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Napoli, protesta con Alex Zanotelli contro la privatizzazione dell'acqua

Venerdì 10 Giugno 2022
Napoli, protesta con Alex Zanotelli contro la privatizzazione dell'acqua

Un sit-in di protesta è stato organizzato oggi a Napoli contro la privatizzazione dell'acqua e per il rispetto del responso elettorale a 11 anni dal referendum promosso dal Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua. Attivisti del Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'acqua ed il Comitato acqua pubblica Napoli guidati dal padre comboniano Alex Zanotelli si sono recati alla stazione marittima con lo scopo di prendere parte ad un convegno sul ciclo idrico integrato della regione Regione Campania.

I manifestanti sono stati bloccati da un cordone di polizia che ha impedito l'accesso alla struttura e solo dopo una lunga trattativa una delegazione ha ottenuto di incontrare Fulvio Bonavitacola, vice presidente della Regione Campania.

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«Con il voto circa 27 milioni di italiani, il 12 e 13 giugno del 2011 - si ricorda in una nota stampa - indicarono con chiarezza che l'acqua non deve essere fonte di profitto per le multinazionali ma deve essere gestita con la partecipazione dei cittadini, mediante aziende speciali, regolate non dal mercato ma dal diritto pubblico». «La scelta della Regione di escludere dal Convegno ogni realtà rappresentativa dei cittadini in tema di acqua pubblica - ha denunciato al megafono padre Zanotelli - è un indicatore chiaro dell'orientamento delle Istituzioni oggi presenti negli Stati Generali sull'Ambiente in Campania che non sostengono il fondamentale diritto umano all'acqua, bene comune fortemente minacciato dalle crisi ambientali in atto, dalle guerre e dalle pandemie. Chiediamo con forza a queste Istituzioni di cambiare radicalmente la loro prospettiva politica, assumendo come soggetti principali delle loro decisioni i cittadini e il bene comune, spostando definitivamente le loro attenzioni dai soggetti privati, portatori di interessi per nulla coincidenti con quelli della collettività. L'acqua - ha concluso - è un bene troppo prezioso che non può essere venduto ai privati».

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