Napoli, al Cardarelli pronto soccorso pieno: i medici chiedono aiuto al bed manager

Martedì 26 Gennaio 2021 di Ettore Mautone
Napoli, al Cardarelli pronto soccorso pieno: i medici chiedono aiuto al bed manager

“Prima che sia troppo tardi”: è questo il titolo di una nota scritta dai responsabili aziendali di Cgil, Cisl e Uil medici del Cardarelli sull'affollamento dei pazienti che stazionano in Osservazione breve per troppi giorni prima del trasferimento nei reparti specialistici di competenza nonostante si tratti di fratture e altri accidenti acuti. La missiva è indirizzata al responsabile unico dei reparti Covid e bed manager dell’ospedale Ciro Coppola, al responsabile del Rischio clinico Simona Battimelli al direttore sanitario aziendale Peppe Russo oltre che al manager Giuseppe Longo e agli organi regionali. 

«Da giorni il Pronto soccorso del Cardarelli - si legge nella nota - è sottoposto a una pressione enorme. Decine e decine di pazienti stazionano nei locali del pronto soccorso in attesa di essere ricoverati nei reparti a valle pur avendo effettuato un tampone molecolare negativo propedeutico al ricovero. Da giorni pazienti con patologie ortopediche e in particolare anziani e con frattura di femore - aggiungono i camici bianchi nella denuncia - non riescono ad accedere in reparto e quindi non effettuano l’intervento chirurgico nei tempi prescritti con grave danno sia per i pazienti sia per l’azienda, vanificando quanto ottenuto nei mesi precedenti con ricoveri e interventi nei tempi programmati».

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Invocato dunque il ripristino dei corretti percorsi dei pazienti ortotraumatologici per i quali il Cardarelli è praticamente l’unico approdo nell'intera città. «Da giorni e giorni il pronto soccorso del Cardarelli - viene sottolineato - è praticamente l'unico punto di arrivo della città, sia per le patologie urgenti, sia per i pazienti Covid. Pur mantenendo con grande fatica una netta separazione dei percorsi - scrivono ancora i medici - la presenza di così tanti pazienti nei locali di Accettazione presenta gravissimi problemi di assistenza e gravi rischi di ordine medico-legale sia per i pazienti che per il personale. Da mesi e non da giorni il personale medico e infermieristico del Ps è stremato da un carico di lavoro insostenibile dovendo contemporaneamente assicurare l’assistenza ai pazienti dell’Obi (Osservazione breve intensiva) al piano zero e a quelli in attesa di ricovero oltre che quelli affetti da Covid nell’ex OBI e ai sospetti Covid che ormai vanno allocati negli ambienti dell’ex drappello, stante il numero consistente dei positivi». 


Dito puntato infine sulle carenze di personale: «In particolare la dotazione dei Dirigenti medici - concludono i dottori - è largamente insufficiente e spesso le guardie in pronto soccorso sono carenti dovendosi dividere tra Obi al piano zero, Obi in Pronto soccorso e reparto Covid"»


Le Organizzazioni sindacali chiedono che, ad horas, «si mettano in campo tutte le possibili soluzioni per decongestionare il Pronto soccorso accelerando il trasferimento dei pazienti a valle e premendo sul livello regionale per alleggerire la pressione esterna sul Cardarelli prima che un eventuale incremento dei pazienti Covid si abbatta su una situazione così precaria e si arrivi alla catastrofe». 


La speranza è che la ripresa delle attività dell'Ospedale del mare, tornato a pieno regime dopo il ripristino dell'acqua calda e del riscaldamento, consenta di venire a capo dei problemi del Cardarelli del resto analoghi a quelli che si registrano al Cto e allo stesso Ospedale del mare dove, nei mesi scorsi, il congestionamento del pronto soccorso, causato sia dal picco epidemico raggiunto a novembre dal Covid sia per l'imbuto verso i reparti specialistici poco ricettivi, hanno dato luogo a gravi congestionamenti finiti nel mirino di un'ispezione disposta dalla Asl (tutt'ora in corso) a carico del reparto e del primario di quel pronto soccorso. La valutazione è affidata a colleghi esterni alla Asl Napoli 1 primari di altre strutture, come il Cto e il Cardarelli afflitti tuttavia dagli stessi irrisolti problemi evidentemente strutturali all'organizzazione dei flussi di malati dai pronto soccorso verso i reparti. 

 

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