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Ilenia Fabbri, ergastolo al marito Nanni e a Barbieri. Per la Procura sono mandante e esecutore del femminicidio

Lunedì 28 Febbraio 2022
Ilenia Fabbri, ergastolo al marito Nanni e a Barbieri. Per la Procura sono mandante e esecutore del femminicidio

Due ergastoli, uno per ciascun imputato. Ovvero l'ex marito della donna barbaramente uccisa, il meccanico 55enne Claudio Nanni inquadrato dall'accusa quale mandante del delitto. E il 54enne Pierluigi Barbieri, alias lo Zingaro o Furia, originario di Cervia (Ravenna) ma negli ultimi tempi domiciliato a Rubiera (Reggio Emilia) e sicario reo confesso. Così, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio, nel primo pomeriggio ha deciso la Corte d'Assise di Ravenna per l'omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata il 6 febbraio del 2021 nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, nel Ravennate. 

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Risarcimento da 2 milioni alla figlia Arianna

La Corte, presieduta dal giudice Michele Leoni, ha anche disposto l'affissione della sentenza nel Comune faentino e ha condannato gli imputati a risarcire in solido alla figlia Arianna di Nanni e della Fabbri - parte civile con l'avvocato Veronica Valeriani - con due milioni di euro di danni. Per le altri parti civili - tra cui padre, zia e fidanzato della defunta, Comune di Faenza e associazioni Sos Donna, Udi e Gens Nova - la quantificazione del risarcimento è stata demandata ad apposita sede. Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni. Né Arianna né Stefano Tabanelli - quest'ultimo era il fidanzato della vittima - hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Alla lettura del dispositivo erano presenti entrambi gli imputati: impassibile e sempre in piedi Barbieri; Nanni invece si è seduto e si è portato le mani alla fronte. Francesco Furnari, avvocato di Nanni, ha anticipato che farà appello lamentando quelle che a suo dire sono state «lacune investigative». La sentenza verrà impugnata anche dall'avvocato Marco Gramiacci per conto di Barbieri il quale, in ragione della collaborazione offerta dal proprio assistito, aveva chiesto un trattamento sanzionatorio migliore rispetto a Nanni. Ilenia Fabbri era stata uccisa attorno alle 6 non appena la figlia Arianna, che viveva con lei a settimane alterne dopo la separazione, era uscita di casa con il padre per andare a ritirare un'auto comperata a Osnago (Lecco). 

Le indagini

Secondo le indagini della polizia - squadra Mobile di Ravenna, Sco di Roma e Commissariato di Faenza - coordinate dai Pm Daniele Barberini e Angela Scorza, si trattava solo di un alibi costruito ad arte da Nanni per consentire a Barbieri di avere campo libero. In realtà quella notte l'allora fidanzata di Arianna - una coetanea di Imola (Bologna) - era rimasta nell'abitazione dopo avere festeggiato l'anniversario, potendo così subito lanciare l'allarme e facendo in parte saltare i piani. Lo Zingaro, nel corso di due dettagliate confessioni confermate anche in aula durante il processo, dopo l'arresto aveva precisato che i tentativi di uccidere la donna erano stati altri due; che lei sarebbe dovuta sparire in una buca scavata vicino a casa dall'ex marito, e ritrovata dagli agenti su indicazione del 54enne; e che a lui erano stati promessi 20mila euro più un'auto usata, beni mai ricevuti. Nanni ha invece sempre negato l'omicidio spiegando di avere consegnato 2.000 euro a Barbieri, copia delle chiavi della casa e istruzioni su come muoversi là dentro, ma solo per spaventare la ex e indurla così a smettere con le sue pretese economiche. Per la Procura il movente è stato economico: la donna, dopo avere ottenuto dal Tribunale l'assegnazione della casa coniugale del valore di 300mila euro - poi diventata scena del crimine - aveva citato l'ex marito in una causa di lavoro da 500mila euro per i salari non ricevuti per la sua attività nell'impresa di famiglia, l'officina di Nanni; e per la gelateria di famiglia venduta a sua insaputa. L'udienza si sarebbe dovuta tenere il 26 febbraio, cioè a venti giorni dall'omicidio.

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA