Rapinarolex in trasferta, gang di Napoli scatenate al Nord: «Sono i nuovi predatori»

Giovedì 2 Settembre 2021 di Giuseppe Crimaldi
Rapinarolex in trasferta, gang di Napoli scatenate al Nord: «Sono i nuovi predatori»

Lo hanno catturato a Napoli, dov'era rientrato dopo settimane di permanenza in Emilia Romagna e dove ha continuato a far danni, mettendo a segno rapine di preziosi orologi. Fine della corsa per un 36enne napoletano, Antonio Capo, finito in manette con l'accusa di concorso in tentativo di rapina. L'episodio è solo l'ultima di una lunga serie di raid commessi in trasferta da bande di napoletani, scippatori professionisti: gli stessi che un tempo prediligevano luoghi come la Stazione Centrale o il Molo Beverello, dove attendevano l'arrivo dei turisti per assaltarli e depredarli; e che invece oggi operano nelle principali città italiane o - come accade con sempre maggior frequenza, come vedremo) addirittura anche all'estero, soprattutto d'estate, battendo le più rinomate località turistiche.


 

L'INDAGINE
A stringere il cerchio intorno a Capo sono stati gli uomini della Squadra mobile parmense (che ha lavorato in collaborazione con altre strutture investigative della polizia italiane, tra le quali quella di Napoli) sotto il coordinamento della Procura di Parma guidata da Alfonso D'Avino.

I fatti risalgono al cinque maggio scorso, quando l'arrestato insieme ad un complice non ancora identificato ha atteso la vittima all'esterno della sua abitazione, e dopo averla aggredita con calci e pugni, ha tentato di strapaprgli il Rolex dal polso. Nel corso delle indagini è emerso che quattro giorni prima, questa volta a Rimini, due rapinatori avevano tentato di portare a termine una identica rapina di Rolex: anche in questo caso, la coppia erano poi fuggita a bordo di uno scooter di colore nero sul quale era stata applicata una targa falsa. In tale circostanza, a differenza del tentativo di rapina commesso a Parma, i due rapinatori venivano ripresi nelle fasi precedenti e successive all'azione delittuosa da alcune telecamere di videosorveglianza della zona. E la vittima aggredita a Parma aveva riconosciuto in uno di protagonisti del precedente raid di Rimini il suo aggressore, identificato dalla Mobile partenopea guidata da Alfredo fabbrocini proprio in Antonio Capo.
 

LE BATTERIE
Scaltri, risoluti al punto da non esitare a far ricorso alla violenza. ma soprattutto veri esperti di orologi preziosi. Sono i componenti delle bande di delinquenti che da Napoli già con l'arrivo della primavera si disperdono in lungo e in largo lungo l'Italia e percorrono le latitudini di tutta Europa alla ricerca di vittime facili e sicure da depredare.

Non agiscono mai in solitaria, privilegiando la formula della batteria: gruppi composti da almeno tre, quattro persone, anche se le più recenti indagini portate a termine da polizia e carabinieri indicano che sui territori in trasferta questi criminali si organizzano anche in cinque -dieci soggetti. Ognuno di loro ha un compito: c'è lo specchiettista, colui che per strada con una scusa («Mi dice che ora è?», oppure «sa dirmi la direzione per arrivare sul lungomare?) avvicina la preda e valuta il valore dell'orologio; poi ci sono gli operativi, quelli specializzati nello scippo, che dura pochi istanti e colpisce di sorpresa la vittima; infine i basisti, insospettabili che prendono in fitto gli alloggi che ospiterà la banda.

Molti dei colpi messi a segno in trasferta da pregiudicati napoletani avvengono su commissione. I ricettatori hanno fame di pezzi sempre più pregiati e costosi. Altra specificità: chi commette queste rapine sa valutare senza ombra di dubbio la qualità dell'oggetto in questione, e non ruberà mai una copia o una riproduzione falsa.

Anche l'estate che volge al termine ha visto in azione tante batterie di napoletani in trasferta. Un fenomeno inquietante. Al punto che su alcuni social si stanno diffondendo veri e propri gruppi di persone che sono state testimoni diretti di colpi messi a segno, di truffe o vittime dei rapinarolex. Fioccano le denunce: casi di bande in azione sono stati segnalati quest'estate in Costa Azzurra, nelle isole Baleari, oltre che a Roma, Firenze, Milano e sulla riviera romagnola.

LA PAURA
Tra le vittime finite nella rete degli scippatori napoletani (catturati poi a luglio, in cinque) ci sono anche la giornalista e conduttrice del Tg5, Cesara Buonamici e suo marito Joshua. «Accadde ad aprile - ricostruisce - eravamo a Firenze, diretti in campagna, da amici. Una moto ci affianca mentre eravamo fermi al semaforo, l'uomo ci osserva, ma noi non avremmo mai pensato fosse un rapinatore. Invece, giunti sul posto, scatta l'aggressione e veniamo circondati da altri complici: Dateci gli orologi o vi ammazziamo, urlavano. Attimi di puro terrore. Ci rapinarono di orologi di valore. Sono stati tutti arrestati, poco dopo. Gli orologi? Quelli non li abbiamo più visti».
 

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