Giorgia Meloni a Napoli: «Il Pnrr non è un totem, al Sud anche oltre quota 40%»

Giorgia Meloni a Napoli: «Il Pnrr non è un totem, al Sud anche oltre quota 40%»
di Valentino Di Giacomo
Sabato 24 Settembre 2022, 08:00 - Ultimo agg. 25 Settembre, 08:12
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«Non potevo mancare di chiudere la campagna elettorale nella capitale del Mezzogiorno. Siete troppo allegri, solo con voi potevo concludere questa bellissima avventura». Arriva di corsa e va via di corsa, ma ha voluto mantenere la parola di terminare con un evento a Napoli il suo tour. Eccola Giorgia Meloni all'Arenile di Bagnoli, lì dove ieri pomeriggio più che tenere un vero e proprio comizio, ha voluto dialogare con i giovani militanti arrivati in pullman da ogni parte d'Italia. In quella che un tempo era una roccaforte operaia, ora gli avversari sembrano essere di più i 5 Stelle. Anche qui Meloni ha lanciato bordate contro i grillini: «La parola che utilizzano di più - dice dal palco - è gratuitamente, che vi ristrutturano casa gratis, ma non c'è nulla di gratuito, non vi danno soldi loro, sono soldi dello Stato. Ci manca solo che vi offrono una batteria di pentole e la bici con il cambio shimano come le vecchie televendite. Io potrei venire qui a dire che invece di 780 euro ve ne do mille, ma abbiamo deciso di fare una campagna elettorale credibile, non freghiamo la gente». 

La leader di Fdi risponde alle domande dei ragazzi.

Il primo giovane che prende la parola chiede del progetto del Pd di introdurre una patrimoniale per dare soldi ai 18enni. «È giusto che lo Stato dia soldi a chi non ha risorse per vivere. Ma ai ragazzi che possono lavorare va offerta formazione, per questo Fdi non ha mai smesso di parlare di lavoro, infrastrutture e come consentire alle persone di essere libere. I ragazzi non vogliono che lo Stato gli dica Stattene a casa perché non ci servi, magari ti legalizzo pure la marijuana così ti fai pure una bella canna davanti alla tv seduto sul divano. Non voglio che gli italiani dipendano dalla politica. Il Reddito va dato solo a chi non può lavorare».

 

La leader del centrodestra vuole parlare per intero del suo programma, ma non manca di concedersi qualche battuta tra i militanti che tra una pausa e l'altra intonano il coro «Giorgia, Giorgia». Arriva la domanda di un altro ragazzo, Giorgio, che chiede «perché tutti ce l'hanno con lei?». Meloni risponde con ironia. «Avete visto? - dice - Dicono che faccio paura. Allora mi sono vestita di rosa per essere più pannosa, più petalosa come dice la Lorenzin e meno spaventosa». Qualcuno prova ad anticipare i temi da trattare e viene bonariamente ripreso: «Aspè ci sto arrivando, lo vuoi fare te il comizio al posto mio?». E parte con i progetti: «Altro che reddito, qui servono infrastrutture di cittadinanza. Al Sud vive il 36% della popolazione perché qui c'è lo spopolamento dei giovani che per lavorare emigrano al Nord. A me va bene che il Pnrr al Sud sia stato portato al 40 per cento, ma potrebbe essere anche portato più in alto». Meloni non ha però alcuna intenzione di lisciare il pubblico a seconda di dove svolge i suoi comizi. Ecco quindi che chiarisce: «Io non sono una meridionalista, sono una patriota. Senza un adeguato sviluppo del Mezzogiorno l'Italia non ce la fa, se ci sono Regioni che non camminano alla stessa velocità delle altre alla fine frenano tutto. Questo non è fare l'interesse del Sud, ma fare l'interesse nazionale». «Sul Pnrr mi dà molto fastidio quando gli strumenti diventano un totem ideologico. Il Sud può diventare l'hub energetico d'Europa e delle merci che arrivano da Est che ora invece transitano da Amsterdam o da Rotterdam».

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Prima di salire sul palco, Meloni ha salutato tutto lo stato maggiore campano del suo partito a partire da Sergio Rastrelli e Michele Schiano. A Bagnoli ci sono pure i big nazionali Donzelli e Lollobrigida. Meloni si concede quindi a qualche dichiarazione ai cronisti che le chiedono un parere sulle esternazioni della Von der Leyen. «La presidente della Commissione Ue ha chiarito - risponde Meloni - che non si riferiva all'Italia. Consiglio prudenza, se si crede nella credibilità dei commissari europei e della Commissione». La domanda successiva serve a ridimensionare invece le parole pronunciate su Putin da Berlusconi a Porta a Porta. «Chi è Putin? - dice - È il presidente russo che ha fatto una cosa inaccettabile per me. Questo c'è scritto sul programma del centrodestra, mi pare che Berlusconi abbia spiegato che le parole che aveva espresso erano non un'interpretazione del suo pensiero». Prima di andare via motiva i suoi: «Stanotte a mezzanotte ho finito, adesso tocca a voi, io non avrei potuto fare di più di quello che ho fatto, stasera stacco e poi domani sto con mia figlia. Andate a votare, le battaglie prima si combattono e poi si vincono». Parte Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano mentre lei corre in auto: «Devo andare al Tg1, non vorrete mica che parli solo Letta?». Intorno i temuti scontri non ci sono stati, i gruppi dei centri sociali hanno solo sfilato circa in cento per le strade di Bagnoli ad oltre un chilometro di distanza dall'Arenile. 

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