella Mari, Daniele Pallotta, Antonio Longobardi e Alessandro Freschi. La produzione esecutiva è di Parallelo 41, a cura di Antonella Di Nocera e in collaborazione con Arci Movie, FilmaP Atelier Cinema del Reale Ponticelli, Mediateca Il Monello. Supervisione di Bruno Oliviero e Alessandro Rossetto.

Questo è il primo film documentario collettivo di FilmaP, l'atelier di cinema del reale di Ponticelli, esperienza che nasce dall’impegno dell’associazione culturale Arci Movie nella periferia est di Napoli: una opportunità per valorizzare il cinema come strumento e risorsa di sviluppo e officina per talenti che possono trovare gli strumenti per raccontare le storie ed entrare in contatto con il mondo dei professionisti.

Il documentario ha coinvolto l’intera squadra di FilmaP. «Non ero mai entrata in contatto con questa periferia di Napoli, un posto pieno di stimoli» dice Isabella Mari, una dei registi del documentario, sottolineando l'opportunità di lavorare insieme a colleghi provenienti da diversi parti d'Italia, e non solo. «É stato un motivo di unione e di scoperta: mettere insieme così tanti punti di vista è stata una cosa particolare» sottolinea Mari, regista e montatrice.

«Lavorare a Ponticelli è stata una sfida molto interessante. Per me e per i miei colleghi l'approccio con il quartiere è stato positivo, le persone hanno reagito positivamente alle nostre ricerche» afferma Luca Ciriello, regista documentarista e produttore. «Il racconto di Ponticelli può essere visto come un racconto caratterizzante le periferie in generale, per il tipo di stratificazione urbana, per il tipo di economia, per la popolazione. Nel film vi è una forte tendenza di ricerca antropologica e sociale sulle varie anime di Ponticelli» evidenza Ciriello che aggiunge: «Emerge una umanità ai margini da un certo punto di vista ma una forte carica di bellezza e di speranza verso il futuro, un forte dinamismo».

Sabato 19 settembre, a partire delle ore 18, il documentario sarà disponibile in streaming sulla piattaforma 'My Movies'. La visione è gratuita, necessaria la prenotazione.

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