Elezioni a Roma, asse tra i quattro candidati: «Subito i poteri per la Capitale»

Venerdì 27 Agosto 2021 di Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico
Roma, asse tra i quattro candidati: «Subito i poteri per Roma»

Litigano su quasi tutto, ma non sul fatto che Roma deve avere i poteri speciali, come tutte le grandi capitali. La sindaca uscente Virginia Raggi e gli sfidanti Roberto Gualtieri, Carlo Calenda ed Enrico Michetti alzano il pressing sul Parlamento, perché venga finalmente approvata la legge costituzionale per la Capitale, dopo quarant’anni di discussioni infinite, polemiche e leggi monche. Stavolta forse ci siamo: la svolta è in una proposta di riforma costituzionale concordata sull’asse tra il ministro delle Attività regionali, Mariastella Gelmini, e la commissione Affari costituzionali. L’obiettivo è arrivare al via libera in prima lettura all’inizio del 2022. I candidati sindaco ci sperano. Anche perché in futuro si ritroverebbero con il potere di approvare leggi equiparate a quelle statali, come i governatori delle Regioni. E potrebbero rivolgersi alla Corte Costituzionale, se si sentissero scavalcati sulle proprie competenze. E poi otterrebbero più fondi per le attività ordinarie e accederebbero direttamente ai fondi Ue.

 

 

Per Virginia Raggi, «il progetto di legge per riconoscere a Roma uno status equiparabile a quello di una Regione va nella giusta direzione: in questo modo la Capitale avrebbe strumenti più efficaci, eliminando le sovrapposizioni di competenze e accedendo direttamente ai fondi nazionali senza passaggi intermedi». La prossima sfida, dice la grillina, «è semplificare le procedure e gli appalti, per far partire velocemente i cantieri e dare servizi efficienti ai cittadini. Così potremo essere pronti per gli appuntamenti che ci attendono, dal Giubileo 2025 a Expo 2030».

Roberto Gualtieri, che corre per il centrosinistra, spera in una «consiliatura costituente, per dare a Roma strumenti di governo adeguati ad una grande Capitale». L’ex ministro dell’Economia dice di «condividere l’ipotesi di attribuire una potestà legislativa autonoma a Roma, evitando sovrapposizioni e conflitti con la Regione. Il sindaco di Roma deve svolgere una funzione strategica per le grandi politiche di sviluppo, la pianificazione urbanistica e la programmazione delle risorse finanziarie, dialogando con Stato, Regione e Ue».

Enrico Michetti, l’avvocato in pista per il centrodestra, è convinto che «al di là della soluzione legislativa, Roma debba avere strumenti adeguati alle funzioni e al ruolo centrale che è chiamata a svolgere, esattamente come accade in tutte le grandi Capitali europee. Il Campidoglio con più poteri, più risorse e più autonomia faciliterà e accelererà i processi di risoluzione delle criticità». Michetti spinge per un «decentramento amministrativo», con «nuovi compiti ai 15 municipi», adeguatamente rimpolpati di personale e risorse. 

Per Carlo Calenda, candidato di Azione e renziani, «Roma deve certamente diventare una regione con poteri speciali, ma per risolvere il problema del ciclo dei rifiuti, per esempio, le altre città non hanno bisogno di questi poteri. Azione sosterrà tutte le proposte utili, ma non facciamo finta che non si possa far nulla. Prima di avere la legge costituzionale ci vogliono anni, ma non servono poteri speciali per rifiuti o per le metropolitane: ci vuole capacità di gestione». Molti poteri, è convinto l’ex ministro dello Sviluppo, «sono delegabili oggi da Regione e Stato, grazie a norme già presenti».

 

In Commissione

Intanto alla Camera, precisamente in commissione Affari costituzionali, si lavora per rafforzare l’intesa politica tra i diversi partiti e accelerare l’iter per la riforma. «Un’intesa - nota Roberto Morassut (Pd) - nata tre anni fa con l’Osservatorio parlamentare di Roma Capitale, dove trasversalmente ci siamo confrontati su soluzioni e problemi». In commissione, l’8 settembre, i relatori Annagrazia Calabria (FI), Stefano Ceccanti (Pd) e Francesco Silvestri (M5S) unificheranno i testi già depositati per produrre una proposta di legge costituzionale e una di natura ordinaria. Entrambe, con alcune modifiche, ricalcheranno il lavoro dei giuristi guidati da Francesco Saverio Marini su input della Gelmini: cambiare l’articolo 114 della Costituzione e conferire a Roma alcune potestà regionali per poi attribuirsi i poteri dei governatori. Calabria nota che «l’intesa deve sfruttare l’ampissima maggioranza di governo». Dal fronte M5S, il presidente della Commissione, Giuseppe Brescia, prima saluta «la risposta positiva dei candidati sindaco di Roma»; quindi lega il clima favorevole anche al fatto che i relatori «presenteranno testi sostenuti dal più ampio numero di gruppi, sia per una nuova legge costituzionale sia per un rafforzamento dei poteri in via ordinaria». La leghista Sara De Angelis ricorda «i tantissimi incontri informali fuori dalla Commissione. Si è creato un’ottima intesa, senza guardare il colore politico». 
 

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