Napoli, Palazzo Reale è museo autonomo: bando per scegliere il direttore

Martedì 3 Dicembre 2019 di Maria Pirro

Il Palazzo Reale di Napoli diventa museo autonomo. Con un suo direttore, da selezionare nel primo trimestre 2020 tramite un bando internazionale. Con un suo budget, più alto. E con più personale come per il Mann e per Capodimonte. Lo ha chiesto e ottenuto Dario Franceschini, di nuovo al vertice dei Beni culturali, che ieri sera ha portato il decreto in Consiglio dei ministri nell'ambito della riorganizzazione collegata alla delega sul turismo restituita al Mibac (che torna così a essere Mibact). Promossi anche il parco archeologico dell'Appia antica, il Museo etrusco e la Galleria dell'accademia di Firenze. Ma, a differenza del sito partenopeo, questi luoghi dell'arte hanno già goduto di una gestione indipendente fino alla «controriforma» di Alberto Bonisoli.

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La vera novità è appunto il Palazzo Reale, la residenza-gioiello che risale al re di Spagna Filippo III d'Asburgo, nel Seicento, progettata dall'architetto Domenico Fontana. Ed è la prova che Franceschini vuole sostenere lo sviluppo in città e tutto il sistema Campania. «Non sono al vostro fianco, ma sono in mezzo a voi: il futuro si crea con la bellezza», aveva dichiarato lui agli Stati generali della cultura che si erano svolti proprio qui, nel teatrino di Corte dello storico edificio, il 22 e 23 ottobre, e avevano coinciso con la sua prima visita nel capoluogo dopo il mandato bis avuto nel nuovo governo Pd-M5s. E, dal palco, il ministro aveva promesso sostegno, ricordando che «la cultura comporta benefici anche per l'economia e in tutti gli altri settori». Considerata la sua posizione strategica, al Plebiscito, nel centro antico e a due passi dal lungomare, vicino al teatro San Carlo (lì dove a stretto giro si vuole riaprire anche il portone chiuso negli anni di piombo), i margini di crescita sono enormi. E già si vedono segnali incoraggianti grazie alle iniziative messe in campo dall'attuale direttore di Palazzo Reale, Paolo Mascilli Migliorini, con il direttore del Polo museale della Campania, Anna Imponente. Si punta a raggiungere i 300mila visitatori entro fine anno al museo dell'Appartamento storico, 50mila in più del 2018, nelle sale splendidamente decorate e adorne di pitture, statue, arazzi e mobili d'epoca. L'ingresso avviene dallo scalone d'onore realizzato da Francesco Antonio Picchiatti, poi modificato e decorato da Gaetano Genovese.

Nella Reggia, l'allestimento corrisponde per lo più alla sistemazione in età sabauda, e il percorso parte dalla sala del Corpo diplomatico e prosegue nella sala di Maria Cristina, che conduce agli appartamenti abitati fino al 1837, e nello studio del Refino al salone d'Ercole, quello di balli e ricevimenti costruito a metà del Seicento e oggi caratterizzato dagli arazzi della serie di «Amore e Psiche» della Reale fabbrica di Napoli. Qui è esposto il grande orologio bronzeo con Atlante che regge il globo. E, dall'ambulacro, si arriva al teatrino di corte. E, da qualche settimana, è accessibile su prenotazione anche la sagrestia della Cappella Palatina costruita a partire dal 1646 su disegno di Cosimo Fanzago e dedicata all'Assunta. Restaurato da poco il giardino pensile, del belvedere, con i suoi marmi, gli agrumi e le rose ritrovate.

Non solo. Il 10 dicembre si inaugura l'installazione di arte contemporanea firmata Hidetoshi Nagasawa e voluta dal polo museale: l'opera consiste in un ragno gigante in legno e acciaio, da sistemare nel cortile principale. Ma il Palazzo Reale è anche «casa» della Soprintendenza che ha programmato un'altra mostra, dedicata a Carlo III di Borbone e Napoli capitale, sempre a dicembre, ed è sede la Biblioteca nazionale che durante le festività annuncia invece l'esposizione di una serie di disegni sulla città a cura di Alfredo Buccaro.

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