Fidanzati uccisi a Lecce: «Il killer deriso dai due in un sms», si indaga sulla convivenza

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Alessandro Cellini
Lecce, «il killer dei fidanzati deriso dai due in un sms». Si indaga sulla convivenza

I primi contatti tra il killer Antonio De Marco e una delle due vittime Daniele De Santis avvengono il 29 ottobre dello scorso anno. Messaggi su Whatsapp in cui De Marco chiede al giovane arbitro la possibilità di prendere in affitto una stanza nell’appartamento di via Montello.

È in quel momento che i due si conoscono. Successivamente l’assassino conoscerà anche la fidanzata di Daniele, Eleonora. Ma i rapporti tra i tre non vanno mai oltre le normali dinamiche tra proprietario di casa e affittuario, tanto che Daniele registra sul cellulare il numero di De Marco sotto il nome “ragazzo infermiere”. Nient’altro. E ad un generico “infermiere” si riferirà in seguito Daniele quando ne parla con Eleonora. Non con il nome di battesimo.

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Quel 29 ottobre De Marco dice in un messaggio che quella stanza va bene, «è anche vicina alle fermate degli autobus», scrive. Comoda per seguire le lezioni di Scienze infermieristiche. Vi rimarrà un mese. Il 30 novembre va via, e la coppia non ne sente più parlare fino al 6 luglio, quando il 21enne si rifà vivo e manda un altro messaggio sul cellulare di Daniele. La camera gli serve nuovamente, sarebbe l’ideale perché deve cominciare il tirocinio universitario e da lì, con i mezzi, è facile raggiungere l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. I due si mettono nuovamente d’accordo, e Daniele scrive alla fidanzata che sarebbe tornato “l’infermiere”.

«Entrambi commentavano con una risata – si legge nel decreto di fermo – scrivendo testualmente “ahahah”, il possibile ritorno del medesimo, e la ragazza chiosava scrivendo “torna tutto come prima”. Tale scambio di battute - è scritto ancora nel provvedimento - è da ricondurre verosimilmente alla volontà dei due di deridere il ragazzo in ragione di un possibile episodio accaduto durante la sua permanenza in quella casa, dal 30 ottobre al 30 novembre 2019».

Una permanenza, quella dello scorso anno, non priva di problemi. Tanto che un’amica di Eleonora dice agli investigatori: «Eleonora ultimamente non si trovava a suo agio, poiché l’appartamento era condiviso da altre persone».

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Chissà cos’è accaduto in quel mese. Perché una delle ipotesi è che tutta la furia della scorsa settimana abbia avuto origine allora. Tanto che il 3 luglio scorso De Marco condivide sul proprio profilo Facebook un post tratto dal blog “Universo Psicologia”, dal titolo “Desiderio di vendetta”, corredato da un commento: «Un piatto da servire freddo... è vero che la vendetta non risolve il problema, ma per pochi istanti ti senti soddisfatto». E due emoticon sorridenti. Vendetta nei confronti di Eleonora e Daniele? 

E perché solo tre giorni più tardi chiede proprio a Daniele di utilizzare nuovamente la stanza dell’appartamento di via Montello? Forse il risentimento è successivo, quando Daniele gli comunica che deve lasciare la casa perché ci andrà a vivere con Eleonora? Ma mai - ha spiegato ieri il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, il colonnello Paolo Dembech - De Marco ha contestato la richiesta di liberare la stanza.
 

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Domande che per il momento non trovano risposta. Sono poche le risposte, in questa storia. E poche le persone che possono dire di conoscere il killer. Pochi lo ricordano, nel suo paese, a Casarano. Qualcuno lo descrive come una persona tranquilla, che passa inosservata. Talmente tranquilla, anche dopo l’omicidio, che il giorno dei funerali di Daniele ed Eleonora lui era a una festa. Dopo l’omicidio, De Marco ha cancellato il numero di Daniele dal suo cellulare. Probabilmente l’ha anche bloccato, forse per evitare che gli inquirenti risalissero a lui attraverso le chat. Un tentativo vano.

Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA