Regionali Campania 2020, Salvini a Berlusconi: «Decidi tu il candidato ma cambia il nome»

Venerdì 15 Maggio 2020 di Valentino Di Giacomo

Il timore dentro Forza Italia è che alla fine anche in Campania ci sarà lo stesso schema adottato per il candidato alle regionali in Calabria. Telefonate, videochiamate, messaggi su Whatsapp per capire fino a che punto tiene ancora con la candidatura di Stefano Caldoro. Ma i parlamentari di Fi, nei lunghi dialoghi interni, pretendono comunque che il candidato sia espressione del partito. Viene citato, appunto, il precedente delle scorse elezioni in Calabria quando Matteo Salvini oppose il veto a Berlusconi sulla candidatura di Mario Occhiuto e l'ex premier fu costretto a capitolare. Allora fu individuato in Jole Santelli il profilo vincente per sbaragliare la concorrenza.

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Se Salvini, già nei mesi scorsi, non ha mai voluto sbilanciarsi in pubblico avallando l'eventuale candidatura di Caldoro, negli ultimi giorni ha però affondato i suoi colpi. Da più parti dentro il Carroccio sono arrivate stroncature per l'ex governatore: prima il coordinatore in Campania, Nicola Molteni in un'intervista al Mattino, poi l'establishment locale, a partire da Gianluca Cantalamessa, che ha chiesto a nome della Lega un profilo «proveniente dalla società civile o dall'imprenditoria». Una ricerca di «un volto nuovo» che Salvini avrebbe anticipato a Berlusconi nel corso di una telefonata nei giorni scorsi. Gli interessati non confermano, ma dentro Fi si parla da alcuni giorni di una chiacchierata tra i leader, una conversazione in cui Salvini avrebbe illustrato all'alleato la propria strategia. Già mesi fa Salvini riteneva poco efficace il profilo di Caldoro, poi nelle scorse settimane l'ex titolare del Viminale ha rilevato come nessuno dei forzisti campani lo abbia difeso dai vari attacchi che De Luca ha diretto al capo del Carroccio. Se dipendesse solo da Salvini i nomi da mettere sul piatto sarebbero quelli del magistrato anticamorra Catello Maresca, dell'armatore Guido Grimaldi o dell'ex rettore di Salerno, Aurelio Tommasetti. Il punto è che Berlusconi vuole mettere la sua bandierina per Palazzo Santa Lucia e difficilmente potrà accettare nomi esterni al partito. Inoltre, soprattutto su Maresca e Grimaldi, pur essendo nomi che affascinano, ci sarebbe poi da sondare una loro effettiva disponibilità e vagliare la fattibilità di una simile operazione.
 


Se rompesse gli indugi la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, dentro e fuori Forza Italia, sarebbe indicata come «candidata naturale» alla guida della coalizione anti-De Luca. Fino ad oggi però la parlamentare salernitana non ha offerto segnali. Giovane, spigliata, impeccabile profilo istituzionale farebbero di Carfagna il profilo da molti giudicato ideale, ma al momento una sua corsa per Palazzo Santa Lucia appare improbabile. Ecco perché nel partito si comincia a sfogliare la margherita su un possibile volto nuovo. In corsa ci sono Antonio e Fulvio Martusciello, quest'ultimo vicinissimo a Berlusconi anche fisicamente essendo suo collega di seggio all'Europarlamento. Tra i nomi in lizza sono stati valutati anche quello di Paolo Russo, medico e deputato di lungo corso, vicino a Mara Carfagna. Nella rosa resiste Cosimo Sibilia, forzista della prima ora, parlamentare e vicepresidente vicario della Figc, in grado di dragare voti sul territorio.

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«Ogni ipotesi spiegano però dal partito campano appare ora molto prematura». Complesso ipotizzare scenari dal momento che l'ipotesi più probabile è che le elezioni, già rinviate a causa dell'emergenza Coronavirus, si terranno non prima di ottobre. «In tre mesi di crisi sanitaria fanno notare gli esponenti campani è cambiato completamente il quadro della situazione, nulla esclude che nei prossimi mesi lo scenario possa ulteriormente stravolgersi». La speranza nel partito è che così come il governatore De Luca è riuscito in poco tempo a risalire i sondaggi, anche Fi possa fare altrettanto. Per ora Berlusconi non si esprime e guarda alle evoluzioni con distacco. 

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