Elezioni comunali a Napoli, De Luca frena la candidatura di Fico e pensa alle civiche

Lunedì 30 Novembre 2020 di Carlo Porcaro

L'ipotesi Roberto Fico candidato sindaco di Napoli avanza ma trova freddezza nel governatore Vincenzo De Luca e deve fare i conti con l'incognita Antonio Bassolino. Questo il dato di partenza del ragionamento: il Pd ha proposto i nomi del ministro degli Affari europei Enzo Amendola e del ministro dell'Università Gaetano Manfredi con la preferenza dei circoli per il primo, i Cinquestelle non hanno posto pregiudiziali sui nomi e attendono il tavolo nazionale, i piccoli del centrosinistra hanno messo in guardia dai giochi di palazzo invitando a tenere in considerazione l'anima più moderata della coalizione.

Questa, invece, la strategia del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che ha lanciato il nome del presidente della Camera per Palazzo San Giacomo: chiudere il cerchio delle candidature con i grillini affidando loro la guida di Napoli, prendere il posto di Fico a Montecitorio e da quello scranno aspirare al Quirinale quando scadrà il mandato di Sergio Mattarella. Premesso che l'applicazione del manuale Cencelli sui capoluoghi al voto a maggio 2021 si intreccia con il rimpasto al governo, la partita di Napoli si gioca insieme a quelle di Roma, Milano e Torino: il passo indietro volontario di Chiara Appendino in Piemonte e quello forzato che dovrà fare Virginia Raggi nella Capitale lasciano il M5S a mani vuote. Da qui la manovra che porterebbe Fico a scendere in campo. Il diretto interessato ha ammesso che la sfida lo intriga, ne ha anche discusso con tre-quattro ministri per sondarne le intenzioni, commentando che «però non si è mai visto un presidente della Camera dimettersi per andare a fare il sindaco». Un fattore di rischio, una battaglia improba in luogo della terza carica dello Stato, non irrilevante nel giungere alla scelta finale. 

Sul fronte interno, gli ostacoli sono numerosi. Innanzitutto compattare i dem su un esponente grillino, tra l'altro amico del sindaco uscente Luigi de Magistris (l'assessore comunale Francesca Menna è vicina a Fico), appare operazione complicata. Ne è consapevole il segretario provinciale del Pd Marco Sarracino: «Gestiremo le amministrative confrontandoci in un clima di pari dignità tra tutte le forze politiche che vogliono cambiare la nostra città. Il coinvolgimento di partiti e movimenti è necessario: i segretari di circolo vogliono una larga coalizione che parta dalle forze di governo arricchendola. Per questo il Pd incontrerà le migliori espressioni civiche e associative che operano nei nostri quartieri», ha spiegato. C'è poi la volontà del presidente della Regione di avere voce in capitolo: il figlio Piero, deputato Pd, sta lavorando alla creazione di un'area di riferimento che possa condurre alla presentazione di proprie liste nei vari comuni, a partire da Napoli e ovviamente Salerno. Può De Luca accettare Fico? Non lo ha mai attaccato frontalmente come Luigi Di Maio, ma il rapporto con i pentastellati è notoriamente pessimo. Dopo la dichiarazione della Campania zona rossa, ancor di più. Non ha ancora, però, un suo nome da sottoporre al centrosinistra per il capoluogo partenopeo. Attende le mosse altrui, ma ha lasciato intendere che la candidatura di Amendola sarebbe vista come un'operazione tutta interna alla classe dirigente dem nazionale, utile in primis a garantire il segretario Nicola Zingaretti ed il vice Andrea Orlando. Il profilo di Manfredi viene, invece, valutato come più tecnico che politico e quindi in grado di allargare il raggio d'azione. No, insomma, ad uno spostamento troppo a sinistra. Lo conferma il consigliere regionale deluchiano, Diego Venanzoni: «Non possiamo accettare ancora una volta lo schiacciamento a sinistra della coalizione: il peso dell'elettorato moderato sarà determinante, si deve lavorare ad una personalità con un'ispirazione cattolica». Più cauto invece il consigliere comunale Nino Simeone, anch'egli candidato nella lista De Luca presidente ed in passato collaboratore proprio di Fico: «L'unica preclusione di De Luca è nei confronti di de Magistris: Roberto è una persona di qualità, non so però quanto possa essere condivisa dagli alleati». Chi insiste sul metodo della concertazione è il segretario regionale dei Moderati, Enzo Varriale: dopo la prima riunione con Italia Viva, Più Europa, Centro Democratico e Psi per evitare di subire il giogo Pd-M5S convocherà a breve anche le forze civiche deluchiane. 

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Ultimo aggiornamento: 13:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA