Con «il marchese di Collino» Calvino e Parisi narrano l'utopia di un sindaco ragazzo

di Donatella Trotta

Una fiaba civica per bambini, ma - perché no? - anche per adulti che vogliano rispolverare un po’ di sana e robusta...Costituzione. Una vicenda edificante, ma non pedante, che educa - divertendo - al valore della cittadinanza attiva e alla riscoperta dei princìpi fondamentali della Costituzione repubblicana, attraverso una gustosa storia di fantasia costellata di non pochi spunti di attualità.



Si intitola «Il marchese di Collino, o dell’educazione civica» (edizioni L’Isola dei Ragazzi) l’esordio a quattro mani nella narrativa giovanile di due autori napoletani: Giovanni Calvino (architetto, già sceneggiatore per docufilm e progetti di animazione, autore del romanzo «Cupio Dissolvi», della sceneggiatura del lungometraggio «La stalattite nel cuore» oltre che membro della Commissione Edilizia del Comune di Napoli) e Giovanni Parisi (consigliere municipale, già assessore alle Politiche sociali presso la quarta Municipalità del Comune di Napoli). Un esordio convincente, che si avvale anche delle efficaci immagini dell’artista partenopea Tiziana Mastropasqua (fotografa, attrice, pittrice e illustratrice, dal 1998 sodale della compagnia sperimentale il Teatro dell’Anima), a suggellare le avventure del tredicenne protagonista del libro: un piccolo nobile inizialmente un po’ pinocchiesco ma che in seguito a una grave malattia del nonno, amato e temuto, si responsabilizza con esiti sorprendenti, non soltanto per il lettore.



Francesco Odoacre Ripetti, il protagonista di questa storia, è infatti un preadolescente ribelle e dispettoso, con la nomea di essere un irriducibile scansafatiche. Discendente di un’antica e aristocratica famiglia, quella dei marchesi di Collino - paese immaginario di tremila anime tra gli Appennini e le Alpi - resta presto orfano dei genitori, ad appena tre anni. E cresce perciò da solo, accudito dal fidato ed affidabile maggiordomo Battista - che ha un figlio, Giacomo - nella casa del nonno, Gustavo Maria Ripetti: gentiluomo democratico e illuminato di fede repubblicana, tanto da diventare amatissimo sindaco del paese, sempre rieletto sin dall’avvento della Repubblica.



Nel rapporto tra autorevole nonno (figura esemplare e stimata, ma troppo impegnata per il bene comune per dar retta con la dovuta attenzione alle malefatte del turbolento ragazzino) e nipote (una sorta di pestifero Gian Burrasca ribattezzato da tutti «Francesco Ripetti, marchese Dispetti») si gioca tutta la vicenda, declinata in 12 capitoli: quanti sono gli articoli della prima parte della Costituzione, riportati non a caso integralmente in appendice, con un breve e opportuno commento di contestualizzazione storico-culturale. Articoli dei princìpi fondamentali della più importante legge dello Stato italiano rivisitati, nel libro, attraverso la piacevole parabola del marchese di Collino con una cifra stilistica semplice e colloquiale e con vari colpi di scena, che ovviamente non riveleremo.



Ma nel fluire del racconto diritti inviolabili della persona, lavoro e pari dignità sociale, corresponsabilità e doveri civici, autonomie locali e tutela delle minoranze, rapporti tra Stato e Chiesa e libertà di culto, promozione della cultura e della ricerca scientifica e diritto internazionale, ripudio della guerra e senso del tricolore non sono dogmi o concetti astratti e distanti, bensì storie concrete, declinate a misura dei più piccoli, che possono così sperimentare un modo diverso, più creativo e coinvolgente di apprendere le basi dell’educazione civica. Quella che costruisce l’arte del (con)vivere con fondamenta solide.



Per L’Isola dei Ragazzi (casa editrice multimediale napoletana specializzata, dal 1997, nel settore educational, con un forte radicamento nel territorio attraverso progetti e campagne comunicative nel segno dell’«Informare per formare») lo aveva già narrato qualche anno fa un altro autore, Bruno Cantamessa, proponendo i 12 articoli fondamentali nel fortunato libro di racconti - attinti dalle memorie familiari - «La Costituzione: storie di ieri - valori di oggi». Calvino e Parisi, ora, vanno oltre: trasfigurando la memoria storica nell’utopia di un sindaco bambino. Il quale, usando semplicemente il buon senso con mente e cuore liberi da sovrastrutture e pregiudizi, riesce a gestire efficacemente i beni comuni del suo paesino, a dirimere controversie e soddisfare i bisogni dei cittadini. Riscattando, così, anche l’eredità morale del nonno.

Domenica 12 Aprile 2015, 21:26
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