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Pd Campania, Annunziata lascia ma è incubo commissario: i deluchiani accelerano

Martedì 22 Marzo 2022 di Adolfo Pappalardo
Pd Campania, Annunziata lascia ma è incubo commissario: i deluchiani accelerano

Alla fine il segretario regionale del Pd ha gettato la spugna. «Per motivi strettamente personali», scrive Leo Annunziata, l'ex sindaco di Poggiomarino fedelissimo di De Luca, costretto alla resa dai vertici nazionali. Ed è, comunque, uno schiaffo al governatore anche se l'accelerazione improvvisa di ieri è voluta proprio dai suoi. Dal figlio Piero, in particolare, a cui direttamente il segretario nazionale Letta aveva dato questo aut aut: dimissioni e nuovo segretario entro fine mese altrimenti, queste più o meno le sue parole, spediamo un commissario. E così ogni indugio è stato rotto. Anche, sussurra qualcuno, per disinnescare l'appello degli intellettuali contro De Luca che sarà reso pubblico proprio domani pomeriggio con un'iniziativa al Pan. Tra le firme che continuano ad arrivare e l'adesione, a breve, anche di esponenti di peso del Pd. 

Da qualche settimana a Roma, nelle stanze dei vertici del Pd, non si parlava che di uno schiaffo da assestare alla Campania deluchiana. E lo scalpo del segretario regionale eletto nel marzo 2019 è diventata la rotta più semplice da tracciare. C'era, anzitutto, da dare una risposta per il suo appoggio a Mastella (voluto da De Luca ovviamente) contro il candidato sindaco Pd (poi sconfitto nonostante l'appoggio di Letta in un tour nel Sannio) alle comunali di Benevento. Ed ecco la minaccia del commissariamento puntando sulle norme del partito: Annunziata, infatti, in questi tre anni non aveva mai riunito gli organi dirigenti del partito. Anzi solo una volta: per approvare, con un blitz, la ricandidatura, guarda un po', di De Luca alla presidenza di palazzo Santa Lucia. Poi nulla. Né prima, né dopo. Ed ecco l'epilogo di ieri: dimissioni senza attendere oltre. Anzi non si è atteso nemmeno di trovare un nuovo incarico in Regione per Annunziata che sarebbe stato utile a giustificare la sua uscita. E pure i rumors di un posto in Scabec si sono rivelati infondati perché dovrebbe dimettersi uno dei tre membri del Cda. Poi si vedrà, insomma. 

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Ma la strada rimane in salita. Tocca, infatti, ora al presidente regionale Nicola Landolfi convocare l'assemblea del partito in cui prendere atto delle dimissioni di Annunziata e procedere alla surroga. Sin qui le procedure formali, tutto sommato facili. Il difficile viene dopo. Perché il sostituto di Annunziata è stato individuato in Stefano Graziano, lettiano della prima ora sì, ma con un legame profondo con De Luca che dopo le ultime regionali, non eletto per un soffio, l'ha ripescato con un contratto di consulenza. È lui il punto di caduta ma siamo sicuri che passi il guado del voto dei delegati regionali? Da giorni ci sono trattative febbrili proprio in questa direzione ma i segnali non sono buoni. Anzitutto perché i 240 delegati nel frattempo si sono ridotti di un terzo. Tra chi è passato altrove (Italia Viva, Azione e Bassolino) e chi, magari er sfogare mal di pancia personali, non vede l'ora di giocare a impallinare il nuovo nome deluchiano. Senza contare le correnti interne dem a Roma e Napoli contrari (vedi Franceschini e Orlando). Sentite, a tal proposito, cosa dice il parlamentare sannita Umberto del Basso de Caro, da sempre contro De Luca. «Penso debba intervenire il partito nazionale e commissariare con qualcuno che provenga fuori dai confini campani. Non possiamo far finta che non sia successo niente», spiega lui che tre anni fa si candidò segretario contro Annunziata ed oggi detiene oltre il 20 per cento dei delegati. Poi aggiunge: «Graziano? Lo leggo dai giornali ma queste sono decisioni che si prendono all'unanimità. E non credo che ci sia in assemblea. Serve invece ricostruire il partito con qualcuno che abbia piena fiducia di tutto il Pd. Come fu con Andrea Orlando a Napoli. E poi dopo si farà un congresso: altro che semplice surroga». Senza contare un altro fatto: siamo sicuri che non si candiderà qualcun altro. 

Infine un dettaglio che tale non è. Domani alle 17 si presenta al Pan il manifesto anti-De Luca redatto da un gruppo di intellettuali che vedrebbe, nelle prossime ore, la firma di diversi democrat. Per ora, ieri, si è aggiunto il lombardo Franco Monaco, ex capogruppo alla Camera e prodiano di ferro. 

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