Napoli, la rinascita degli Incurabili: museo, sale concerti, bistrot e ristorante

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Paolo Barbuto

Nove mesi dopo i crolli e l’abbandono è pronto a rinascere l’ospedale degli Incurabili: è stato lanciato il bando per la progettazione degli interventi di recupero: 470mila euro a disposizione per ridisegnare quel luogo storico. È Invitalia, centrale di committenza, a gestire il percorso di un progetto della Asl per il quale la Regione Campania ha individuato cento milioni di finanziamenti per restituire gli Incurabili al territorio e a tutta la città. Le richieste ai progettisti sono stringenti e puntuali. La metà del complesso resterà a disposizione dei malati con cento posti letto in totale, l’altra metà sarà trasformata e aperta alla città: musei, spazi espositivi, sale per convegni e concerti, un bistrot, un ristorante e un po’ di spazi alla zona “direzionale” per gli uffici.

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IL BANDO
Al migliore dei progettisti che vorranno misurarsi con il progetto di fattibilità tecnica ed economica, è garantito un premio da 470 mila euro e, in una seconda fase, al vincitore verranno affidate anche l’elaborazione dei successivi livelli di progettazione, le indagini integrative e la direzione dei lavori. «Invitalia è da sempre attenta al patrimonio culturale del nostro Paese e, in particolare, di quello del Mezzogiorno – ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - Con il concorso di progettazione per la riqualificazione del complesso di Santa Maria del Popolo degli Incurabili sarà restituita al territorio una nuova struttura socio-sanitaria ed ai cittadini, non solo napoletani, una straordinaria testimonianza di altissimo valore artistico, storico e monumentale».

LE RICHIESTE
Il volume degli allegati al bando per la progettazione è immenso. Il documento portante è un tomo di 285 pagine realizzato dalla Asl Napoli 1 che contiene il “quadro esigenziale”, cioè le richieste sull’utilizzo degli spazi ed è anche un documento di “indirizzo alla progettazione” per consentire a chi vorrà cimentarsi con il disegno del futuro ospedale degli Incurabili di sapere che nessun elemento architettonico storico può essere modificato (ovviamente) e che ogni spazio deve avere una propria destinazione, anche differente rispetto al passato.

IL TURISMO
Della parte ospedaliera, alla quale viene dedicata attenzione massima da parte dell’Asl, diremo fra poco. Spieghiamo, innanzitutto, che per gli Incurabili s’è deciso di virare in maniera diretta verso l’accoglienza e il turismo. Da sempre metà di visitatori per l’antica Farmacia, unica e meravigliosa, e per il museo delle arti sanitarie generosamente portato avanti dall’associazione “Il Faro di Ippocrate” con il professor Rispoli in prima linea, d’ora in poi una immensa porzione della struttura degli Incurabili sarà dedicata all’accoglienza di turisti e appassionati. 
La metà degli spazi disponibili, circa novemila metri quadri, saranno destinati ad ospitare percorsi e spazi espositivi, laboratori museali, biblioteche e sale studio. Poi, secondo le richieste ai progettisti, dovranno esserci adeguati spazi per sale convegni, sale concerti, ambienti amministrativi.  L’ex convento delle “Convertite” sarà dotato di spazi per l’accoglienza e le attività didattiche, l’ampio atrio centrale, al quale si accede dallo scalone monumentale, ospiterà un’esposizione permanente di opere pittoriche e di sculture; la Cappella dei Bianchi sarà a disposizione per mostre d’arte temporanee. Gli spazi aperti come La corte monumentale, l’orto medico e il chiostro di Santa Maria delle grazie saranno utilizzati per eventi all’aperto. Infine all’interno della struttura degli Incurabili dovranno essere previsti anche un book shop, una caffetteria, un ristorante e, naturalmente, una biglietteria.

L’OSPEDALE
I malati troveranno ampio e rinnovato spazio agli Incurabili. Anche se in strutture più agili e “dedicate”, rispetto al passato. Sono previsti tre moduli da dodici posti letto ciascuno per la riabilitazione (cardiologica, neurologica, fisico-motoria), ci saranno 20 letti per lungodegenti dimessi da altre strutture dopo fasi acute di malattie, 20 posti destinati ad “ospedale di comunità”, per accogliere le emergenze del territorio circostante. Altri venti letti saranno destinati al centro semiresidenziale diurno Alzheimer e Demenze con attività di riabilitazione cognitiva. Resteranno gli ambulatori polispecialistici, ci sarà sempre spazio destinato a diagnostica per immagini e laboratori per i prelievi. Sarà allestito anche un “giardino terapeutico” a disposizione dei pazienti. Ovviamente sono previste nette separazioni fra la parte ospedaliera e quella turistico/museale degli Incurabili: non avverrà mai che un visitatore possa trovarsi, per errore, fra le corsie del nosocomio.

LE ABITAZIONI
Fino al giorno dell’evacuazione per motivi statici, all’interno dell’ospedale esistevano decine di alloggi civili che erano ceduti in fitto. Quelle strutture non sono previste nella nuova vita degli Incurabili. Lì dentro non ci saranno più panni stesi né odori di cucina. Tornerà ad essere un luogo di accoglienza per i malati, come volle Maria Longo, ma si aprirà anche alla storia e alla cultura.

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA