De Majo: «Antisemita? Falsità da chi sostiene neonazi». E denuncia ​minacce social

Giovedì 14 Novembre 2019

«Le critiche arrivano da quelle forze politiche che la scorsa settimana non hanno votato per l'istituzione della commissione contro l'odio proposta da Liliana Segre e che danno spazio quotidianamente a gruppi neonazisti che sono esplicitamente antisemiti e che odiano gli ebrei con posizioni che fanno accapponare la pelle. Che le critiche arrivino a me è francamente ridicolo». Così il neo assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora de Majo, risponde alle accuse che le sono state mosse ieri dal leader della Lega, Matteo Salvini, e dalla Comunità ebraica napoletana.

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De Majo ha riferito alla stampa che nella giornata di ieri ha ricevuto sui social «commenti pubblici e messaggi privati con minacce violente e anche pericolose», motivo per cui sta valutando la possibilità di portare tali minacce all'attenzione delle autorità competenti. «Si è scatenata una vera tempesta - ha aggiunto - ormai ho sperimentato queste modalità più volte sulla mia pelle».

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La De Majo ha affermato: «Non sono contro gli ebrei. Basta aprire una pagina di Wikipedia per scoprire che l'antisemitismo non ha nulla a che vedere con l'antisionismo». «Negli anni - ha aggiunto - ho espresso critiche allo Stato di Israele e al Governo Netanyahu ma questo non significa essere contro gli ebrei. È una polemica strumentale nei confronti di una persona che ha contribuito alla costruzione ed è stata presente in tutte le piazze antifasciste degli ultimi 15 anni. L'antifascismo è di per sé memoria di quello che è stato negli anni '40, della Shoah e soprattutto lavoro perché ciò non accada mai più».

Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco Luigi de Magistris: «La polemica deve rientrare perchè l'amministrazione comunale di Napoli non ha alcun sentimento antisemita né è contro la cultura ebraica o il popolo ebreo. Anzi vorrei sottolineare che le nostre posizioni dure nei confronti dei Governi israeliani, che tali continueranno fino a quando non cambieranno le cose, non hanno nulla a che vedere con il popolo. Se un Governo continua a non riconoscere la Palestina come uno Stato e ad occupare in modo assolutamente errato la terra di altri, dalla parte del torto non c'è Eleonora De Majo ma il Governo israeliano».

De Magistris ha rivendicato l'impegno nei fatti della sua amministrazione in memoria dell'Olocausto «rispetto ad altre amministrazioni che godevano anche del plauso della Comunità ebraica cittadina e che non hanno fatto niente». Il sindaco ha citato l'esempio della cancellazione di piazza Gaetano Azzariti, magistrato e presidente del Tribunale della razza, intitolata a Luciana Pacifici, bimba di pochi mesi deportata nei campi di concentramento. «A noi interessano i fatti non le parole - ha aggiunto - e saremo sempre in difesa del popolo palestinese fino a quando non ci saranno due popoli e due Stati. Questo non significa essere contro qualcuno, ma per. Pertanto - ha concluso - sono polemiche che respingiamo perché Napoli è città della pace in cui si vuole far stare insieme tanto la comunità israeliana quanto quella palestinese».

Sull'argomento controreplica la Comunità ebraica di Napoli. «La Comunità Ebraica di Napoli - si legge in una nota inviata agli organi di stampa - in riferimento a quanto affermato dalla consigliera comunale Eleonora de Majo, neo assessore alla Cultura, al Turismo e ai Rapporti internazionali, evidenzia che l'antisemitismo, secondo la definizione dell'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), internazionalmente accettata e adottata, 'è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto'. Tra gli esempi di manifestazioni antisemite viene inclusa dall'IHRA anche il 'paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti'. «L'accusare Israele - prosegue la nota - di praticare l'apartheid nei confronti della popolazione araba, come persiste a fare l'assessore de Majo, è smentito dalla realtà della società israeliana dove esponenti della minoranza araba siedono alla Corte Suprema, servono nelle forze armate, sono rappresentati diplomatici, ricoprono ruoli di prestigio nelle università e nella sanità. Il miglior antidoto al pregiudizio - si conclude la nota - è la conoscenza ed è per questo che invitiamo l'assessore de Majo ad approfondire la conoscenza tanto del popolo ebraico, dell'Ebraismo e di Israele».
 

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA