Neonato morto soffocato in ospedale a Roma: 100mila adesioni alla petizione per cambiare i protocolli di assistenza alle madri

È la petizione contro quella che viene definita «la violenza ostetrica» ed è stata lanciata su Change.org dall'Associazione «Mama Chat»

Neonato morto soffocato in ospedale a Roma: 100mila adesioni alla petizione per cambiare i protocolli di assistenza alle madri
Neonato morto soffocato in ospedale a Roma: 100mila adesioni alla petizione per cambiare i protocolli di assistenza alle madri
Mercoledì 25 Gennaio 2023, 18:57 - Ultimo agg. 21:12
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Oltre 100mila firme-adesioni in 24 ore per aggironare i protocolli sanitari ed impedire che si ripteano tragedie come quella  del 7 gennaio quando all'ospedale di Roma Sandro Pertini è morto un neonato soffocato dalla madre durante l'allattamento. È la petizione contro quella che viene definita «la violenza ostetrica» ed è stata lanciata su Change.org dall'Associazione «Mama Chat», un'associazione che dal 2017 supporta donne tra cui mamme e famiglie in difficoltà. L'appello chiede che «i protocolli ospedalieri siano aggiornati e che sia consentito l'ingresso per tute le 24 ore a un accompagnatore, garantendo l'accesso in tutti gli ospedali italiani del partner o familiare al momento parto e durante tutta la degenza».

La petizione chiede più controlli nel post-parto

I promotori sottolineano che «dalla pandemia negli ospedali di tutta Italia sono entrate in vigore regolamenti che oggi persistono senza una reale necessità sanitaria o organizzativa per le strutture ospedaliere». La petizione chiede inoltre che «vi siano più controlli e supporto alle famiglie soprattutto nei momenti parto e post-parto, i quali sono estenuanti, fragili e difficili da affrontare, siano guidati dagli esperti anziché ostacolati, con cura e con consapevolezza, mettendo i bisogni delle mamme e l'assistenza a loro al centro». «La violenza ostetrica che permea quotidianamente nelle strutture Italiane miete vittime inconsapevoli creando traumi psicologici gravi che hanno effetti non solo sulle mamme ma anche sui loro bambini», conclude l'appello.

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