Covid Roma, lo scandalo dei vigili no mask: «Il virus? È una brutta influenza»

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Lorenzo De Cicco
Covid Roma, lo scandalo dei vigili "no mask": «Il virus? È una brutta influenza»

I vigili di Roma, almeno quelli che hanno in tasca la tessera dell’Ugl, salgono sul carrozzone “no-mask”. E sabato saranno in piazza insieme a Forza Nuova, ai cospirazionisti del 5G e ai negazionisti del virus. «Il Covid? Una brutta influenza - dicono i pizzardoni anti-mascherina - non è mica l’Ebola o il vaiolo. Che senso ha coprirsi la faccia all’aperto, quando uno sta per i fatti suoi?». Viene da chiedersi con quanto rigore questi agenti - circa 200 quelli iscritti al sindacato, tocca capire se alla protesta aderiranno anche altri - metteranno in pratica, quando sono in servizio, quanto prescrivono le ultime norme anti-contagio, che nel Lazio sono più stringenti rispetto al dpcm appena sfornato da Palazzo Chigi: la mascherina all’aperto, a Roma e nelle altre province, va indossata sempre, non solo «in prossimità» di altre persone o se non si è accanto ai famosi congiunti. 

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E chi non lo fa, va multato. Dai vigili, tra gli altri. Insomma, gli agenti convintamente no-mask che sfileranno a piazza San Giovanni con gli estremisti di destra e complottisti vari e assortiti, saranno poi scrupolosi nel far applicare l’ordinanza sulle mascherine, quando sono di turno (e in divisa)? Le multe le faranno oppure no? «Sinceramente - risponde il coordinatore romano dell’Ugl Polizia Locale, Marco Milani, tribuno dei pizzardoni che ripugnano la “chirurgica” - è abbastanza difficile capire qual è lo scopo di multare un cittadino che se ne sta per fatti suoi in mezzo alla strada, lontano da ogni forma di assembramento. Non significa che abdicheremo alle funzioni della divisa, però esprimiamo il nostro dissenso». Poi aggiunge: «È pesante, anche moralmente, andare a fare un intervento di cui non si è convinti, questa è una norma difficile da comprendere e difficile da far comprendere, andiamo a sanzionare persone che hanno perso il lavoro per una “provocazione” della Regione?».

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Milani dice che le truppe di vigili dissidenti non vanno frammischiate coi complottisti di genere proteiforme che pure sabato in piazza ci saranno eccome. Da quelli, il sindacato no-mask della Municipale prende le distanze: «Non saremo lì per il 5G o perché siamo contro i vaccini», assicura. Sulla pericolosità del Covid però ecco affiorare una tesi che nel sottobosco negazionista (del virus) è piuttosto in voga. Quella tesi che in sostanza suona così: che sarà mai questo Covid? «Una forma influenzale particolarmente aggressiva», si legge nel proclama-stampa firmato dal capo dell’Ugl-Polizia locale, col segretario provinciale Sergio Fabrizi. A marzo, scrivono, «il virus ci veniva presentato potenzialmente pericoloso come un’epidemia di Ebola o di vaiolo». E invece - sono convinti - non è così. Senza «minimizzarne la pericolosità», dicono, è una brutta influenza. Niente di più. 

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Il comandante dei pizzardoni, Stefano Napoli, contattato, non ha voluto commentare la sortita del sindacato né l’adesione degli agenti dell’Ugl alla «marcia della liberazione da mascherine e distanziamento sociale». Quello stesso distanziamento che le sue truppe dovrebbero far applicare, a suon di verbali per chi sgarra e mette in pericolo sé stesso e gli altri. Eppure l’imbarazzo in Campidoglio, così come alla Municipale, è palpabile. Soprattutto perché l’iniziativa rischia di gettare discredito sull’intero Corpo dei caschi bianchi, perfino su chi, proprio per far rispettare l’obbligo di mascherina, è stato preso a sberle nei rioni della movida più debosciata. Chissà cosa ne pensano adesso, quegli agenti, dei colleghi no-mask. 

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 13:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA