GIUSEPPE CONTE

Elezioni regionali, Casaleggio prova a trattare ma sulle alleanze è isolato

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Marco Conti
Elezioni regionali, Casaleggio prova a trattare ma sulle alleanze è isolato

Ognuno ci prova. Se non altro per non essere poi additato come il responsabile della sconfitta. E così anche Giuseppe Conte ci mette del suo rinnovando l'appello all'intesa M5S-Pd alle elezioni regionali di fine settembre e Davide Casaleggio lascia Milano per incontrare a palazzo Chigi il presidente del Consiglio, che spinge per l'intesa insieme all'ala governista dei 5S. Davide Casaleggio, che la sera prima ha cenato con Alessandro Di Battista e oggi incontrerà Luigi Di Maio reduce da una trasferta in Bulgaria, nel Movimento ha ormai un peso relativo dimostrato dalle continue defezioni dei parlamentari grillini all'obbligo di versamento all'associazione Rousseau.

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LA TRADIZIONE
«Abbiamo parlato di tutto, anche di questo», ha sostenuto il figlio del fondatore del Movimento confermando che il tema delle elezioni regionali di settembre ha occupato parte delle tre ore, ma che alla fine i due hanno parlato anche di altro. Il quadro delle alleanze - in vista del voto regionale - fatica a comporsi in Puglia, Marche e Liguria. Tre regioni che faranno la differenza, mentre in Toscana, Veneto e Campania gli uscenti non dovrebbero incontrare problemi. Anche se Conte, parlando di regionali a margine della conferenza stampa sul decreto semplificazioni, prova a tenersi a distanza, i rischi per il governo si moltiplicano e, come è ormai tradizione, le elezioni regionali rischiano di rappresentare un momento di svolta per l'esecutivo.

L'ASSE DEM
Di questo Conte ha parlato a lungo nei giorni scorsi con il segretario del Pd Nicola Zingaretti il quale, al pari di Conte, inizia a scorgere i primi e pesanti malumori nel Pd per un'alleanza con i grillini che non riesce a decollare. Le regionali rappresentano un test, ma il timore di Conte è quello di ripetere il flop umbro. E' per questo che farà di tutto per tenersi alla larga della campagna elettorale, anche se le ricadute ci saranno e in caso di sconfitta è scontata la richiesta di elezioni anticipate da parte di Lega e FdI. Richiesta che rischia di saldarsi al taglio dei parlamentari e alla crisi economica che in autunno si annuncia molto pesante.

Beppe Grillo, che lo scorso agosto spinse per la rottura con la Lega e l'intesa con il Pd, di fatto è tornato a guidare il Movimento ed è in contatto quasi quotidiano con il premier Conte, e in ottimi rapporti con il segretario del Pd Zingaretti. L'intesa con il Pd alle regionali, è quindi per Grillo importante per sostenere il governo. Anche se nel Movimento non tutti la pensano allo stesso modo e molti sono i nostalgici dell'alleanza con la Lega, il peso che ha il Garante nel Movimento è riuscito a smuovere anche il figlio del fondatore che, arrivato a Roma, ha prima incontrato l'ala movimentista dei 5S cenando in un ristorante di Testaccio con Alessandro Di Battista, Enrico Dettori e Enrica Sabatini.

INTENZIONI
Ma più delle intese per le regionali, a Casaleggio interessava conoscere le intenzioni di Conte in merito alla possibile nascita di un partito dell'avvocato del popolo. Conte ha smentito ogni intenzione. Anzi, si è dato disponibile con Casaleggio junior, a dare una mano al Movimento. Di alleanza «strutturale» con il Pd non si sarebbe parlato. Anche se Grillo è convinto che non vi siano alternative all'intesa con il partito che fino a qualche mese fa definiva il Pd, meno elle. Un ragionamento che ieri è risuonato nelle parole di Conte: «Come presidente del Consiglio che porta avanti un progetto politico stiamo facendo digitalizzazione, Italia più verde: non si realizza con forze politiche qualsiasi intercambiabili e io confido che tutti i nostri compagni di viaggio possano, anche nelle occasioni territoriali, dare continuità a questo progetto». Pur ripetendo di non voler interferire nella scelta dei territori, il messaggio è chiaro. Resta però da capire se l'ala movimentista dei 5S contribuirà al progetto di Grillo, o cercherà di mettersi di traverso rischiando però anche la caduta del governo.

LA REAZIONE
Il tour romano del giovane Casaleggio, ha comunque suscitato polemiche nel M5S, anche perchè - forse - la tassa Rousseau inizia a pesare, così come le attività imprenditoriali e le consulenze della Casaleggio che sono aumentate a dismisura negli ultimi due anni. La domanda «a che titolo Casaleggio è salito a palazzo Chigi», riecheggiava ieri molte considerazioni di parlamentari grillini che temono la sconfitta e elettorale e, soprattutto, la reazione in casa dem. Di contro l'ala movimentista imputa a Conte «un'inaccettabile intromissione» che costringe il premier a precisare da Lisbona: «Nessuna intenzione di tirare per la giacchetta il M5S».
Dietro pressione del segretario del Pd, Conte si è quindi mosso e, seppur tra molte cautele, spinge pur nella consapevolezza che non basta un'indicazione nazionale per convincere i meet-up locali che alcune alleanze le rifiutano e le contestano da anni. Niente forzature, quindi, anche per evitare che si arrivi magari ad un'intesa che poi l'elettore rifiuta nell'urna. Come è accaduto lo scorso anno in Umbria.
 

Ultimo aggiornamento: 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA