Perché papà vive ancora
17 anni dopo il suo omicidio

di Gennaro Del Prete *

Quando penso a quel 18 febbraio di 17 anni fa, mi rendo conto di quanto il tempo sembra essersi fermato. Provo lo stesso dolore, lo stesso senso di solitudine nel cuore. Faceva freddo tanti anni fa, e fa freddo anche quest’anno. Ero un ragazzo, ed oggi sono un uomo, che si alimenta degli occhi della gente, degli occhi dei bambini, che ascoltano la storia di mio padre, degli occhi dei detenuti a cui ho teso la mia mano, e li ho accompagnati verso la strada della legalità. A distanza di 17 anni mio padre continua a vivere; chi lo uccise in questo ha fallito, poiché i morti sono coloro i quali vengono dimenticati.

Non può essere dimenticata la storia di un uomo semplice, che da solo ha rotto il muro dell’omertà, recuperando quel concetto di normalità, di cui tanto la nostra terra ha bisogno. La grandezza delle azioni di mio padre si alligna e prolifera proprio nella sua genuinità, semplicità, ordinarietà. Ha fatto il suo dovere e per questo è stato ucciso; i cittadini devono rendersi conto che sono responsabili dell’andamento democratico della Nazione; ognuno di noi deve fare il proprio dovere, nessuno escluso. Se mio padre avesse delegato alla responsabilità altrui l'affrontare il potere della criminalità, se avesse abbassato la testa, forse sarebbe ancora vivo, ma sarebbe stato uno schiavo per tutta la vita. Egli non poteva rinunciare alla sua dignità di essere uomo. Allora mi chiedo: vogliamo continuare ad essere spettatori o agenti di cambiamento della nostra vita? Vogliamo autodeterminarci, facendo nostri i valori quali la dignità, la libertà, la giustizia sociale, o vogliamo rimanere schiavi per tutta la vita? Schiavi dei sistemi politici corrotti, schiavi dei sistemi criminali, schiavi.

Se Martin Luther King urlava al mondo i diritti civili del popolo nero davanti ai bianchi, io urlo al mondo il nome di Federico del Prete, il nome di mio padre, affinché i diritti dei cittadini, i diritti della mia gente, non vengano più calpestati dal malaffare, dalla mala politica, dal crimine organizzato. Ti amo papà, tuo figlio Gennaro.

* figlio di Federico Del Prete, ucciso dalla camorra il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe

 
Lunedì 18 Febbraio 2019, 08:00
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