Abruzzo, arrivano altri 35 migranti: anche una torre faro per impedire le fughe

Domenica 2 Agosto 2020 di Stefano Dascoli
Mentre si sono svolte regolarmente le operazioni di arrivo del contingente da duecento persone partito da Porte Empedocle, la novità delle ultime ore è che l'Abruzzo si appresta ad accogliere altri 35 migranti: 20 destinati al Teramano, probabilmente a Roseto degli Abruzzi, e 15 nel Chietino. L’arrivo è previsto nei prossimi giorni. La notizia, destinata a sollevare ulteriori polemiche, è emersa solo ieri, giorno in cui, con qualche ora di ritardo rispetto al previsto a causa della complessità delle procedure per la partenza dalla Sicilia, i primi duecento migranti hanno fatto ingresso in regione, senza particolari criticità se non per le tensioni, politiche e nella cittadinanza, che l’approdo ha generato. Otto pullman sono serviti per trasferire i migranti: 35 nella Marsica (venti a Civita d’Antino e 15 a Canistro), 15 in una struttura di Pettino, quartiere dell’Aquila, 50 a Moscufo nel Pescarese e altrettanti a Gissi (Vastese) e a Civitella del Tronto, provincia di Teramo.

A quanto hanno comunicato le Prefetture, tutti sono stati sottoposti a test per il coronavirus prima della partenza: 50 a tampone, 150 al sierologico. Nessun controllo ha dato esito positivo, ma è chiaro che localmente le Asl si sono impegnate a nuove verifiche più approfondite in tempi celeri. Le maggiori preoccupazioni, infatti, sono quelle legate a rischi per il contagio da Covid-19 e a quelli per possibili fughe, come già accaduto a Turrivalignani, nel Pescarese. Per questa ragione tutti i migranti, indistintamente, dovranno rispettare la quarantena obbligatoria di quattordici giorni.

Il caso più spinoso è quello di Moscufo dove il sindaco, Claudio De Collibus, con il sostegno del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, si è dichiarato immediatamente contrario. A Moscufo i migranti sono arrivati prima delle 7 nel Cas, il Centro di accoglienza straordinaria di via Cristoforo Colombo. D’accordo con il neo prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo, la struttura sarà presidiata da dieci unità delle forze dell’ordine, giorno e notte. Dopo le proteste dei giorni scorsi, il primo cittadino - che ieri si è recato di persona al Cas per verificare la situazione - ha ottenuto una sorta di “sconto”: a Moscufo sono arrivate solo famiglie, alcune con bambini. «Questo ci fa stare un po’ più tranquilli - ha detto De Collibus - ma restiamo vigili».

In ogni caso per scongiurare possibili tentativi di fuga nelle campagne circostanti, l’edificio verrà illuminato da una torre faro portatile messa a disposizione dalla Protezione civile. Tutte misure, queste, decise nel corso del vertice operativo in Prefettura che ha preceduto l’arrivo. L’Asl di Pescara si è impegnata a effettuare i tamponi già a partire da domani. Stessa cosa hanno fatto le aziende sanitarie delle altre province. All’Aquila quindici migranti sono stati ospitati in una struttura a disposizione della Prefettura individuata nel quartiere di Pettino. Anche in questo caso, seppur in maniera meno evidente, ci sarà un monitoraggio costante ed efficace per assicurare i controlli del caso. Da capire cosa accadrà nei prossimi giorni: la Lega, infatti, ha annunciato una protesta in ognuno dei luoghi coinvolti dall’arrivo degli stranieri. Ultimo aggiornamento: 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA