L'Albero della Buona Idea, il ricordo della vittima innocente di camorra Attilio Romanò

Lunedì 18 Gennaio 2016
Pubblichiamo l'introduzione dell'autrice Valeria Verolino al libro “L'Albero della Buona Idea”, con le illustrazioni grafiche di Violante Varriale, dedicato ad Attilio Romanò, vittima innocente di camorra, ucciso il 24 gennaio 2005.


Attilio era una mio collega, era un mio amico. Nel 1999 siamo stati assunti insieme nel call center di una neonata azienda di telecomunicazioni, la “WIND”, un anno dopo, il 14 Marzo 2000, grazie alle sue qualità di ottimo organizzatore, Attilio fu subito promosso a capo di un gruppo, diventandone, in gergo aziendale, Team Leader. Eravamo amici, ridevamo, pensavamo, sognavamo e ci scambiavano opinioni sulle nostre vite e sul nostro autore preferito di quel periodo, Richard Bach. Attilio era smanioso, voleva crescere, voleva volare alto, la Wind non era abbastanza, aveva una marea di sogni e desideri, come tutti noi, lui però, invece di sognare soltanto iniziò dopo poco a concretizzarli i suoi sogni e a pensare di crearsi qualcosa di suo, contando solo sulle sue forze.

Il 16 Dicembre del 2000 inaugura il negozio di telefonia “Mediatel” in Via Napoli-Capodimonte. Nel desiderio di costruirsi una famiglia tutta sua, il 24 Settembre 2004 sposa Natalina, la sua fidanzata di sempre, conosciuta quando aveva soli 16 anni: appena 4 mesi dopo, la sua giovane vita e la sua promettente carriera vengono offese da mani ottuse, assassine e schiave di una spietata faida di camorra che lascia sul terreno indistintamente criminali e vittime innocenti. E’ il 24 Gennaio del 2005, un tranquillo lunedì: Attilio è nel suo negozio, pronto a chiudere di lì a poco, per poi prendere la macchina e, come tutti i giorni, venire a fare il suo turno di lavoro in Wind, “a gestire le sue risorse”, quando la sua vita terrena termina. Il suo corpo lascia le persone care, gli amici di sempre, la sua città così amata, Napoli, da sempre difesa ad ogni costo: la sua anima resta per sempre, ricorre tra i pensieri e i ricordi dei familiari, dei conoscenti, dei colleghi che piangono e ricordano “Attila”, il loro “gigante buono”, il poliedrico ‘multiuso’ che non sa mai dire di no, il mediatore delle riunioni turbolente, l’amico sempre “per caso” di strada, ovunque si vada e si abbia bisogno di un passaggio. Attilio aveva l'abitudine, ogni anno, l'8 marzo, di portare un rametto di mimosa a tutte noi sue colleghe.... da quando è stato ucciso, la mamma, la signora Rita, ogni 8 marzo ripete il suo gesto, portando nel nostro ufficio una ventata di giallo. Mimose morbide e profumate che evocano le sue risate, i suoi sguardi sornioni. Per un giorno Attilio torna tra noi. Nel suo ricordo abbiamo piantato un albero di mimose proprio nel giardino sotto il nostro ufficio, davanti all'ingresso principale. Si chiama l'albero della Buona Idea perché Attilio aveva sempre una buona idea e gli piaceva rispondere ogni volta che poteva con questa frase....Buona idea!!!!

Queste pagine sono nate quasi per caso. Ogni giorno, col sole, la pioggia o il vento, passo sotto il suo albero e immaginando, forse sperando, che mi senta, lo saluto e gli parlo. Dai nostri dialoghi nasce l’idea di mettere su carta i miei e i suoi “probabili ed improbabili” pensieri. Ringrazio la famiglia Romanò, mamma Rita, Maria e Natalina per avermi dato accesso ai loro ricordi. Il racconto pian piano ha così preso forma intrecciando la storia di Attilio a quella delle altre vittime innocenti di criminalità, Alberto, Silvia, Paolino e purtroppo tanti altri che negli anni sono stati vittime di spietate uccisioni. Uomini e donne i cui familiari, attraverso l’incontro con LIBERA, Associazione Nomi e Numeri contro le mafie, con cui io da tempo collaboro, si sono stretti e fatti forza l’un l’altro accomunati dal dolore e dalla voglia di non far dimenticare, per non rendere vane le morti dei loro cari. Le illustrazioni di questo libro nascono da un incontro fortunato con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con la quale da tempo LIBERA intreccia progetti ed iniziative nel suo percorso di memoria e di impegno. La Fondazione Pol.i.s., strumento operativo della Regione Campania per il sostegno alle vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, ha reso possibile questo connubio, organizzando un concorso al quale Violante Varriale ha partecipato con entusiasmo e grande sensibilità, vincendo una borsa di studio e realizzando delle bellissime illustrazioni che rendono le mie parole cariche di vita. Questo è il risultato, un racconto semplice che ho scritto ispirandomi alla forza dell'amicizia, della famiglia e dell’amore in cui si continua a credere che la morte non sia la fine di tutto e che, soprattutto, certe morti non devono essere dimenticate ma lasciare un segno per educare e crescere degli uomini e delle donne migliori, perché un altro mondo è possibile sempre e comunque.

Valeria Verolino
Autrice libro “L'Albero della Buona Idea”, in memoria di Attilio Romanò, ucciso il 24 gennaio 2005 © RIPRODUZIONE RISERVATA