Daniela, il salto nel vuoto all'Università: tra un mese avrebbe perso gli esami

Sabato 25 Gennaio 2020 di Petronilla Carillo

Inviata a Fisciano

Ai genitori aveva detto di voler andare a trovare delle amiche che ancora studiavano all’Università di Fisciano. Nella realtà Daniela Piscione, 30 anni, non aveva amiche all’Ateneo. Probabilmente era partita da Centola con la chiara intenzione di togliersi la vita. Cosa le sarà passato per la testa, nelle sue ultime ore, nessuno lo saprà mai. L’unica certezza - riferita proprio dai suoi genitori ai poliziotti in servizio presso l’Ateneo - è che quel luogo le era rimasto nel cuore e, spesso, prendeva il treno per recarsi a Fisciano. Come ieri mattina. È stato il padre ad accompagnarla alla stazione di Centola-Palinuro. Una volta arrivata a Salerno, ha preso il bus per l’Università. Appena scesa dal pullman, poco prima delle 11, Daniela ha attraversato con determinazione la strada, è salita al quarto piano del parcheggio e si è lanciata nel vuoto.

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Una drammatica sequenza di atti che vengono anche ripresi - in buona parte - dalle telecamere di sicurezza della struttura. Daniela è morta sul colpo. Il suo corpo è prima sbalzato sopra una pensilina e poi è caduto violentemente a terra. A rendere ancora più veloce la caduta, secondo i poliziotti della Scientifica che hanno eseguito i rilievi del caso, sarebbe stata proprio la sua robusta costituzione. Alcuni ragazzi l’hanno vista cadere e hanno subito allertato il 118, poi la polizia. Ma i soccorsi sono stati inutili: Daniela è morta sul colpo battendo la testa. E, per un macabro gioco del destino, è morta a distanza di cinque metri dal punto in cui fu ritrovato senza vita un altro giovane studente, Ayoub Namiri, di origine marocchina, 21 anni, lanciatosi dallo stesso piano del parcheggio il 7 dicembre del 2017. Daniela è la terza ragazza suicida all’Università. Cinque i casi registrati, per due giovani - però - il destino ha voluto che le cose andassero diversamente e si sono salvati.

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Daniela è morta a 30 anni. Dal 2012 non era più una studentessa dell’Ateneo di Fisciano. Non aveva più rinnovato la sua iscrizione a Medicina a causa di alcuni problemi di salute. Era giunta a Fisciano con un passaggio dall’Università di Bologna, dopo due esami aveva lasciato. Introversa, con una sofferenza psicologica che curava con dei medicinali, anche a Centola usciva raramente. Poco socievole e poco social, i poliziotti le hanno trovato in tasca un cellulare di vecchia generazione: nessun account facebook, tanto meno su instagram o linkedin. I genitori speravano che avrebbe ripreso gli studi: il prossimo mese sarebbero scaduti gli otto anni entro i quali avrebbero potuto congelare gli esami sostenuti e riprendere gli studi. Avrebbe dovuto pagare le tasse dal 2012 al 2020 ma, per i genitori, questo non era un problema. In passato aveva già tentato una volta di suicidarsi, già una volta era stata salvata. Perché abbia scelto l’Università, al momento resta un mistero. Tra i soccorritori anche il cappellano dell’Ateneo, don Enzo Serpe, che ha benedetto il suo corpo e accolto personalmente i genitori e la sorella al loro arrivo a Fisciano.

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Cinque i casi tra suicidi e tentati suicidi di studenti iscritti nelle diverse facoltà dell’Ateneo. «Un dolore immenso» ha commentato il rettore Vincenzo Loia. E tutti avvenuti nell’arco degli ultimi due anni. Ad aprire la drammatica sequenza di morti Gianluca C., gli inquirenti non hanno mai voluto rendere noto il suo cognome. Era iscritto alla facoltà di Ingegneria informatica e si lanciò dalla tromba delle scale della Biblioteca scientifica. Un suicidio che resta, come tanti, senza un perché: prima di recarsi all’ Università aveva fatto una visita medico specialistica, di routine, per un disturbo dislessico. E non era andata male. Poco prima delle 15, poi, il lancio mortale.

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Il 7 dicembre dello stesso anno a perdere la vita fu, appunto, il 21enne marocchino, lanciatosi dallo stesso multipiano di Daniela: era iscritto a Matematica e poco prima aveva avuto un violento litigio con la fidanzata alla quale aveva anche dato uno schiaffo. Terzo suicidio il 1 maggio del 2019: Eva Della Calce aveva solo 25 anni, si uccise - morì in ospedale dopo qualche giorno di agonia - con tre coltellate, due all’addome ed uno alla gola. Si sarebbe laureata a breve in Medicina. Anche in questo caso un gesto inspiegabile. È andata invece meglio ad un ventenne greco che il 2 maggio del 2018 legò la cinghia dell’accappatoio alla ringhiera della sua residenza universitaria e tentò di lanciarsi nel vuoto, voleva impiccarsi ma la stoffa non resse e lui cadde, procurandosi solo delle gravi ferite. Il 15 novembre dello stesso anno una studentessa valdianese di vent’anni, mentre era con delle sue amiche in una residenza del Campus, è precipitata dal balcone: si è salvata ma è ancora giallo su quanto accaduto in quella casa e su cosa sia realmente accaduto.

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«È un momento tragico. Daniela la sentiamo ancora come una nostra studentessa» commenta il rettore Loia e aggiunge: «Non è questo il momento di parlare di lei, ci sono ancora delle attività di acquisizione di elementi investigativi ma è il momento per ricordare che i giovani vengono qui non solo per imparare cosa fare del loro futuro ma per vivere. Ci consegnano una grandissima responsabilità che è quella di accompagnarli nel percorso di crescita. Non dobbiamo solo trasformarli in professionisti ma dobbiamo accompagnarli in un percorso di vita: abbiamo sempre dato importanza a questo momento di crescita». Quindi spiega: «C’è stato un corto circuito incredibile: proprio martedì prossimo avremmo portato in Senato la proposta di istituire tre nuove figure professionali con profilo di supporto psicologico. Era previsto già da tempo ben consapevoli di quanto sia fondamentale per l’Università supportare anche questo tipo di evento con responsabilità e la ferma decisione di raccogliere questo tipo di disagio. Il nostro campus è come una città con tutti gli aspetti positivi ma anche con tutte la problematiche. Quindi istiuiremo un Osservatorio di Ateneo con tutte le parti sociali per studiare e monitorare tutto ciò che accade e dare ulteriori risposte su cui il rettore conferma il massimo impegno. Osserveremo un minuto di silenzio per Daniela lunedì a rirpesa delle lezioni».
 

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA