Omicidio Daita, Cassazione rigetta ricorso: 8 anni e mezzo di carcere per D'Onofrio

Martedì 19 Ottobre 2021
Omicidio Daita, Cassazione rigetta ricorso: 8 anni e mezzo di carcere per D'Onofrio

La 5^ Sezione della Corte di Cassazione ha rigettato oggi il ricorso, e dunque diventa definitiva la sentenza di condanna a 8 anni e sei mesi di reclusione della  Corte d'Assise d'Appello  dell'Aquila, nei confronti di  Emanuele D'Onofrio, il 28enne di Chieti accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Simone Daita, che aveva 53 anni, pure di Chieti. In primo grado D'Onofrio era stato condannato a 13 anni di reclusione dal Tribunale di Chieti, pena poi ridota in Appello. I fatti che portarono alla morte di Daita si verificarono la sera del 28 febbraio del 2015 davanti a un bar in piazza Vico, nel centro di Chieti: D'Onofrio avrebbe reagito a un pugno al mento sferratogli da Daita, che quela sera era ubriaco, colpendolo almeno un paio di volte con altrettanti pugni. L'uomo a causa delle lesioni subite entrò in uno stato di coma dal quale non si è ripreso più e dopo un anno morì in ospedale a Pescara dove era ricoverato. La difesa di D'Onofrio, rappresentata dall'avvocato Roberto Di Loreto, anche in Cassazione ha sostenuto che si sia trattato di legittima difesa da parte di D'Onofrio che ora rischia di finire in carcere per scontare la pena. Le parti civili oggi in Cassazione erano rappresentate dall'avvocato Mauro Faiulli anche in sostituzione dell'avvocato Enrico Raimondi.

Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 06:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA