«La Medaglia d'Oro al Valor Civile
a mio fratello, eroe per caso»

di Elisa Farinaro *

«Con generoso slancio, libero dal servizio, interveniva presso un bar in aiuto di un'amica, oggetto di aggressioni verbali da parte di due giovani. Giunto sul posto, sebbene i due si fossero già allontanati, decideva, in quanto conoscitore del tessuto criminoso locale, di rimanere in zona presagendo un loro possibile ritorno, che di lì a poco si verificava, mettendo in atto un comportamento aggressivo e violento nei confronti di due ragazze. Si qualificava e invitava i due molestatori ad allontanarsi, ma, dopo essere andati via, uno di loro tornava indietro e ne scaturiva un diverbio degenerato ben presto in una violenta colluttazione, nel corso della quale il malvivente lo feriva gravemente al collo con un coltello e per le lesioni riportate perdeva tragicamente la vita. Splendido esempio di eccezionale altruismo e di straordinario coraggio, spinti fino all'estremo sacrificio».

Con questa motivazione, Salvatore Farinaro, mio fratello, agente scelto della Polizia di Stato, originario di Cimitile, nel Nolano, e ucciso all'età di 29 anni a Rho (Milano) il 24 febbraio 2010, è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Civile.

La consegna della medaglia è avvenuta lo scorso 10 aprile a Roma, in occasione della Festa della Polizia. A ritirare il riconoscimento è stata nostra madre Rosalba Prevete, ricevuta in privato per brevi ma intensi colloqui prima dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale e poi dal Capo della Polizia Franco Gabrielli al Sacrario.

Salvatore non voleva essere un eroe. Era un ragazzo semplice, senza grilli per la testa. Un giovane che credeva nei valori dell'amore, della solidarietà, della prossimità, della giustizia. Gli stessi ideali che sono alla base di questa significativa onorificenza e che mi portano ad affermare che Salvatore continua a vivere. Da quella terribile sera di otto anni fa, nulla è stato più come prima. Ma allo sgomento, al senso di vuoto e di smarrimento, all'impossibilità di trovare un “perché” a un'azione così ingiusta e inspiegabile, la nostra famiglia ha voluto reagire coltivando con gesti concreti i valori che avevano animato la breve ma ricca esistenza di Salvatore. La nostra risposta alla violenza è stata la solidarietà, l'affetto sincero e disinteressato nei confronti dei più deboli. In questi anni, abbiamo contribuito alla costruzione di un pozzo d'acqua e di una scuola in Madagascar, a beneficio dei bambini di Manina Consiglio, di cui Salvatore amava parlare e che desiderava aiutare in maniera concreta. Un'aula di questa stessa scuola porta il suo nome. Da sette anni fa parte della nostra famiglia Rassel, un dolce bambino che, anche grazie alla nostra adozione, sta compiendo con profitto il suo percorso scolastico. Siamo riusciti a far realizzare un intervento chirurgico a favore di una bimba vietnamita con labbro leporino. Da quattro anni siamo soci dell'associazione Save The Children. Abbiamo offerto pranzi e donato condizionatori a 150 senzatetto della Diocesi di Nola, per evitare che persone meno fortunate patissero il rigido freddo invernale. Per questo diciamo con forza che Salvatore continua a vivere. Continua a vivere negli occhi speranzosi dei bambini del Madagascar. Continua a vivere nel sorriso del piccolo Rassel e dei tanti bambini sostenuti dall'associazione Save The Children. Continua a vivere nel posto di polizia ferroviaria della stazione di Rho, che nel 2012 è stato intitolato alla sua memoria. Continua a vivere attraverso la mostra Noninvano, promossa dalla Fondazione Polis, insieme a Libera e al Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Continua a vivere nel ricordo dell'Associazione Vittime del Dovere. Continua a vivere, perché i suoi valori e i suoi principi sono veicolati dall'impegno di noi familiari e di chi crede nella legalità e nella giustizia.

* Sorella di Salvatore Farinaro, Medaglia d'Oro al Valor Civile
Lunedì 16 Aprile 2018, 10:20
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