Cinema, concerti e performance
per «Capodimonte dopo Vermeer»

Cinema, concerti e performance per «Capodimonte dopo Vermeer»
di Cristina Cennamo
Mercoledì 1 Novembre 2017, 19:03
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Otto film d'autore gratuiti, in lingua originale con sottotitoli in italiano, tre concerti e quattro performance: sono questi i numeri della rassegna «Capodimonte dopo Vermeer» che andrà avanti dal 2 novembre e fino al 29 dicembre tutti i giovedì in vari spazi del museo, come hanno spiegato nel corso della presentazione dell'iniziativa il direttore Sylvain Bellenger insieme a Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania.
Si comincia domani alle 19 nell'auditorium al piano terra con una storia cupa da film noir ante-litteram: Das Cabinet des Dr. Caligari, 1919 di Robert Wiene (durata 71 minuti) con Conrad Veidt, Werner Krauss, Friedrich Feher, Lil Dagover. Il dottor Caligari offre alla fiera di un piccolo paese tedesco la possibilità di avere premonizioni del futuro attraverso un sonnambulo mantenuto in ipnosi e trasportato in una cassa da morto. Autori della scenografia distorta e allucinata con ombre cupe, sono Hermann Warm e i due pittori espressionisti Walter Reimann e Walter Rohrig che si ispirarono alla pittura di Ernst Ludwig Kirchner.
La rassegna cinematografica La settima arte a Capodimonte, curata da Maria Tamajo Contarini (Museo e Real Bosco di Capodimonte) e Marialuisa Firpo (Cinema Hart), celebrerà quindi il rapporto tra Arte e Cinema d'autore con 8 film in programmazione che abbracciano differenti generi cinematografici (biografici, espressionisti, film di culto) che hanno segnato epoche e film dalle grandi suggestioni legate all’Arte: 8 capolavori per un percorso narrativo che regalerà agli spettatori momenti immersivi nell’Arte.
A partire da Senso storica pellicola del 1954 di Luchino Visconti, con espliciti riferimenti alla pittura italiana, passando per il già citato Das Cabinet des dr. Caligari film del 1919 simbolo dell’espressionismo tedesco e Barry Lyndon il capolavoro di Stanley Kubrick. Tre i film biografici: Frida(2002) di Julie Taymor dedicato alla vita di Frida Kahlo, Caravaggio (1986) di Derek Jarman, che ha lanciato il mito di Caravaggio nel mondo contemporaneo e Turner (2014) di Mike Leigh, con la straordinaria interpretazione di Timoty Spall. Un appuntamento da non perdere quello dedicato a Pier Paolo Pasolini con Mamma Roma (1962) e La ricotta (episodio del film RO.GO.PA.G.) del 1963. Infine, la rassegna terminerà il 28 dicembre con Loving Vincent il recente film in animazione (2016) di Dorota Kobiela & Hugh Welchman realizzato con 125 artisti che lo hanno interamente dipinto a mano riproducendo il tratto di Vincent Van Gogh.
Ogni film sarà preceduto da una breve introduzione di personaggi del mondo della cultura (Anna Masecchia, Sylvain Bellenger, Benedetta Gargano, Nicolangelo Gelormini, Marialuisa Firpo, Francesca Amirante, Lorenzo Marmo, Maria Tamajo Contarini).
Contestualmente, già da domenica prenderà il via la rassegna musicale Concerti alla Reggia, realizzata con il Conservatorio di San Pietro a Majella con il primo dei tre concerti in programma dal titolo «I suoni dei colori: ‘700 e ‘800 a confronto» con il soprano Sabrina Sanza, il contralto Tonia Lucariello, il baritono Francesco Auriemma e Angelo Gazzaneo al pianoforte su Musiche di Rossini, Verdi, Puccini, Bellini, Donizetti.
Il  25 poi sempre nella Sala della Culla alle 17.30 sarà la volta di Pizzicando il Settecento: concerti per mandolini e archi con musiche di Pergolesi, Vivaldi e Paisiello interpretate dall'Emsemble strumentale Settecento napoletano con il mandolinista Federico Maddaluno. E infine il 21 dicembre si terrà il concerto di Natale In Nativitate Domino interpretato dall'Ensemble Vocale Giovanni Paisiello con musiche di Mozart, Pergolesi, Paisiello.
Variegato infine anche il programma delle performance con composizioni musicali inedite, danza, teatro.
Si comincia venerdì 17 novembre 2017 ore 17.30 (Sala 6, primo piano) con La parabola dei ciechi. Poema per Orchestra di Stefano Gargiulonell'ambito del ciclo espositivo L’Opera si Racconta dedicato alla tela La parabola dei ciechi di Bruegel. Il giovane compositore napoletano Gargiulo ha tradotto in musica il celebre capolavoro fiammingo di Bruegel strutturandolo in tre movimenti: Il passo (la morte); La caduta (il peccato); Lo sforzo (la fede). Il visitatore avrà modo, dunque, di vedere la pittura e, nello stesso momento, di ascoltarne la storia in musica: il pesante passo del cieco, poi la caduta vissuta come un peccato, la cecità come punizione divina per l'allontanamento dalla casa di Dio (la Chiesa sullo sfondo della tela) e, infine, la fede con note più acute rivolte al cielo come il capo dei viandanti ciechi rivolto verso l'alto; lo sforzo umano per continuare il proprio cammino verso la fede.
Sarà possibile ascoltare il Poema per Orchestra di Stefano Gargiulo per tutto il periodo di esposizione della tela La parabola dei ciechi di Bruegel.
Sabato 9 dicembre infine alle 12  (Salone delle Feste, primo piano) si terrà Il segreto dell’ombra: un'installazione coreografica di Valeria Apicella in relazione alla tela Atalanta e Ippomene (1620-1625) di Guido Reni. La performance ripropone in danza il mito di Atalanta, ninfa la cui imbattibile capacità nella corsa fu sconfitta solo da Ippomene tramite uno stratagemma ordito da Afrodite. Valeria Apicella performa sul suo corpo l’incontro dei due personaggi, in un dialogo sottile tra l’opera barocca e il corpo contemporaneo e dj set di Aldoina Filangieri. 
La rassegna di performance proseguirà quindi domenica 17 dicembre 2017 ore 17.30 (Sala Beuckelaer, primo piano) con Voci fiammingoletane, 1 opera/1 poemetto di Giovanni Meola che ne cura anche la regia con  Marco Faticato come autore che ha scritto un poemetto in versi sciolti in napoletano scritto a partire dalle suggestioni di Mercato in Piazza di Joachim Beuckelaer, uno dei simboli degli enormi cambiamenti avvenuti alla metà del ‘500 nel Nord Europa protestante e anticlericale. La lettura drammatizzata del poemetto crea una relazione tra ciò che il quadro mostra in bella evidenza – la vita attiva del commercio nella città di Anversa secondo la nuova coscienza protestante in totale contrasto con le opere di stampo religioso dei Cattolici che ponevano in primo piano la vita contemplativa e le opere sacre – e ciò che Faticato ha immaginato a partire da quello stesso quadro, creando così un cortocircuito magmatico di personaggi, storie, voci. Voci fiammingoletane è una lettura drammatizzata in napoletano, versi sciolti evocativi e sonori come solo questa lingua sa plasmare, sul ‘500 protestante e i fiamminghi, ispirata dal Mercato in Piazza di Joachim Beuckelaer. 
L'ultima performance in programma si terrà venerdì 29 dicembre 2017 ore 17.30 (Sala Burri, secondo piano) e chiude l'intera rassegna. Lampi di Materia è un'azione mimico-musicale per clarinetto, percussioni e danzatrice, ideata da Rosalba Quindici che ne ha curato anche la regia e la drammaturgia, ispirandosi al Grande Cretto Nero che Alberto Burri ha esposto a Capodimonte per la prima volta nel 1978 e che diede il via all'intera sezione di arte contemporanea del museo. La performance si configura come progressivo emergere di forme mimiche e architetture sonore che, in dialogo con l’opera di Burri, rappresentano l’esito di una ricerca personale e pluridirezionale della compositrice all’interno del concetto di materia per condurre il pubblico in una dimensione di carattere sinestetico, basata sull’intreccio dei sensi attraverso il ricorso a determinati giochi di materie sonore e a specifici effetti-luce. Coreografia di Rosalba Quindici e Rossella Petruzziello, Guido Arbonelli al clarinetto, Lucio Miele alle percussioni, danza Rossella Petruzziello.
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