Parlamentarie M5S, in rivolta la base dei Cinquestelle a Napoli

Sabato 18 Gennaio 2020 di Valentino Di Giacomo

«Il grande bluff», senza mezzi termini è così che definiscono la piattaforma Rousseau gli stessi attivisti del Movimento 5 Stelle. Tante le discussioni in questi anni sulla regolarità dei voti online, ma stavolta la base insorge come forse mai è avvenuto in passato. La rivolta 5 Stelle scoppia sui social con commenti e post al veleno. Il pomo della discordia sono state le travagliate parlamentarie svolte giovedì tra i militanti di Napoli per decidere il candidato da far correre alle elezioni suppletive per il Senato, necessarie dopo la morte del senatore Franco Ortolani, che si terranno il prossimo 23 febbraio.

A risultare eletto è stato Luigi Napolitano, investito ancora una volta dal vortice delle polemiche. Vicino al capo politico M5s, Luigi Di Maio, l'ingegnere napoletano era già stato candidato alle parlamentarie alle scorse elezioni europee: aveva perso ottenendo 622 voti finendo dietro di ben 300 voti all'esponente casertano Aniello Nazaria. In quell'occasione però con una decisione calata dall'alto fu escluso Nazaria e candidato Napolitano, che comunque non risultò eletto dalle urne. Si scatenò un putiferio, con Nazaria che impugnò la votazione. Stavolta invece Napolitano ce l'ha fatta a passare il round su Rousseau ottenendo più di 700 voti e scavalcando lo storico attivista Mariano Peluso. I sospetti sul web è che Napolitano sia stato favorito perché vicino a Di Maio. Il candidato M5s però non replica e nonostante messaggi e telefonate non risponde neppure ai giornalisti. Qualche giorno fa replicò che, pur avendo frequentato la stessa facoltà di ingegneria di Luigi Di Maio, che in quell'università c'erano iscritte quasi ventimila persone. A quei tempi Napolitano fondò l'Associazione Studenti di Ingegneria a cui si iscrisse proprio Di Maio. Anche per questi sospetti sui social l'indignazione degli attivisti monta ferocemente.

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Una votazione quella per le suppletive su Rousseau già finita nel mirino delle polemiche e infatti se ne contesta la regolarità. Il giorno prima del voto erano stati pubblicati prima 5 nomi (tra questi non figurava Napolitano) e poi cancellati. A sera, dopo le 21, vennero aggiunti altri 6 candidati con l'inserimento dell'ingegnere partenopeo vicino a Di Maio. «Neppure il tempo di poter valutare la rosa di nomi perché scrivono ora gli attivisti alle 21 pubblicano i nomi e alle 10 di mattina del giorno dopo ci chiedono di votarli». Sempre su Facebook Napolitano aveva scritto di «aver dato la disponibilità a candidarmi», una frase che già era andata di traverso agli attivisti della prima ora, visto che Napolitano si è avvicinato al movimento da poco tempo. «Che significa ho dato la disponibilità? si è chiesto su Facebook uno storico militante, stimato anche dai vertici grillini, come Rosario Capasso volete indurre a pensare che ve lo chiedono?».

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«Tanto è già tutto deciso scrive un'altra attivista, Gina Loffredo come sempre». Altri ancora criticano la campagna elettorale fatta in maniera clientelare da alcuni candidati. «Siamo il Movimento - si chiede Maria Carmina Biglietto - o il collocamento?». Feroce un altro storico attivista molto conosciuto tra i grillini napoletani come Salvatore D'Agostino. «Menomale scrive il sostenitore M5s che alle suppletive perdiamo sempre e che chi si candida non può essere più in corsa per le Regionali, così finalmente a certa brutta gente ce la leviamo di torno. Certo che ci siamo specializzati ad imbarcare mer...». Tanti, troppi sospetti che nella guerra interna al Movimento 5 Stelle che si sta facendo a Di Maio tra i parlamentari, che il capo politico abbia voluto favorire una persona a lui vicina, scalzando Mariano Peluso che invece è da sempre in ottimi rapporti con Roberto Fico, da quando l'attuale presidente della Camera guidava il meetup di Napoli. Dopo le recriminazioni sulla piattaforma Rousseau sono stati disattivati i commenti: il segnale di un disagio profondo.

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