La lontra torna nel Parco Nazionale d'Abruzzo dopo 40 anni

di Remo Sabatini

Dopo 40 anni di assenza, la lontra torna ad abitare il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e ha ricolonizzato il fiume Sangro, dove si ciba di pesci, anfibi e, occasionalmente, piccoli uccelli. La buona notizia è stata annunciata dall’Ente Parco, dopo l’accertamento della sua presenza a seguito della Ricerca di due studiosi. “Nelle settimane scorse, riporta il comunicato ufficiale del Parco, la dr.ssa Laura Lerone e il dr. Simone Giovacchini, ricercatori dell’Università del Molise autorizzati ad effettuare monitoraggi sulla lontra, hanno comunicato al Servizio Scientifico di aver trovato, lungo alcuni tratti del Sangro, entro i confini del Parco, i tipici segni di marcatura della specie”. Così, una volta trovati gli escrementi (inconfondibili) dell’animale, è stato possibile accertare la sua rinnovata e quanto mai gradita presenza che si era fatta attendere quasi mezzo secolo. “La presenza certa, della lontra, ha commentato il presidente del PNALM Antonio Carrara, che è tornata a frequentare il territorio dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione, è una notizia splendida che va a sommarsi a quella della nuova stazione di gambero di fiume lungo il Sangro. Le presenze rilevate, ha concluso, impegnano il Parco ad un lavoro più intenso per migliorare le condizioni dell’habitat del fiume”. La lontra passa la maggior parte del suo tempo in acqua. Molto rara, è un mammifero che può arrivare a pesare 12 kg con una lunghezza massima di un metro. Dal tipico corpo allungato ricoperto da una folta pelliccia, ha i piedi palmati, coda larga e schiacciata in punta. Presente in molte aree umide del Paese, seppure con piccole popolazioni.
Venerdì 24 Agosto 2018, 15:42 - Ultimo aggiornamento: 24-08-2018 15:45
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